Siracide (Ecclesiastico)

Sir 22 · 33 versetti

1Il pigro è lapidato con sassi coperti di fango: e tutti parleranno di lui con dispregio.

2Il pigro è lapidato collo sterco di bue: tutti quelli, che ne toccano, scuotono le loro mani.

3Il figliuolo mal educato è la vergogna del padre, e la figlia sarà poco stimata.

4La fanciulla prudente è un'eredità pel suo marito: ma quella, che reca disdoro, è l'obbrobrio del genitore.

5Quella, che è sfacciata, disonora il padre, e il marito, e non la cederà agli empj, e sarà vilipesa dall'uno, e dall'altro.

6Un ragionamento fuor di tempo è come la musica del duolo: ma la sferza, e l'istruzione in ogni tempo sono saggezza.

7CUi ammaestra uno stolto è come chi vuol rimettere insieme un vaso di terra rotto.

8Chi fa parole con uno, che non ascolta, fa come chi vuole svegliare il dormiente dal suo letargo.

9Chi collo stolto ragiona di sapienza, parla con un, che dorme; e questi alla fine del ragionamento dice: chi è costui?

10Piangi il morto, che è privato della luce, e piangi lo stolto perché è privo di senno.

11Ma piangi per poco un morto, dapoichè egli ha riposo.

12Ma la pessima vita dell'empio stolto è peggiore della morte.

13Il morto si piange per sette giorni; ma lo stolto, e l'empio per tutto il tempo della loro vita.

14Non parlar molto coll'empio, e non andar insieme coll'insensato.

15Guardati da lui per non avere inquietudini, e affinchè non ti si attacchi macchia dal suo peccato.

16Schivalo, e sarai tranquillo, e non soffrirai il tedio di sua stoltezza.

17Qual altra cosa si nominerà, che pesi più del piombo, fuorché lo stolto?

18E più facile a portarsi l'arena, il sale, e una massa di ferro, che un imprudente, uno stolto, un empio.

19Un legamento di travi unite insieme nel fondamento di un edilizio non si scompagina; così un cuore appoggiato a ben pensato consiglio.

20Le risoluzioni dell'uom sensato non saranno alterate dal timore in nissun tempo.

21Come i pali piantati in luogo alto, e le muraglie a secco non resistono all'urto dei venti;

22Così parimente il cuor dello stolto, timido ne' suoi pensieri non resisterà all'impeto del timore.

23Siccome il cuor dello stolto, che paventa ne' suoi pensieri, non in ogni tempo temerà; così colui, che sta saldo ne' comandamenti di Dio è sempre senza timore.

24Chi punge l'occhio ne spreme le lagrime, e chi punge il cuore, ne tragge fuori gli affetti.

25Chi scaglia un sasso contro gli uccelli, li fa scappare, così pure chi parla male dell'amico, scioglie l'amicizia.

26Quand'anche tu avessi tirata fuori la spada contro l'amico, non di sperare; perocché puoi tornare in grazia con esso.

27Se avrai dette all'amico parole d'ira, non temere, v'è luogo alla pace, purché non vi sia stata maldicenza, né rimprovero, né superbia, né manifestazione del segreto, nè colpo di tradimento; per queste cose tutte l'amico si fuggirà.

28Serba fede all'amico nella sua povertà, affin di godere delle sue prosperità.

29Mantienti fedele a lui nel tempo della tribolazione, affin di essere chiamato a parte della sua eredità.

30Il vapore, e il fumo si alza dalla fornace prima che il fuoco, così le maldicenze, le contumelie, e le minacce precedono lo spargimento del sangue.

31Io non mi vergognerò di salutare l'amico, non mi nasconderò da lui, e se mi verrà del male da lui, lo sopporterò.

32Ma chiunque ne sarà informato, si guarderà da lui.

33Chi porrà una guardia alla mia bocca, e un sigillo inviolabile alle mie labbra, perch'io non cada per loro colpa, e la mia lingua con sia la mia perdizione?