Lunedì 25 Febbraio 2030

Piano di lettura

Lunedì della VII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Gc 3,13-18

13. Chi è saggio, e scienziato tra di voi? Faccia egli vedere mediate la buona vita le opere sue fatte con mansuetudine propria della saggezza. 14. Che se avete uno zelo amaro, e delle dissensioni ne' vostri cuori: non vogliate gloriarvi, e mentire contro la verità. 15. Imperocché non è questa una sapienza, che scenda di colassù: ma terrena, animalesca, da demonj. 16. Imperocché dove è tale zelo, e dissensione: ivi scompiglio, e ogni opera prava. 17. Ma la sapienza di lassù primieramente è pura, di poi pacifica, modesta, arrendevole, fa a modo de' buoni, è piena di misericordia, e di buoni frutti, aliena dal criticare, e dalla ipocrisia: 18. Or il frutto della giustizia si semina nella pace da coloro, che han cura della pace.

Salmo Responsoriale

Sal 92,1-2.5

1. Lauda, ovver cantico dello stesso Davidde pel giorno, che precede il sabato, quando la terra fu fondata. Il Signore ha preso possesso del Regno, si è ammantato di splendore, si è ammantato di fortezza, e ne ha cinti i suoi fianchi. 2. Perocché egli diede fermo stato alla terra, la quale non sarà smossa. 5. I fiumi hanno alzati i loro flutti sopra lo strepito delle molte acque.

Vangelo

Mc 9,14-29

14. E tutto il popolo, subito che vide Gesù, restò stupido, e intimorito, e corsegli incontro, lo salutarono. 15. E domandò loro: Che dispute avete tra voi? 16. E uno della turba rispose, e disse: Maestro, ti ho condotto il mio figliuolo, che è posseduto da uno spirito muto: 17. Il quale dovunque l'invade, lo getta per terra, ed egli getta la schiuma, e digrigna i denti, e vien meno: e ho detto a' tuoi discepoli di scacciarlo, e non hanno potuto. 18. Ma egli rispose loro, e disse: O generazione infedele, sino a quando sarò io con voi? sino a quando vi sopporterò? conducetelo da me. 19. E glielo menarono. E visto che l'ebbe Gesù, subito lo spirito lo sconturbò: e gettatosi per terra si rivoltolava facendo la spuma. 20. E Gesù dimandò al padre di lui: Quanto tempo è, che tal cosa gli è avvenuta; E quegli disse: Sin dalla fanciullezza: 21. E sovente lo ha gettato nel fuoco, e nell'acqua per finirlo. Ma tu, se puoi qualche cosa, soccorrici, avendo di noi pietà. 22. E Gesù risposegli: Se puoi credere, tutto è possibile per chi crede. 23. E subito il padre del fanciullo sclamò: e disse piagnendo: Io credo, Signore: aiuta la mia incredulità. 24. E Gesù vedendo, che il popolo accorreva in folla, sgridò lo spirito immondo, e gli disse: Spirito sordo, e mutolo, io ti comando, esci da lui: e non rientrare più in lui. 25. E gettato uno strido, e avendolo molto straziato, uscì lo spirito da lui, che rimase come morto; talmente che molti dicevano: È morto. 26. Ma Gesù preselo per mano, lo risvegliò, ed ei si alzò. 27. Ed entrato che fu Gesù nella casa, i discepoli a parte lo interrogavano: Perché non abbiam noi potuto discacciarlo? 28. Ed egli disse loro: Questa razza (di demonj) per altro verso non può uscire, se non per l'orazione, e pel digiuno. 29. E partitisi da quel luogo, traversarono la Galilea: ed egli non voleva, che nissuno lo sapesse.

Lettura Complementare

Ct 5,1-17

Piano triennale — Anno B

1. Venga il mio Diletto nel suo giardino, e il frutto mangi de' pomi suoi. Son venuto nel mio giardino, sorella mia Sposa: io ho raccolta la mia mirra co' miei aromati: ho mangiato il favo col mio miele: ho bevuto il mio vino col latte mio. Mangiate amici, e bevete, e inebriatevi, o carissimi. 2. Io dormo, e veglia il mio cuore: la voce del mio Diletto che picchia: Aprimi, sorella mia, amica mia, mia colomba, mia immacolata: perocché il mio capo è pieno di rugiada, e i miei capelli dell'umido della notte. 3. Mi spogliai della mia tonaca, come farò a rivestirmene? Lavai i miei piedi, come tornerò io ad imbrattarli? 4. Il mio Diletto passò la sua mano e per l'apertura dell'uscio, e in quel, ch'ei lo toccava, le mie viscere si commossero. 5. Mi alzai per aprire al mio Diletto, che mani mie stillarono mirra, e le mia dita furon piene di squisitissima mirra. 6. Apersi del mio uscio il serrarne al mio Diletto; ma egli si era ritirato, ed era passato avanti. L'anima mia si liquefece tosto ch'egli ebbe parlato: lo cercai, e noi trovai, chiamai, e non mi rispose. 7. Mi trovaron i custodi, che vanno attorno per la città: mi batterono, e mi ferirono: mi tolsero il mio pallio i custodi delle mura. 8. Figlie di Gerusalemme, io vi scongiuro, che se troverete il mio Diletto, voi gli diciate, ch'io d'amore languisco. 9. Qual è il tuo Diletto più che Diletto, o bellissima tralle donne? Qual è il tuo Diletto più che Diletto, che tu così ci scongiuri? 10. Il mio Diletto candido, e rubicondo, eletto tralle migliaia. 11. Il capo di lui oro ottimo: le chiome del suo capo come l'involto de' fiori delle palme, nere come il corvo. 12. Gli occhi di lui come colombe lungo ai ruscelli delle acque, le quali son lavate col latte, e si posano presso alle copiose correnti. 13. Le sue guance (son) come le areole di aromi piantate dai compositori di unguenti. Le sue labbra come gigli stillanti mirra perfetta. 14. Le sue mani fatte al tornio auree piene di giacinti. Il suo ventre d'avorio smaltato di zaffiri. 15. Le sue gambe colonne di marmo fondate sopra basi d'oro. Egli a vedersi è come il Libano, eletto come i cedri. 16. Soavissime sono le sue fauci, ed egli è tutto desiderabile: tale è il mio Diletto, ed egli è l'amico mio, o figlie di Gerusalemme. 17. Dove andonne il tuo Diletto, o bellissima tralle donne? dove volse i suoi passi il tuo Diletto? e teco lo cercheremo.