1. Ma a Giobbe rispose al Signore, e disse: 2. Io so, che tu poi il tutto, e nissun tuo pensiero rimane indietro. 3. Chi è costui, che privo di senno avviluppa i consigli (di Dio)? Io perciò ho parlato da stolto, e di cose che infinitamente sorpassano il mio sapere. 5. Io ti udii già colle mie orecchie; ora il mio occhio ti vede. 6. Per questo io accuso me stesso, e fo penitenza nella polvere, e nella cenere. 12. E il Signore benedisse Giobbe da ultimo più che da principio; ed egli ebbe quattordici mila pecore, e sei mila cammelli, e mille paia di bovi, e mille asine. 13. Ed ebbe sette figliuoli, e tre figliuole. 14. E alla prima pose nome Giorno, e alla seconda Cassia, e alla terza Corno di Antimonio. 15. Non ebbe tutta la terra donne eguali in bellezza alle figliuole di Giobbe, e il padre loro le chiamò a parte dell'eredità insieme co' loro fratelli. 16. Dopo queste cose visse Giobbe cento quarant'anni, e vide i suoi figliuoli, e i figliuoli de' suoi figliuoli fin alla quarta generazione, e morì in età, avanzata, e pieno di giorni.
Salmo Responsoriale
Sal 68,32-36
32. E questi piaceranno a Dio più, che un giovane vitello, che butti fuora le corna, e le unghie. 33. Veggan ciò i poveri, e si consolino: cercate Dio, e l'anima vostra avrà vita: 34. Imperocché il Signore ha esauditi i poveri, e non ha posti in non cale quei, che sono per lui in catene. 35. Dian lode a lui i cieli, e la terra: il mare, e gli animali tutti, che sono in lor contenuti: 36. Imperocché Dio salverà Sionne, e saranno edificate le città di Giuda. Ed ivi avran ferma stanza, e la possederanno come proprio retaggio.
Vangelo
Lc 10,17-24
17. E i settantadue (discepoli) se ne ritornarono allegramente, dicendo: Signore, anche i demonj sono a noi soggetti in virtù del tuo nome. 18. Ed egli disse loro: Io vedeva Satana cadere dal cielo a guisa di folgore. 19. Ecco, che io vi ho dato podestà di Calcare i serpenti, e i scorpioni, e di superare tutta la forza del nemico: né cosa alcuna a voi nuocerà. 20. Contuttociò non vogliate rallegrarvi, perché siano a voi soggetti gli spiriti: ma rallegratevi, perché i vostri nomi scritti sono nel cielo. 21. Nello stesso punto per Ispirito santo esultò, e disse: Gloria a te, o Padre, signore del cielo, e della terra, perché queste cose hai nascoste a' saggi, e prudenti, e le hai manifestate a' piccoli. Così è, o Padre: perché così a te piacque. 22. In mia balìa ha posto il Padre tutte le cose. E nissuno conosce, chi sia il Figliuolo, fuori del Padri; né chi sia il Padre, fuori del Figliuolo, e fuor di colui, al quale avrà il Figliuolo voluto rivelarlo. 23. E rivolto a' suoi discepoli, disse: Beati gli occhi, che veggono quello, che voi vedete. 24. Imperocché vi dico, che molti profeti, e regi bramarono di vedere quello, che voi vedete, e nol videro; e udire quello, che voi udite, e non l'udirono.
Lettura Complementare
Pr 21,7-9; 21,14-31
Piano triennale — Anno B
7. Le rapine degli empj li tireranno a basso, perché non hanno voluto fare quello, che è giusto. 8. La via dell'uomo perverso è disordinata: ma se l'uomo è puro, le opere di lui sono rette. 9. E meglio il sedere in un angolo del solaio, che in una medesima casa con una moglie, che contende. 14. Un regalo segreto ammorza l'ire, e un dono messo in seno, calma lo sdegno più grande. 15. Il gaudio del giusto sta nel praticare la giustizia: quelli che operano l'iniquità, stanno in paura. 16. L'uomo che va lungi dalla via della dottrina anderà a stare co' giganti. 17. Chi ama di banchettare, diventerà mendico, e chi ama il vino, e i buoni, bocconi, non arricchirà. 18. L'empio è dato (in espiazione) pel giusto, e l'iniquo per gli uomini dabbene. 19. E meglio l'abitare in una terra deserta, che con una donna inquieta, e iraconda. 20. Un tesoro desiderabile, e copioso è nella casa del giusto: ma un uomo senza prudenza lo dissiperà. 21. Chi esercita la giustizia, e la misericordia, troverà vita, giustizia, e gloria. 22. Un saggio ha espugnata la città piena di guerrieri, ed ha distrutte le forse, nelle quali ella aveva fidanza, 23. Chi custodisce la sua bocca, e la sua lingua, custodisce l'anima sua dagli affanni. 24. Il superbo, e l'arrogante sarà chiamato stolto, mentre per ira opera con superbia. 25. I desiderj uccidono il pigro: perchè le mani di lui non han voluto far nulla: 26. Egli tutto il giorno non fa altro, che desiderare, e appetire: ma il giusto dona, né mai si sta. 27. Sono in abbominazione le vittime degli empj, perché sono frutto di iniquità. 28. Il testimone bugiardo perirà: l'uomo ubbidiente canterà la vittoria. 29. L'empio senza pudore fa faccia tosta: ma l'uomo dabbene corregge i suoi andamenti. 30. Non è sapienza, non è prudenza, non è consiglio che vaglia contro il Signore. 31. Si mettono in punto i cavalli pel giorno della battaglia; ma il Signore è quegli, che da salute.