Sir 29 · 35 versetti
1Chi è misericordioso, da in prestito al suo prossimo, e chi è generoso di mano, osserva i comandamenti.
2Da ad imprestito al tuo prossimo nel tempo, del suo bisogno, e tu vicendevolmente restituisci al prossimo al tempo determinato.
3Mantien la parola, e portati fedelmente con lui, e troverai in ogni tempo quello, che ti abbisogna.
4Molti il denaro imprestato tennero per denaro trovato, e diedero delle molestie a chi li avea ajutati.
5Fino che abbian ricevuto, bacian le mani al datore, e fanno delle promesse con umili parole.
6Ma quando è tempo di restituire, chieggon tempo, e dicon cose nojose, o mormorano, e danno la colpa al tempo.
7E se è in istato di pagare, fa delle difficoltà, o renderà la metà del debito, e il creditore dovrà far conto, che è tanto di trovato,
8Altrimenti quegli lo priva del suo, e se lo tiene per suo nemico senza ragione.
9E lo paga di ingiurie, e di male parole, e per un onore, e un benefizi gli rende strapazzo.
10Sono molti, che non danno in prestito non per cattivo cuore, ma temono di essere ingiustamente gabbati.
11Contuttociò sii tu d'animo generoso verso il meschino, e non fare a lui allungare il collo in aspettando la carità.
12A riflesso del comandamento assisti il povero, e noi rimandar colle mani vuote nel suo bisogno.
13Perdi il denaro per amor del fratello, e dell'amico, e noi seppellire sotto una pietra a perdersi.
14Impiega il tuo tesoro nell'adempiere i precetti dell'Altissimo, e ciò ti frutterà più, che l'oro.
15Chiudi la limosina nel seno del povero, e questa pregherà per te contro) ogni sorta di mali.
16Ella combatterà contro il tuo nemico assai meglio, che lo scudo, e la lancia di un campione.
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19L'uomo dabbene entra mallevadore al suo prossimo, ma colui, che ha perduto il rossore, abbandona il prossimo a se stesso.
20Non ti scordare del benefizio fatto a te dal tuo mallevadore; perocché egli ha esposta per te la sua vita.
21Il peccatore, e l'immondo fugge il suo mallevadore.
22Il peccatore fa conto, che sian suoi propri i beni del suo mallevadore, e ingrato di cuore abbandona chi lo ha liberato.
23Un uomo' promette pel suo prossimo, e questi perduto ogni pudore lo abbandona.
24Le mallevadorie spropositate hanno rovinati molti, che si regolavano bene, e li hanno messi sossopra come una tempesta di mare.
25Questa ha sconvolti uomini facoltosi, e li ha fatti fuggire, e andar vagabondi tra genti straniere.
26Il peccatore, che trasgredisce i comandamenti del Signore si impegnerà in mallevadorie rovinose, e chi vuoi far molte cose si imbroglia in liti.
27Solleva il prossimo secondo il tuo potere, e veglia sopra te stesso affine di non precipitarti.
28La somma della vita umana è l'acqua, e il pane, e il vestito, e la casa per tener coperto ciò, che non dee farsi vedere.
29Val più il vitto del povero sotto un coperto di tavole, che li splendidi banchetti in casa straniera, dove uno non ha domicilio.
30Contentati del poco come del molto, e non avrai a sentire i rimprocci, che si fanno a' forestieri.
31Ell'è una cattiva vita quella di andar in ospizio da una casa all'altra, e dove uno è ospite non agirà con libertà, e non aprirà bocca.
32Uno alberga, e da da mangiare, e da bere a gente ingrata, e oltre a ciò, udirà delle male parole.
33Su via, o ospite, ammannisci la tavola, e con quello, che hai teco, da da mangiare agli altri.
34Cedi il luogo ai miei amici onorati, ho bisogno della mia casa: ricevo ospite un mio fratello.
35Queste cose sono pesanti ad un uomo sensato: i rimproveri del padron di casa, e gli improperj di chi gli ha fatto imprestito.
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