Giovedì 14 Novembre 2030

Piano di lettura

Giovedì della XXXII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Fm 7

Salmo Responsoriale

Sal 118,89-91.130.135.175

89. LAMED. Stabile in eterno ell'è, o Signore, la tua parola nel cielo. 90. La tua verità per tutte le generazioni: tu fondasti la terra, ed ella sussiste. 91. In virtù del tuo comando continua il giorno: perocché le cose tutte a te ubbidiscono. 130. La sposizione di tue parole illumina, e da intelletto ai piccoli. 135. Fa risplendere sopra il tuo servo la luce della tua faccia, e insegnami le tue giustificazioni. 175. Viverà l'anima mia, e te loderà: e i tuoi giudizj saranno mio aiuto.

Vangelo

Lc 17,20-25

20. Interrogato dipoi da' Farisei, quando fosse per venire il regno di Dio, rispose loro, dicendo: Il regno di Dio non viene con apparato. 21. Né dirassi: Eccolo qui, ovvero eccolo là. Imperocché ecco che il regno di Dio è già in mezzo a voi. 22. E disse a' suoi discepoli: Tempo verrà, che bramerete di vedere uno de' giorni del Figliuolo dell'uomo, e nol vedrete. 23. E vi diranno: Eccolo qua, ovvero eccolo là. Non vi movete, e non tenete lor dietro. 24. Imperocché siccome il lampo sfolgoreggiando da un lato del cielo all'altro sfavilla: così sarà del Figliuolo dell'uomo nella sua giornata. 25. Ma prima bisogna, che egli patisca molto, e sia rigettato da questa generazione.

Lettura Complementare

Sir 19,1-28

Piano triennale — Anno B

1. L'operaio beone non arricchirà, e chi le piccole cose di sprezza, a poco a poco anderà in rovina. 2. Il vino, e le donne fanno apostatare i saggi, e screditano i sensati. 3. E chi fa lega con donna di mala vita, diverrà sfacciato: sarà retaggio della putredine, e de' vermini; egli sarà portato per grande esempio, e sarà levato dal numero dei viventi. 4. Chi è corrivo a credere, è leggero di cuore, e avranne il danno. Chi poi pecca contro l'anima propria, sarà stimato come uom da nulla. 5. Chi si gode dell'iniquità, sarà vituperato, e a chi odia la correzione, sarà abbreviata la vita: ma chi odia la loquacità, spegne la malizia: 6. Chi pecca contro l'anima propria, se ne pentirà; e colui, che si gode della malizia, n'avrà infamia. 7. Non riportare una parola cattivo, e offensiva, e non iscapiterai niente. 8. Non manifestare i tuoi sentimenti all'amico, e al nimico, e se hai peccato, non lo svelare. 9. Perocché quegli ascolterà, e starà: attento a te, e facendo le viste di scusare il tuo fallo, ti odierà, e così starà sempre intorno a te. 10. Hai tu udita una parola contro il tuo prossimo? fa, ch'ella muoia dentro di te, e abbi fidanza, che non ti farà crepare. 11. Lo stolto per una parola sta ne' dolori del parto, come donna, che geme per mettere alla luce un bambino. 12. Freccia fitta nella carnosa coscia ell'è la parola nel cuor dello stolto. 13. Correggi l'amico, il quale forse non ebbe (cattiva) intenzione, e dirà: ciò non feci io: che se lo avesse fatto, affinchè più nol faccia. 14. Correggi l'amico, il qual forse non avrà detta quella tal cosa, e se la ha detta, affinchè più non la dica. 15. Correggi l'amico; perché spesso si fanno delle calunnie. 16. E non credere a tutto quel, che si dice. V'ha chi sdrucciola colla lingua; ma non per mala intenzione; 17. Perocché chi è colui, che non pecchi colla sua lingua? Correggi il prossimo prima di usar minacce, 18. E da luogo al timor dell'Altissimo: perché perfetta sapienza è il timor del Signore, ed in essa si ha il timore di Dio, e tutta la sapienza dispone ad adempiere la legge: 19. Perocché la sapienza non è l'arte di mal fare, e i consiglj de' peccatori non son prudenza. 20. Ella è malvagità, con cui va unita la esecrazione: e vi è uno stolto, che manca di giudicio. 21. E da preferirsi l'uomo, che manca di sagacità, ed è privo di scienza, tua è timorato, a quello, che abbonda di avvedutezza, e trasgredisce la legge dell'Altissimo. 22. V'ha una destrezza, che da nel segno, ma ella è iniqua. 23. Ed havvi chi con frutto discorre esponendo la verità. V'ha chi maliziosamente si umilia; ma il cuore di lui è pieno di frode: 24. E v'ha chi si abbassa eccessivamente con grandi sommissioni, e china la faccia, e finge di non vedere quello, che è segreto: 25. Ma se per mancanza di forze gli è vietato di peccare, trovata ch'egli abbia l'opportunità di far del male, il farà. 26. L'uomo si riconosce all'aspetto, e da quel, che apparisce sul volto, si conosce l'uomo assennato. 27. La maniera di vestire, di ridere, e di camminare annunziano l'esser dell'uomo. 28. Havvi una correzione falsa, quand'uno per ira vomita ingiurie, e si fa giudizio, che si trova non esser retto; ed havvi che si tace, e questi è prudente.