1. E vidi un Angelo scender dal cielo, che aveva la chiave dell'abisso, e una gran catena in mano. 2. Ed egli afferrò il dragone, quel serpente antico, che è il diavolo, e Satanasso, e lo legò per mille anni: 3. E cacciollo nell'abisso, e lo chiuse, e sigillò sopra di lui, perché non seduca più le nazioni, sino a tanto che siano compiti i mille anni: dopo i quali debbe egli essere disciolto per poco tempo. 4. E vidi de' troni, sederono su questi, e fu dato ad essi di giudicare: e le anime di quegli, che furono decollati a causa della testimonianza (renduta) a Gesù, e a causa della parola di Dio, e quegli, i quali non adoraron la bestia, né l'immagine di essa, né il carattere di lei ricevettero nella fronte, o nelle mani loro, e vissero, e regnarono con Cristo per mille anni. 11. E vidi un trono grande, e candida, e uno, che sopra di esso sedeva, dalla vista del quale fuggì la terra, e il cielo, nè più comparirono.
Salmo Responsoriale
Dn 3,75-81
75. Monti, e colline benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 76. Cenni, che dalla terra spuntate, benedite tutti quanti il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 77. Fontane, benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 78. Mari, e fiumi benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 79. Balene, e pesci tutti, che guizzate pelle acque, benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 80. Uccelli dell'aria, benedite tutti il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose po' secoli. 81. Bestie tutte, e selvagge, e domestiche, benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli.
Vangelo
Lc 21,29-33
29. E disse loro una similitudine: Osservate il fico, e tutte le piante: 30. Quando queste hanno già buttato, sapete, che la state è vicina; 31. Così pure voi quando vedrete tali cose succedere, sappiate, che il regno di Dio è vicino. 32. In verità vi dico, che non passerà questa generazione, fino a tanto che tutto si adempia. 33. Il cielo, e la terra passeranno: ma le mie parole non passeranno.
Lettura Complementare
Sir 31,1-42
Piano triennale — Anno B
1. Le vigilie dell'avarizia consuman le carni, e le sue cure levano il sonno. 2. I pensieri dell'avvenire sturbano la quiete, come la grave malattia fa vegliar l'uomo. 3. Faticò il ricco per adunare ricchezze, e nel suo riposo è ricolmo di beni. 4. Lavora il povero per bisogno di vitto, e se fa fine di lavorare diventa mendico. 5. Chi è amante dell'oro, non sarà giusto, e chi va dietro alla corruzione, di essa sarà ripieno. 6. Molti sono andati in precipizio a causa dell'oro, e la bellezza di lui fu la loro perdizione. 7. Legno d'inciampo è l'oro per quelli, che a lui fan sagrifizio: guai a quelli, che gli van dietro; ma tutti gli imprudenti periranno per esso. 8. Beato il ricco, che è trovato senza colpa, ed il quale non va dietro all'oro né sua speranza ripone nel denaro, e nei tesori. 9. Chi è costui, e gli darem lode? perché egli ha fatto cose mirabili nella sua vita. 10. Egli fu provato per mezzo dell'oro, e trovato perfetto; ed avranne gloria eterna. Egli potea peccare, e non peccò, far del male, e nol fece: 11. Per questo i beni di lui sono stabili nel Signore, e le sue limosine saran celebrate da tutta la congregazione de' santi. 12. Se' tu assiso a splendida mensa? non essere tu ivi il primo a spalancare la gola. 13. Non dire: molta è la roba, che è in tavola. 14. Ricordati, che una mala cosa è l'occhio cattivo. 15. Non v'ha di peggio di quest'occhio tralle cose create? per questo egli in veggendo, piange con tutto il suo volto. 16. Non essere il primo a stendere la mano, affinchè maltrattato dall'invidioso tu non abbi ad arrossire. 17. Nel prendere le vivande non urtare cogli altri. 18. Giudica del genio del tuo prossimo dal tuo. 19. Serviti da uomo frugale di quelle cose, che li son messe davanti, affinchè non avvenga, che col molto mangiare tu ti renda odioso. 20. Sii il primo a finire per verecondia, e non essere smoderato per non disgustare veruno. 21. E se siedi in mezzo a molti, non istender la mano prima di quelli, e non essere il primo a chiedere da bere. 22. Quanto poco vino è sufficiente ad un uomo bene educato! e in dormendo non ne sarai inquietato, e non ne sentirai incomodo. 23. Le vigilie, la colica, e i dolori sono per l'uomo intemperante. 24. Il sonno salubre è per l'uomo parco: egli dorme sino al mattino, e l'anima di lui sarà lieta con esso. 25. Che se tu se' stato forzato a mangiar molto, vattene dalla conversazione, vomita, e ti troverai sollevato, e non cagionerai malattia al tuo corpo. 26. Figliuolo ascoltami, e non disprezzarmi, e da ultimo conoscerai quel, che siano le mie parole. 27. In tutte le operazioni tue sii diligente, e non si accosterà a te nissun malore. 28. Colui, che è liberale nel dar del pane, è benedetto dalle labbra di molti e la testimonianza, che rendesi alla bontà di lui, è sicura. 29. Contro di chi è spilorcio nel dar del pane mormora tutta la città, e la testimonianza renduta alla spilorceria di lui è verace. 30. Non provocare i bravi bevitori: perocché molti sono stati sterminati dal vino. 31. Il fuoco prova la durezza del ferro; così il vino bevuto fino all'ebbrezza manifesta i cuori de' superbi. 32. Buona vita per gli uomini è il vino usato con sobrietà: sarai sobrio, se ne berai con moderazione. 33. Qual vita è quella di chi sta senza vino? 34. Che è quello, che ci priva della vita? la morte. 35. Il vino da principio fa creato per giocondità, non per l'ubbriachezza. 36. Il vino bevuto moderatamente rallegra l'anima, e il cuore. 37. Il ber temperato è salute dell'anima, e del corpo. 38. Il troppo vino fa le contese, e l'ira, e molte rovine. 39. Il vino bevuto in copia è l'amarezza dell'anima. 40. L'ubbriacchezza fa ardito lo stolta ad offendere, snerva le forze, ed è cagion di ferite. 41. In un convito dove si beve, non riprendere il prossimo, e noi disprezzare nella sua allegria: 42. Non dirgli parola di ingiuria, e noi pressare col chiedergli il tuo.