Siracide (Ecclesiastico)

Sir 30 · 27 versetti

1Chi ama il suo figliuolo, adopra sovente con esso la sferza, affin di averne consolazione nel fine, e perché quegli non abbia a picchiare alle porte de' vicini.

2Chi istruisce il proprio figliuolo, ne ritrarrà onore, e di lui si glorierà colla gente di sua famiglia.

3Chi istruisce il proprio figliuolo, muoverà ad invidia il suo nemico; e si glorierà di lui co' suoi amici.

4Il padre di lui si morì, e quasi non morì; perocché ha lasciato dopo di se uno, che lo somiglia.

5Egli vivendo lo, vide, e ne ebbe consolazione, e nella morte sua non si attristò, e non ebbe ad arrossire in faccia de' nemici;

6Perocché egli ha lasciato alla casa un difensore contro i nemici, ed uno, che sarà grato verso gli amici.

7Per amor delle anime de' figliuoli ei fascerà le loro piaghe, e ad ogni voce si scuoteran le sue viscere.

8Un cavallo non domato diventa intrattabile, e un figliuolo abbandonato a se stesso diventa pervicace.

9Piaggia il figliuolo, e ti darà delle angosce; scherza con lui, e ti arrecherà grandi dolori.

10Non gli ridere in bocca, affinchè tu non abbi da ultimo a piangere, e a digrignare i denti.

11Non lo lasciar fare a modo suo nella gioventù, e non far le viste di non vedere quel, ch'egli pensa.

12Piega a lui il collo nella giovinezza, e battigli i fianchi mentr'egli è fanciullo, affinchè non si induri, e ti nieghi ubbidienza, io che sarà dolore all'anima tua.

13Istruisci il tuo figliuolo, e affaticati intorno a lui per non incorrere ne' suoi disonori.

14Val più un povero sano, e robusta di forze, che un ricco spossato, e fiaccato dalle malattie.

15La salute dell'anima consistente nella santità della giustizia, vai più di tutto l'oro, e l'argento, e un corpo ben disposto più vale, che le immense ricchezze.

16Non v'ha tesoro, che superi il tesoro della sanità del corpo, né piacer maggiore, che il gaudio del cuore.

17E preferibile la morte alla vita amara, e il riposo eterno agli ostinati languori.

18I beni riposti per uno, che ha chiusa la bocca, sono come le molte vivande disposte attorno ad un sepolcro,

19Che giovano all'idolo le libagioni. Perocché egli non mangerà, e non sentirà, odore:

20Così succede a chi è perseguitato dal Signore, e porta la mercede di sua iniquità:

21Vede cogli occhi suoi, e geme com'un eunuco, che abbraccia una vergine, e da un sospiro.

22Non lasciar l'anima tua in preda alla tristezza, e non affligger te stesso co' tuoi pensieri.

23La giocondità del cuore è la vita dell'uomo, e tesoro inesausto di santità; e la letizia allunga i giorni dell'uomo.

24Abbi compassione dell'anima tua per piacere a Dio, e sii continente, e riunisci il cuor tuo nella santità, e manda lungi da te la tristezza.

25Perocché la tristezza ne ha uccisi molti, ed ella non è buona a nulla.

26L'invidia, e l'ira abbreviano i giorni, e i sopraccapi menano la vecchiaia prima del tempo.

27Un cuore ilare, e benigno è in banchetti, e i suoi banchetti son preparati con diligenza.