1. E dopo di ciò vidi un altro Angelo, che scendeva dal cielo, e aveva potestà grande: e la terra fu illuminata dal suo splendore. 2. E gridò forte, dicendo: è caduta, è caduta la gran Babilonia: ed è diventata abitazione de' demoni, e carcere di tutti li spiriti impuri, e carcere di tutti i volatili immondi, e odiosi: 21. Allora un Angelo robusto alzò una pietra, come una grossa macine, e la scagliò nel mare, dicendo: con quest'impeto sarà scagliata Babilonia la gran città, e disparirà. 22. Né più adirassi in te la voce de' suonatori di cetra, e de' musici, e da' trombettieri: né ritroverassi più in te alcun'artefice di qualunque arte: e non si udirà più in te romor di mulino: 23. Né lume di lucerna rilucerà più in te: né voce di sposo, e di sposa si udirà più in te: perché i tuoi mercanti erano i magnati della terra, perché a causa de' tuoi veneficj furon sedotte tutte le nazioni. 1. Dopo di ciò udii come voce di molte turbe in cielo, che dicevano: alleluia: salute, e gloria, e virtù al nostro Dio: 2. Perché veri, e giusti sono i suoi giudizi, ed ha giudicato la gran meretrice, che ha corrotto la terra colla sua prostituzione, e ha fatto vendetta del sangue de' suoi servi (sparso) dalle mani di lei. 3. E dissero per la seconda volta: alleluia. E il fumo di essa sali pei secoli de' secoli. 9. E dissemi: scrivi: beati coloro, che sono stati chiamati alla cena nuziale dell'Agnello: e dissemi: queste parole di Dio sono vere.
Salmo Responsoriale
Dn 3,68-74
68. Rugiade, e brine benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 69. Gelo, e freddura benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 70. Ghiacci, e nevi, benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 71. Notti, e giorni benedite il Signore, andatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 72. Luce, e tenebre benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 73. Folgora, e nuvole benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 74. Benedica il Signore la terra, lo laudi, e lo esalti sopra tutte le cose pe' secoli.
Vangelo
Lc 21,20-28
20. Quando poi vedrete Gerusalemme circondata d'esercito, allora sappiate, che la sua desolazione e vicina: 21. Allora chi si trova nella Giudea, fugga nelle montagne: e chi sta dentro di lei, si ritiri: e chi è per le campagne, non vi rientri: 22. Imperocché giorni di vendetta sono quegli, affinchè tutto quello, che è stato scritto, si adempia. 23. Ma guai alle donne gravide, e che daran latte in que' giorni: imperocché in grandi strettezze sarà il paese, e l'ira addosso a questo popolo. 24. E periranno di spada: e saranno menati schiavi tra tutte le nazioni, e Gerusalemme sarà calcata dalle genti: fino a tanto che compiti siano i tempi delle genti. 25. E saran prodigj nel sole, nella luna, e nelle stelle, e pel mondo le nazioni in costernazione per lo sbigottimento (causato) dal fiotto del mare, e dell'onde: 26. Consumandosi gli uomini per la paura, e per l'espettazione di quanto sarà per accadere a tutto l'universo: imperocché le virtù de' cieli saranno scommosse. 27. E allora vedranno il Figliuolo dell'uomo venire sopra una nuvola con potestà grande, e maestà. 28. Quando poi queste cose principieranno ad effettuarsi, mirate in su, e alzate le vostre teste; perché la redenzione vostra è vicina.
Lettura Complementare
Sir 30,1-27
Piano triennale — Anno B
1. Chi ama il suo figliuolo, adopra sovente con esso la sferza, affin di averne consolazione nel fine, e perché quegli non abbia a picchiare alle porte de' vicini. 2. Chi istruisce il proprio figliuolo, ne ritrarrà onore, e di lui si glorierà colla gente di sua famiglia. 3. Chi istruisce il proprio figliuolo, muoverà ad invidia il suo nemico; e si glorierà di lui co' suoi amici. 4. Il padre di lui si morì, e quasi non morì; perocché ha lasciato dopo di se uno, che lo somiglia. 5. Egli vivendo lo, vide, e ne ebbe consolazione, e nella morte sua non si attristò, e non ebbe ad arrossire in faccia de' nemici; 6. Perocché egli ha lasciato alla casa un difensore contro i nemici, ed uno, che sarà grato verso gli amici. 7. Per amor delle anime de' figliuoli ei fascerà le loro piaghe, e ad ogni voce si scuoteran le sue viscere. 8. Un cavallo non domato diventa intrattabile, e un figliuolo abbandonato a se stesso diventa pervicace. 9. Piaggia il figliuolo, e ti darà delle angosce; scherza con lui, e ti arrecherà grandi dolori. 10. Non gli ridere in bocca, affinchè tu non abbi da ultimo a piangere, e a digrignare i denti. 11. Non lo lasciar fare a modo suo nella gioventù, e non far le viste di non vedere quel, ch'egli pensa. 12. Piega a lui il collo nella giovinezza, e battigli i fianchi mentr'egli è fanciullo, affinchè non si induri, e ti nieghi ubbidienza, io che sarà dolore all'anima tua. 13. Istruisci il tuo figliuolo, e affaticati intorno a lui per non incorrere ne' suoi disonori. 14. Val più un povero sano, e robusta di forze, che un ricco spossato, e fiaccato dalle malattie. 15. La salute dell'anima consistente nella santità della giustizia, vai più di tutto l'oro, e l'argento, e un corpo ben disposto più vale, che le immense ricchezze. 16. Non v'ha tesoro, che superi il tesoro della sanità del corpo, né piacer maggiore, che il gaudio del cuore. 17. E preferibile la morte alla vita amara, e il riposo eterno agli ostinati languori. 18. I beni riposti per uno, che ha chiusa la bocca, sono come le molte vivande disposte attorno ad un sepolcro, 19. Che giovano all'idolo le libagioni. Perocché egli non mangerà, e non sentirà, odore: 20. Così succede a chi è perseguitato dal Signore, e porta la mercede di sua iniquità: 21. Vede cogli occhi suoi, e geme com'un eunuco, che abbraccia una vergine, e da un sospiro. 22. Non lasciar l'anima tua in preda alla tristezza, e non affligger te stesso co' tuoi pensieri. 23. La giocondità del cuore è la vita dell'uomo, e tesoro inesausto di santità; e la letizia allunga i giorni dell'uomo. 24. Abbi compassione dell'anima tua per piacere a Dio, e sii continente, e riunisci il cuor tuo nella santità, e manda lungi da te la tristezza. 25. Perocché la tristezza ne ha uccisi molti, ed ella non è buona a nulla. 26. L'invidia, e l'ira abbreviano i giorni, e i sopraccapi menano la vecchiaia prima del tempo. 27. Un cuore ilare, e benigno è in banchetti, e i suoi banchetti son preparati con diligenza.