Martedì 5 Novembre 2030

Piano di lettura

Martedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Fil 2,5-11

5. Si abbiano tra di voi gli stessi sentimenti, che (furono) in Cristo Gesù: 6. Il quale essendo nella forma di Dio, non credette, che fosse una rapina quel suo essere uguale a Dio: 7. Ma annichilò se stesso presa la forma di servo, fatto simile agli uomini, e per condizione riconosciuto per uomo. 8. Umiliò se stesso fatto ubbidiente sino alla morte, e morte di croce. 9. Per la qual cosa Dio pur lo esaltò, e gli donò un nome sopra qualunque nome: 10. Onde nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio in cielo, in terra, e nell'inferno; 11. E ogni lingua confessi, che il Signore Gesù Cristo o nella gloria di Dio Padre.

Salmo Responsoriale

Sal 130,1-3

1. Cantico dei gradi. Signore, non si è insuperbito il mio cuore: ed alti non portai gli occhi miei. 2. Né aspirai a cose grandi, né a cose meravigliose sopra la mia capacità. 3. Se io (dando luogo al fasto nell'anima mia) non ebbi bassi sentimenti,

Vangelo

Lc 14,15-24

15. Udito questo, dissegli uno de' convitati: Beato colui, che si reficierà nel regno di Dio. 16. Ma egli rispose a lui: Un uomo fece una gran cena, e invitò molta gente. 17. E all'ora della cena mandò un suo servo a dire a' convitati, che andassero, perché tutto era pronto. 18. E principiarono tutti d'accordo a cullarsi. Il primo dissegli: Ho comprato un podere, e bisogna, che vada a vederlo: di grazia compatiscimi. 19. E un altro disse: Ho comprato cinque gioghi di buoi, e vo a provarli: di grazia compatiscimi. 20. E un altro disse: Ho preso moglie, e perciò non posso venire. 21. E tornato il servo, riferì queste cose al suo padrone. Allora sdegnato il padre di famiglia, disse al suo servo: Va' tosto per le piazze, e per le contrade della città: e mena qua dentro i mendici, gli stroppiati, i ciechi, e gli zoppi. 22. E disse il servo: Signore, si è fatto, come hai comandato, ed evvi ancora luogo. 23. E disse il padrone al servo: Va' per le strade, e lungo le siepi: e sforzagli a venire, affinchè si riempia la mie casa. 24. Imperocché vi dico, che nessuno di coloro, che erano stati invitati, assaggerà la mia cena.

Lettura Complementare

Sir 10,1-34

Piano triennale — Anno B

1. Il saggio re renderà la giustizia al suo popolo, e il principato dell'uomo sensato sarà stabile. 2. Quale è il giudice del popolo, tali i suoi ministri; e qual è il governatore della città, tali sono i suoi abitanti. 3. Un re imprudente rovinerà il suo popolo: la prudenza de' grandi popolerà le cittadi. 4. Il dominio della terra è nella mano di Dio, ed egli lo darà a suo tempo a chi la governi utilmente. 5. La felicità dell'uomo è nelle mani di Dio, ed egli alla persona del dottor della legge fa parte della sua gloria. 6. Non aver memoria di alcuna delle ingiurie ricevute dal prossimo: e non far cosa veruna per nuocere altrui. 7. E odiata da Dio, e dagli uomini la superbia, ed è avuta in esecrazione tutta l'iniquità delle genti. 8. Il regno è trasportato da' una ad altra nazione a causa delle ingiustizie, e delle violenze, e degli oltraggi, e delle fraudi di molte maniere. 9. Nulla v'ha di più scellerato dell'avaro. Come mai la terra, e la cenere si leva in superbia. 10. Nulla v'ha di più iniquo, che colui, che ama il denaro; perocché questi mette in vendita anche l'anima sua; perocché egli ancor vivo si cava le proprie sue viscere. 11. Ogni potentato di corta vita. La lunga malattìa stanca il medico; 12. E fa breve la malattia il medico col troncarla; così anche il re, oggi è, e domani morrà. 13. Or l'uomo alla sua morte avrà per suo retaggio de' sergenti, e delle bestie, e de' vermi. 14. La prima superbia dell'uomo è di apostatare da Dio: 15. Mentre il cuor di lui si allontana da colui, che lo creò; onde il primo di tutti i peccati ell'è la superbia: e chi è governato da lei, sarà ricolmo di abbominazioni, ed ella alla fine lo manderà in rovina. 16. Per questo il Signore caricò di ignominie la razza dei malvagi, e li distrasse fino all'esterminio. 17. Dio gettò a terra i troni de' principi superbi, e in luogo di essi fece sedere i mansueti. 18. Dio fe' seccar le radici delle superbe nazioni: e piantò quelli, che tra le genti medesime erano abbietti. 19. Il Signore distrusse le terre delle nazioni, e rovinolle dai fondamenti; 20. Alcune di esse egli le desolò, e né sperse gli abitanti, e fece sparire dal mondo la loro memoria. 21. Dio annichilò la memoria de' superbi, e conservò la memoria degli umili di spirito. 22. Non è ingenita agli uomini la superbia, né l'iracondia ai figliuoli delle donne. 23. Quella stirpe di uomini, che teme Dio, sarà onorata; e disonorata sarà quella stirpe, che trasgredisce i comandamenti del Signore. 24. Trai fratelli quegli, che governa è in onore; così dinanzi al Signore sarà di quelli, che lo temono. 25. La gloria de' ricchi, e degli uomini in dignità, e de' poveri è il timor del Signore. 26. Guardati dal disprezzare il giusto, perché povero: guardati dal far grande stima del peccatore, perché ricco. 27. I grandi, i magistrati, i potenti sono onorati; ma nissuno è da più dì quello, che teme Dio. 28. Al servo sapiente serviranno uomini liberi, e l'uom prudente, e disciplinato non mormorerà quando sia ripreso; ma l'imprudente non otterrà gli onori. 29. Non vantar tua grandezza quando hai da fare il fatto tuo, e non istare a vedere nel tempo di necessità; 30. Perocché è più stimabile colui, che lavora, e abbonda dì tutto, che il glorioso, il quale manca di pane. 31. Figliuolo custodisci colla mansuetudine l'anima tua, e onorala, secondo che ella merita. 32. Chi giustificherà colui, che pecca contro l'anima sua? e chi onorerà colui, che disonora l'anima propria? 33. Il povero arrida alla gloria per mezzo de' buoni costumi, e del timore di Dio; ed havvi chi è rispettato a motivo di sue ricchezze. 34. Ma colui, che è glorioso nella povertà, quanto più il sarebbe colle ricchezze? Ma colui, che fonda sua gloria: nelle ricchezze ha da temere là povertà.