Martedì 26 Febbraio 2030

Piano di lettura

Martedì della VII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Gc 4,1-10

1. E donde le guerre, e le liti tra di voi, se non di qui: dalle vostre concupiscenze, le quali militano nelle vostre membra? 2. Desiderate, e non avete: uccidete, e zelate: e non vi riesce di conseguire: litigate, e fate guerra: e non ottenete l'intento, perché non domandate. 3. Chiedete, e non ottenete: perché chiedete malamente onde spendere ne' vostri piaceri. 4. Adulteri, e non sapete voi che l'amicizia di questo mondo è nimistà con Dio? Chiunque pertanto vorrà esser amico di questo mondo, vien costituito nemico di Dio. 5. Credete forse, che invano dica la scrittura: lo spirito, che abita in voi, vi ama con amor geloso? 6. Ed egli da una grazia maggiore. Per la qual cosa ella dice: Dio resiste a' superbi, e agli umili da la grazia. 7. Siate adunque soggetti a Dio, e resistete al diavolo, ed ei fuggirà da voi. 8. Accostatevi a Dio, e a voi si accosterà. Mondate le mani, o peccatori: e purificate i cuori, o voi doppi di animo. 9. Affliggetevi, e siate in duolo, e piangete: il vostro riso si cangi in lutto, e il gaudio in mestizia. 10. Umiliatevi nel cospetto del Signore, e vi esalterà.

Salmo Responsoriale

Sal 36,3-4.18-19.27-28.39-40

3. Spera nel Signore, ed opera il bene, e abiterai la terra, e sarai pasciuto di sue ricchezze. 4. Metti la tua consolazione nel Signore, ed ei ti darà quello, che il tuo cuore domanda. 18. Il Signore ha cura de' giorni degli uomini senza macchia; e la eredità loro sarà eterna. 19. Non saranno confusi nel tempo cattivo, e ne' giorni di carestia saranno satollati: 27. Fuggi il male, e opera il bene, ed avrai un'abitazione sempiterna. 28. Imperocché il Signore ama la rettitudine, e non abbandonerà i suoi santi: eglino saran conservati in eterno. Gli ingiusti saran puniti, e perirà la stirpe degli empj. 39. La salute de' giusti vien dal Signore, ed egli è lor protettore nel tempo della tribolazione. 40. E il Signore gli aiuterà, e gli libererà, e li trarrà dalle mani de' peccatori, e li salverà, perché in lui hanno sperato.

Vangelo

Mc 9,30-37

30. Ma andava istruendo i suoi discepoli, e diceva loro: Il Figliuolo dell'uomo sarà dato nelle mani degli uomini, e lo metteranno a morte: e ucciso risusciterà il terzo giorno. 31. Essi però non capivano nulla: e non si fidavano d'interrogarlo. 32. E giunsero a Cafarnaum. Ed entrati in casa, domandò loro: Di che cosa disputavate tra voi per istrada? 33. Eglino però tacevano: conciossiachè per istrada aveano disputato insieme, chi fosse tra di loro il maggiore. 34. E stando egli a sedere chiamò i dodici, e disse loro: Chi vuol essere il primo, sarà l'ultimo di tutti, e il servidore di tutti. 35. E preso un fanciullo lo pose in mezzo ad essi: e presolo tralle braccia, disse loro: 36. Chi uno di tali fanciulli accoglie nel nome mio, accoglie me: e chiunque accoglie me, non accoglie me, ma colui, che mi ha mandato. 37. Giovanni prese a dirgli: Maestro, abbiamo veduto un tale discacciare i demonj nel nome tuo, che non viene con noi, e glielo abbiamo proibito.

