7. Imperocché voi sapete, come dobbiate imitar noi: imperocché non ci diportammo inordinatamente tra voi:
8. Nè mangiammo ad ufo il pane di veruno, ma con fatica, e stento, lavorando di, e notte, per non essere di aggravio ad alcuno di voi:
9. Non come se non avessimo potuto farlo, ma per darvi noi stessi modello da imitare.
10. Imperocché eziandio allorché vi eravamo dappresso, v'intimavamo: che chi non vuol lavorare, non mangi.
11. Imperocché abbiamo udito, che alcuni da voi procedono disordinatamente, i quali non fanno nulla, ma si affaccendano senza pro.
12. Or a questi tali facciam sapere, gli scongiuriamo nel Signor Gesù Cristo, che lavorando in silenzio, mangino il loro pane.
Testo dalla Bibbia di Antonio Martini (1769–1781), prima traduzione cattolica integrale della Bibbia in italiano moderno. Pubblico dominio. · 2Ts — sfoglia il libro · Tutti i libri della Bibbia in italiano.