Lunedì 4 Novembre 2030

Piano di lettura

Lunedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Fil 2,1-4

1. Se adunque alcuna consolazione in Cristo, se alcun conforto della carità, se alcuna comunione di spirito, se viscere di compassione: 2. Rendete compiuto il mio gaudio con essere concordi, con avere la stessa carità, una sola anima, uno stesso sentimento: 3. Nulla (fate) per picca, o per vanagloria; ma per umiltà l'uno creda l'altro a se superiore: 4. Ognuno faccia attenzione non a quello, che torni bene per lui, ma a quello, che torni bene per gli altri.

Salmo Responsoriale

Sal 68,29-30.32-33.35-36

29. Siano cancellati dal libro de' viventi, e non sian descritti trai giusti. 30. Io son povero, e addolorato; la tua salute, o Dio, mi ha sostenuto. 32. E questi piaceranno a Dio più, che un giovane vitello, che butti fuora le corna, e le unghie. 33. Veggan ciò i poveri, e si consolino: cercate Dio, e l'anima vostra avrà vita: 35. Dian lode a lui i cieli, e la terra: il mare, e gli animali tutti, che sono in lor contenuti: 36. Imperocché Dio salverà Sionne, e saranno edificate le città di Giuda. Ed ivi avran ferma stanza, e la possederanno come proprio retaggio.

Vangelo

Lc 14,12-14

12. Diceva di più a colui, che lo aveva invitato: Quando farai qualche pranzo, o cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i parenti, né i ricchi vicini: perché a sorte ancor essi non invitino te, e ti sia renduto il contraccambio: 13. Ma quando fai qualche festino, chiama i poveri, gli stroppiati, gli zoppi, e ciechi: 14. E sarai fortunato, perché non hanno da renderti il contraccambio: conciossiaché il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de' giusti.

Lettura Complementare

Sir 9,1-25

Piano triennale — Anno B

1. Non esser geloso della donna unita teco in matrimonio, affinchè ella non adopri in tuo danno la malizia de' pravi insegnamenti. 2. Non far che la tua moglie abbia dominio sopra il tuo spirito, affinchè ella non ti soverchi, e tu ne resti con vergogna. 3. Non gettar gli occhi sopra la donna, che ama molti, per non cader ne' suoi lacci. 4. Non frequentare la ballerina, e non istare a sentirla, se non vuoi perire per le arti di lei. 5. Non mirare la vergine, affinchè la sua avvenenza non sia a te occasion di caduta. 6. Non soggettare in verun modo l'anima tua alle meretrici per non mandare in perdizione te stesso, e la un eredità. 7. Non menar gli occhi attorno pelle contrade della città, e non andar vagando per le piazze. 8. Rivolgi lo sguardo dalla donna pomposamente abbigliata, e non mirare studiosamente una straniera beltà: 9. La beltà della donna fu la perdizione di molti; e per essa la concupiscenza qual fuoco si accende. 10. Qualunque donna impudica è calpestata da tutti, come il sudiciume delle strade. 11. Molti invischiati dalla bellezza di donna straniera di vent'anni reprobi; perocché il cicalio di lei abbrugia come il fuoco. 12. Non sedere giammai colla donna altrui, e non istare con lei a tavola appoggiato sul gomito: 13. E non disputar con lei a chi più beve, affinchè non si pieghi il tuo cuore verso di lei, e a spese del tuo sangue tu non cada nella perdizione. 14. Non abbandonare il vecchio amico; perocché il nuovo non sarà come quello. 15. L'amico nuovo è un vino nuovo: invecchierà, e tu lo berai soave. 16. Non invidiare al peccatore la sua gloria, e le sue ricchezze; perocché tu non sai qual sia per essere la sua catastrofe. 17. Non piacciano a te le violenze commesse dagli uomini ingiusti: tu sai, che non piacerà (a te) l'empio quando sia disceso nel sepolcro. 18. Sta lungi da colui, che ha il potere di uccidere, e non avrai ansietà per timor della morte: 19. E se mai ti avvicini a lui, bada di non far cosa, per cui egli ti tolga la vita. 20. Sappi, che tu conversi colla morte; perocché tu cammini in mezzo ai lacci, e passeggi tralle armi di gente sdegnosa. 21. Per quanto tu puoi cammina con cautela riguardo al tuo prossimo, e tratta co' saggi, e prudenti. 22. Siano uomini giusti i tuoi convitati, e il tuo vanto sia di temer Dio. 23. Il pensiero di Dio sia fisso nell'animo tuo, e tutti i tuoi ragionamenti siano de' comandamenti dell'Altissimo. 24. Le opere dell'artefice han lode dalla industria loro, e il principe del popolo dalla saggezza del suo discorso, e il discorso dei vecchj dalla prudenza. 25. L'uom linguacciuto nella sua città è terribile, e chi è temerario a parlare, merita di esser odiato.