Lettura Complementare

Ct 6,1-12; 7,1-13; 8,1-15

Piano triennale — Anno B

1. Il mio Diletto è disceso nel suo orto all'arcola degli aromati per pascolare negli orti, e cogliere de' gigli. 2. Io al mio Diletto, e a me il Diletto mio, il quale tra' gigli pascola. 3. Bella se' tu, o amica mia, soave, e splendida come Gerusalemme, terribile come un esercito messo in ordine di battaglia. 4. Volgi da me gli occhi tuoi, perch'ei mi fecero sorvolare: i tuoi capelli come un gregge di capre, che spuntano dal Galaad. 5. I tuoi denti come un gregge di pecorelle, che tornano dal lavatoio, tutte con parti gemelli, e sterile tra queste non è. 6. Come la scorza di melagrana, così le tue guance senza quello, che in te si nasconde. 7. Sessanta sono le regine, e ottanta le spose di secondo ordine, e le fanciulle sono senza numero. 8. Una è la mia colomba, la mia perfetta, ella è unica della sua madre, eletta alla sua genitrice: la videro le donzelle, e beatissima la chiamarono; le regine, e le spose di secondo ordine, e la lodarono. 9. Chi è costei, che esce fuora come aurora sorgente, bella come la luna, eletta come il sole, terribile come un esercito messo in ordine di battaglia? 10. Io discesi nell'orto delle noci per vedere i pomi delle valli, ed osservare se la vigna fosse fiorita, e se germogliassero i melagrani. 11. Io fui nell'ignoranza: l'anima mia mi conturbò per ragione dei cocchi di Aminadab. 12. Ritorna, ritorna, o Sulamitide ritorna, ritorna, affinchè non ti veggiamo. 1. Che è quello, che tu vedrai nella Sulamitide se non cori militari? Quanto belli sono i tuoi passi ne' (tuoi) calzari, o figlia di Principe! Le punture de' tuoi fianchi (son) come monili lavorati per mano d'artefice. 2. Le tue viscere (sono) un nappo fatto al torno, che non manca mai di bevanda. Il tuo ventre come un monte di frumento circondato da' gigli. 3. Le due tue mammelle come due teneri cavrioli gemelli. 4. Il tuo collo come torre d'avorio. Gli occhi tuoi come le peschiere di Hesebon, che sono alla porta di questa figlia popolosa. Il tuo naso come la torre del Libano, che guarda contro Damasco. 5. Il tuo capo come il Carmelo, e le chiome del tuo capo come la porpora del re legata nei canali. 6. Quanto bella se' tu, e quanto splendida nelle (tue) delizie, o carissima! 7. La tua statura è somigliante alla palma; e le tue mammelle ai grappoli. 8. Io dissi: Salirò sopra la palma, e coglierò i suoi frutti, e le tue mammelle saranno come grappoli della vite, e l'odore della tua bocca come l'odore di mele. 9. Le tue fauci come ottimo vino degno di esser bevuto dal mio Diletto, e delle labbra, e dei denti di lui per ruminarlo. 10. Io (sono) del mio Diletto, ed egli verso di me è rivolto. 11. Vieni, o mio Diletto, andiamo fuora alla campagna: facciam nostra dimora per le ville. 12. Al mattino alziamoci (per andare) alle vigne: veggiamo se la vigna è fiorita; se i fiori van partorendo i frutti: se i melagrani sono in fiore: ivi darò a te le mie mammelle. 13. Le mandragore spirano odore: nelle nostre porte (son) tutti i pomi: e i nuovi, e i vecchia te, o mio Diletto, gli ho serbati. 1. Chi ti darà a me, fratello mio, succhiante le mammelle della madre mia, ond'io fuori ti ritrovi, e ti baci, e nissuno più mi disprezzi? 2. Io ti prenderò, e ti condurrò nella casa di mia madre; ivi tu sarai mio maestro, e io darotti bevanda di vino aromatico, e il mosto delle mie melagrane. 3. La sinistra di lui sotto il mio capo, e la destra di lui mi abbraccerà. 4. Io vi scongiuro, o figliuole di Gerusalemme, che non rompiate il sonno della Diletta, e non la facciate svegliare fino a tanto che ella il voglia. 5. Chi è costei, che ascende dal deserto ricolma di delizie, appoggiata sopra del suo Diletto? 6. Sotto l'arbore di melo io ti suscitai: ivi fu corrotta la madre tua: ivi fu violata la tua genitrice. 7. Pommi come sigillo sopra il cuor tuo, come sigillo sopra il tuo braccio: perocché forte come la morte ell'è la dilezione, duro lo zelo quanto l'inferno: le lampadi sue sono lampadi di fuoco, e di fiamme. 8. Le molte acque non poterono estinguere la carità, né le fiumane la soverchieranno: quando un uomo desse per la dilezione tutte le sostanze della sua casa, le disprezzerebbe come un niente. 9. La nostra Sorella è piccola, e non è giunta a pubertà, che farem noi alla nostra Sorella in quel giorno, in cui dovrà farsi parola con lei? 10. Se ella è una muraglia, edifichiam sopra di essa baluardi d'argento: se è una porta, fortifichiamola con tavole di cedro. 11. Io muraglia, e il mio petto qual torre, fin da quando dinanzi a lui son io come quella, che ho trovata la pace. 12. Il pacifico ebbe una vigna nella popolosa (città): la diede ai vignaiuoli: uomo porta del frutto di essa mille sicli d'argento. 13. La mia vigna mi sta davanti. Mille (sicli son) tuoi, o pacifico, e dugento per quelli, che ne custodiscono i frutti. 14. O tu, che abiti negli orti, gli amici ascoltano: fa, che oda io la tua voce. 15. Fuggi, o mio Diletto: sii tu simile al cavriolo, e al cerbiatto sui monti degli aromati.