Sir 20 · 33 versetti
1Quanto è meglio il riprendere, e non proibir di parlare a chi con fessa (la colpa), che il nudrir l'ira!
2Un impudico eunuco disonora una verginella:
3Così taluno iniquamente viola la giustizia.
4Quanto buona cosa ell'è nella correzione dimostrar pentimento! perocchè così tu fuggirai il peccato volontario.
5V'ha chi saggio dimostrasi col tacere: ed havvi chi è odioso per la intemperanza del parlare.
6Uno si tace, perché non ha senno per parlare; e uno si tace, perché sa qual'è il tempo a proposito.
7L'uomo saggio tacerà fino a un dato tempo; ma l'uomo vano, e l'imprudente non badano al tempo.
8Chi molto parla, farà danno all'anima propria, e chi si arroga ingiusto potere, sarà odiato.
9La prosperità è un male per l'uomo scorretto: e i tesori trovati gli diventan dannosi.
10Tal dono v'ha, che è inutile; e ve n'ha tale, che ha doppia mercede.
11Taluno nell'esaltazione trova l'abbassamento; e a un altro l'umiliazione giova per innalzarsi.
12Taluno compera molte cose a vil prezzo; ma poi gli tocca a pagarne il settuplo.
13Il saggio si rende amabile con sue parole, ma le grazie degli stolti sono gettate.
14Il dono dello stolte non sarà utile a te; perocché egli ha sette occhi:
15Ei darà poco, e molti farà rimproveri, e aperta la bocca, getterà fuoco.
16Egli è uno, che oggi da in prestito, e ridimanda domane: un tal uomo è odioso.
17Lo stolto non avrà un amico, e i suoi doni non saranno graditi:
18Conciossiachè quelli, che mangiano il pane di lui sono falsi di lingua: e quanti, e quanto spesso si burleranno di lui?
19Perché egli senza giudizio dona o quello, che dovea serbare, e quello ancora, che non doveva serbare.
20Le cadute della lingua fallace, sono come di chi cade dal tetto; così repentina sarà la caduta dei cattivi.
21L'uomo sgraziato è come una favola senza sugo di quelle, che van sempre per le bocche di gente mal allevata.
22La parabola non ha grazia in bocca dello stolto, perché egli la dice fuori di tempo.
23V'ha chi non pecca, perché non ne ha il modo, e si cruccia di stare nell'inazione.
24V'ha chi manda in rovina l'anima propria per uman rispetto, e la rovina in grazia di un imprudente, e per riguardo ad un tal uomo si perde.
25V'ha chi per uman rispetto promette all'amico, e il guadagno, che ne ha, è di farselo gratuitamente nimico.
26Pessimo vitupero dell'uomo ella è la bugia, ma questa sta di continuo nella bocca dei male allevati.
27E men cattivo il ladro, che il mentitore perpetuo: tua e l'uno, e l'altro avranno in retaggio la perdizione.
28I costumi de' mentitori sono disonorati, e si sta sempre con essi la loro ignominia.
29Il saggio col suo parlare si accredita, e l'uom prudente sarà accetto ai magnati.
30Chi coltiva la sua terra, farà più alto cumulo di grasce: e chi fa opere di giustizia sarà esaltato; e chi è accetto ai magnati, fuggirà l'iniquità.
31I regali, è i donativi accecano gli animi de' giudici, e rattengono le loro riprensioni, facendoli come mutoli.
32La sapienza, che si tiene occulta, e il tesoro, che non si vede, a che giovano l'una, e l'altro?
33E più da stimarsi chi nasconde la sua stoltezza, che chi tiene occulto il suo sapere.
Link copiato!