Prima Lettura
2Cor 8,9-15
9. Imperocché è a voi nota la liberalità del Signor nostro Gesù Cristo, come egli essendo ricco, diventò povero per voi, affinchè della povertà di lui voi diventaste ricchi. 10. E in questo io do consiglio: imperocché ciò è utile per voi, i quali principiaste non solo a farlo, ma anche a bramarlo fin dall'anno passato: 11. Ora poi finite di farlo: onde siccome è pronto l'animo a volere, così io sia ad eseguire secondo le vostre facoltà. 12. Imperocché se vi è la pronta volontà, dessa è accetta secondo quello, che uno ha, non riguardo a quel, che non ha. 13. Non che abbian ad essere al largo gli altri, e voi in angustia, ma per far uguaglianza. 14. Al presente la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza: affinchè eziandio l'abbondanza loro supplisca alla indigenza vostra, onde facciasi uguaglianza, conforme sta scritto: 15. Chi (ebbe) molto, non ne ebbe di più: e chi (ebbe) poco, non ne ebbe di meno.
Salmo Responsoriale
Sal 116,1-2
1. Alleluia. Lodate Dio. Quante voi siete, date laude al Signore: popoli tutti, lodatelo: 2. Imperocché la sua misericordia si è stabilita sopra di noi; e la verità del Signore è immutabile in eterno.
Vangelo
Mt 6,19-23
19. Non cercate di accumular tesori sopra la terra: dove la ruggine, e i vermi li consumano: e dove i ladri li dissotterrano, e li rubano. 20. Ma proccurate di accumular de' tesori nel cielo: dove la ruggine, e i vermi non li consumano; e ove i ladri non li dissotterrano, né li rubano. 21. Imperciocché dove è il tuo tesoro, ivi è il tuo cuore. 22. Lucerna del tuo corpo è il tuo occhio. Se il tuo occhio è semplice; tutto il tuo corpo sarà illuminato. 23. Ma se il tuo occhio è difettoso, tutto il tuo corpo sarà ottenebrato. Se Adunque la luce, che è in te, diventa tenebrosa: quanto grandi saranno le stesse tenebre?
Lettura Complementare
Lv 17,1-16
Piano triennale — Anno A
1. E il Signore parlò a Mosè, e disse: 2. Parla ad Aronne, e a' suoi figliuoli, e a tutti i figliuoli d'Israele: e di' loro: Questo è il comando del Signore: egli ha detto. 3. Un uomo chiunque egli sia della stirpe d'Israele, se ucciderà un bue, o una pecora, o una capra negli alloggiamenti, o fuori degli alloggiamenti, 4. E non presenterà la sua obblazione al Signore alla porta del tabernacolo, sarà reo di morte: sarà sterminato dalla società del suo popolo, come se avesse fatto omicidio. 5. Quindi è che i figliuoli d'Israele debbono offerire al sacerdote le loro vittime uccise da loro alla campagna, affinché sieno consacrate al Signore dinanzi alla porta del tabernacolo del testimonio, e sieno immolate al Signore in ostie di pace. 6. E il sacerdote ne spargerà il sangue sull'altare del Signore alla porta del tabernacolo del testimonio, e farà bruciare il grasso in odore soave al Signore: 7. E non immoleranno più le loro ostie a' demoni, co' quali hanno avuto impuro commercio. Ella è legge eterna per essi, e pe' loro posteri. 8. E tu dirai loro: Qualunque uomo della casa d'Israele, o straniero, che abiti tra di voi, il quale offerisca olocausto, o vittima, 9. E non la conduce alla porta del tabernacolo del testimonio, perché sia offerta al Signore, sarà sterminato dalla società del suo popolo. 10. Qualunque uomo della casa d'Israele, o forestiere, che abiti tra di loro, se mangerà del sangue, fisserò l'irato mio sguardo sopra l'anima di colui, e lo sterminerò dalla società del suo popolo; 11. Perocché l'anima dell'animale sta nel sangue: e io l'ho dato a voi affinché con esso sopra l'altare espiar possiate l'anime vostre, e il sangue serva all'espiazione dell'anima. 12. Per questo ho detto ai figliuoli d'Israele: Nessun di voi mangerà del sangue, né alcuno de' forestieri che abitano tra di voi. 13. Se alcuno de' figliuoli d'Israele, e de' forestieri che abitan tra di voi, prende alla caccia, o all'uccelliere una bestia, o un uccello di que' che è lecito di mangiare, ne sparga il sangue, e lo copra colla terra: 14. Perocché la vita d'ogni animale sta nel sangue: per questo ho detto a' figliuoli d'Israele: Non mangerete il sangue di verun animale; perché la vita dell'animale è nel sangue: e chiunque ne mangia, perirà. 15. Qualunque persona o della nazione, o forestiero, che mangerà d'un animale morto da sé, o straziato da una fiera, laverà le sue vesti e il corpo nell'acqua, e sarà immondo fino alla sera: e con questo sarà mondo. 16. Ma se non lava le sue vesti, e il suo corpo, pagherà il fio della sua iniquità.