Prima Lettura
1Gv 1,1-4
1. Quello, che fu da principio, quello, che udimmo, quello, che vedemmo cogli occhi nostri, e contemplammo, e colle nostre mani palpammo di quel Verbo di vita: 2. E la vita si è manifestala, e vedemmo, e attestiamo, annunziamo a voi la vita eterna, la quale era appresso al Padre, e apparve a noi: 3. Quello, che vedemmo, e udimmo. Io annunziamo a voi, affinchè voi pure abbiate società con noi, e la nostra società sia col Padre, e col Figliuolo di lui Gesù Cristo. 4. E queste cose scriviamo a voi, affinchè ne godiate, e il gaudio vostro sia compiuto.
Vangelo
Gv 20,2-8
2. Corre perciò a trovar Simon Pietro, e quell'altro discepolo amato da Gesù, e dice loro: Hanno portato via dal monumento il Signore, e non sappiamo, dove lo abbian messo. 3. Partì adunque Pietro, e quell'altro discepolo, e andaron al monumento. 4. E correvano ambedue insieme, ma quell'altro discepolo corse più forte di Pietro, e arrivò il primo al monumento. 5. E chinatosi, vide posati i lenzuoli, ma non entrò dentro. 6. Dietro a lui arrivò Simon Pietro, ed entrò nel monumento, e vide posati i lenzuoli. 7. E il fazzoletto, che era stato sulla sua testa, non posato insieme con le fasce, ma ripiegato in luogo a parte. 8. Allora pertanto entrò anche l'altro discepolo, che era arrivato il primo al monumento: e vide, e credette.
Lettura Complementare
2Pt 1,1; 1,8-15; 1,20-21; 2,1-22
Piano triennale — Anno C
1. Simon Pietro, servo, e Apostolo di Gesù Cristo, a quegli, i quali pari alla nostra hanno avuto in sorte la fede con la giustizia del nostro Dio, e salvator Gesù Cristo. 8. Imperocché ove queste cose siano con voi, e vadano augumentandosi, non lascieranno vuoto, e infruttifero in voi il conoscimento del Signor nostro Gesù Cristo. 9. Imperocché chi tali cose non ha, egli è cieco, e va a tastoni, e si dimentica di essere stato mondato da' suoi antichi peccati. 10. Per la qual cosa, o fratelli, vie più studiatevi di certa rendere la vocazione, ed elezione vostra per mezzo delle buone opere: imperocché così facendo, non peccherete giammai. 11. Imperocché così saravvi dato ampio l'ingresso nel regno eterno del Signor nostro, e Salvator Gesù Cristo. 12. Per la qual cosa non trascurerò di ammonirvi intorno a tali cose; benché istruiti, e confermati nella presente verità. 13. Ma io credo ben fatto, che sino a tanto ch'io sono in questo tabernacolo, vi risvegli con le ammonizioni: 14. Essend'io sicuro, che ben presto deporrò il mio tabernacolo, secondo quello, che l'istesso Signor nostro Gesù Cristo ha a me fatto intendere. 15. Ma farò sì, che ancor dopo la mia morte abbiate voi onde far sovente commemorazione di tali cose. 20. Ponendo mente principalmente a questo, che nissuna profezia della scrittura è di privata interpretazione. 21. Imperocché non per umano volere fu portato una volta la profezia: ma ispirati dallo Spirito santo, parlarono i santi uomini di Dio. 1. Vi furon però nel popolo anche de' falsi profeti, come ancor tra di voi vi saranno de' bugiardi maestri, i quali introdurranno sette perverse, che rinnegheranno quel Signore, che gli ha riscattati, tirandosi addosso una pronta perdizione. 2. E molti seguiteranno le impurità di coloro, per causa de' quali sarà bestemmiata la via della verità: 3. E con parole formate dall'amor del guadagno faran negozio di voi: la dannazione de' quali già tempo non langue, e la perdizione di essi non assonna. 4. Imperocché se Dio non perdonò agli Angeli, che peccarono, ma cacciatili nel tartaro gli consegnò alle catene d'inferno ad esser tormentati, e serbati al giudizio: 5. E all'antico mondo non perdonò, ma custodì con sette altri Noè predicatore della giustizia, scaricando il diluvio sul mondo degli empi: 6. E le città di Sodoma, e di Gomorra condannò alla distruzione, riducendole in cenere: facendole esempio a coloro, che sono per vivere da empj: 7. E liberò il giusto Lot vessato dalle ingiurie, e dall'impuro vivere d'uomini infami: 8. Imperocché e di vista, e d'udito era giusto: dimorando con gente, la quale ogni di metteva alla tortura quell'anima giusta con le inique operazioni. 9. Sa il Signore liberare i giusti dalla tentazione: e serbare gli iniqui pel dì del giudizio ai tormenti: 10. E particolarmente coloro, i quali dietro alla carne batton le vie dell'immonda concupiscenza, e disprezzan la potestà, audaci, amanti di loro stessi, non temono d'introdurre delle sette, bestemmiando: 11. Mentre gli stessi Angeli maggiori essendo di forza, e di robustezza, non reggono alla orrenda condannazione portata contro di loro. 12. Ma questi come bestie irragione voli, naturalmente fatte per esser prese, e consunte, bestemmiando le cose, che ignorano, per la propria lor corruzione periranno, 13. Ricevendo la mercede dell'iniquità eglino, che fan loro piacere delle quotidiane delizie: sudiciumi, e vituperi pieni di mollezza, dissoluti ne' conviti, che fanno con voi, 14. I quali hanno gli occhi pieni di adulterio, e di incessante cupidità; che adescano le anime vacillanti, che hanno il cuore esercitato nell'avarizia, figliuoli della maledizione: 15. Abbandonata la retta strada si sono sviati, seguitando la via di Balaam figliuolo di Bosor, il quale amò la mercede dell'iniquità: 16. Ma fu ripreso della sua pazzia: una muta bestia da soma, umana voce parlando, raffrenò la stoltezza del profeta. 17. Questi sono fontane senz'acqua, e nebbie sbattute dai turbini, pe' quali si serba caligine tenebrosa. 18. Imperocché spacciando una vanità superba, adescano per mezzo delle impure passioni della carne quegli, i quali poco prima fuggivano da coloro, che son nell'errore: 19. Promettendo loro la libertà, mentre sono essi stessi servi della corruzione: imperocché da chi uno è stato vinto, di lui è ancor servo. 20. Imperocchè se avendo fuggite le sozzure del mondo mediante la cognizione del Signor nostro, e salvator Gesù Cristo, da queste sono nuovamente avviluppati, e vinti: il secondo loro stato è divenuto peggior del primo. 21. Imperocché meglio era per essi il non conoscere la via della giustizia, che conosciutala, rivolgersi indietro dal comandamento santo, che ad essi è stato dato. 22. Ma si è compiuto in essi quel vero proverbio: il cane tornò al suo vomito: e, la troia lavata a rivoltarsi nel fango.