Mercoledì 18 Settembre 2030

Piano di lettura

Mercoledì della XXIV settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

1Cor 12,31-13,13

31. Aspirate però ai doni migliori. Anzi v'insegno una via più sublime. 1. Quand'io parlassi le lingue degli uomini, e degli Angeli, se non ho la carità, sono come un bronzo suonante, o un cembalo squillante. 2. E quando avessi la profezia, e intendessi tutti i misterj, e tutto lo scibile: e quando avessi tutta la fede, talmente, che trasportassi le montagne, se non ho la carità, sono un niente. 3. E quando distribuissi in nudrimento de' poveri tutte le mie facoltà, e quando sacrificassi il mio corpo ad esser bruciato, se non ho la carità nulla mi giova. 4. La carità è paziente, e benefica: la carità non è astiosa, non è insolente, non si gonfia, 5. Non è ambiziosa, non cerca il proprio interesse, non si muove ad ira, non pensa male, 6. Non gode dell'ingiustizia, ma fa suo godimento del godimento della verità: 7. A tutto s'accomoda, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8. La carità mai vien meno: ma le profezie passeranno, e cesseranno le lingue, e la scienza sarà abolita. 9. Imperocché imperfettamente conosciamo, e imperfettamente profetiamo. 10. Venuto poi che sia quello, che è perfetto, sarà rimosso quello, che è imperfetto. 11. Allorché io ero bambino, parlava da bambino, aveva gusti da bambino, pensava da bambino. Divenuto poi uomo, ho mandato via quelle cose, che erano da bambino. 12. Veggiamo adesso a traverso di uno specchio, per enimma: allora poi faccia a faccia. Ora conosco in parte: allora poi conoscerò in quel modo stesso, ond'io son pur conosciuto. 13. Ora poi resta la fede, la speranza, la carità, queste tre cose: la più grande però di queste è la carità.

Salmo Responsoriale

Sal 110,1-6

1. Alleluia: lodate Dio. A Te darò laude, o Signore, con tutto il cuor mio: nel consesso de' giusti, e nella adunanza. 2. Grandi sono le opere del Signore: appropiate a tutte le sue volontà. 3. Gloria, e magnificenza sono le opere di lui: e la sua giustizia è stabile per tutti i secoli. 4. Ha lasciata memoria di sue meraviglie il Signore, che è benigno, e misericordioso: ha dato un cibo a quei, che lo temono. 5. Ei sarà memore eternamente di sua alleanza: le opere di sua possanza rivelerà al suo popolo: 6. A' quali darà l'eredità delle genti: le opere delle sue mani son verità, e giustizia.

Vangelo

Lc 7,31-35

31. Disse poi il Signore: A qual cosa adunque paragonerò io gli uomini di questa generazione? E a qual cosa sono simili? 32. Sono simili a quei fanciulli, che seggono sulla piazza, e intuonano gli uni agli altri: Vi abbiamo sanato la sampogna, e non avete ballato: vi abbiamo cantato cose lugubri, e non avete pianto. 33. Conciossiachè venne Giovanni Batista, che non mangia pane, né beve vino, e voi dite: Egli è indemoniato. 34. Venne il Figliuolo dell'uomo, che mangia, e beve, e voi dite: Ecco il mangione, e il bevone, amico de' pubblicani, e de' peccatori. 35. Ma è stata giustificata la sapienza da tutti i suoi figliuoli.

Lettura Complementare

Pr 6,1-35

Piano triennale — Anno B

1. Figliuol mio, se tu sei entrato mallevadore pel tuo amico, tu hai impegnata la tua mano con uno straniero 2. Ti se' legato mediante le parole della tua bocca, e il tuo parlare è stato il tuo laccio. 3. Fa pertanto, figliuol mio, quello, ch'io dico: e libera te stesso, perocché tu se' caduto nelle mani del prossimo tuo: corri in questa, e in quella parte, affrettati, sveglia il tuo amico, 4. Non lasciar prendere dal sonno i tuoi occhi, e non assonnino le tue pupille: 5. Scappa come un daino dal laccio, e come un uccello dalla mano dell'uccellatore. 6. Va, o pigro dalla formica, e il fare di lei considera, e impara ad esser saggio: 7. Ella senza aver condottiero, né precettore, né principe, 8. Prepara nell'estate il suo sostentamento, e al tempo della messe raccoglie il suo mangiare. 9. Fino a quando, o pigro, dormirai tu? quando ti sveglierai dal tuo sonno? 10. Un pochetto dormirai, un pochetto assonnerai, un pochetto stropiccerai una mano coll'altra per riposarti; 11. E l'indigenza verrà a te come un ladrone, e la povertà come un uomo armato. Ma se tu sarai diligente, le tue ricolte saranno come una sorgente (perenne), e anderà lungi da te la miseria. 12. L'uomo apostata, creatura non buona a nulla, ha per uso una bocca perversa, 13. Ammicca cogli occhi; preme col piede, parla colle dita, 14. Nel cattivo suo cuore macchina iniquità, e in ogni tempo semina discordie: 15. Verrà sopra di lui repentinamente la sua perdizione, e subitamente sarà percosso, né vi sarà più per lui medicina. 16. Sei sono le cose, che il Signore ha in odio, e la settima è all'anima di lui in esecrazione: 17. Gli occhi altieri, la lingua bugiarda, le mani che spargono il sangue innocente, 18. Il cuore che macchina perversi disegni, i piedi veloci a correre al male, 19. Il testimone falso che spaccia menzogne, e colui che tra' fratelli semina discordie. 20. Figliuol mio, fa conserva de' precetti del padre tuo, e non metter da parte la legge della tua madre: 21. Imprimili per sempre nel tuo cuore, e fanne collana al tuo collo. 22. Teco vengano per viaggio, nel dormire ti custodiscano, e con essi confabula quando ti svegli: 23. Imperocché il comandamento è una lampana, e la legge è luce, è la correzione della disciplina è strada di vita. 24. Elle ti salveranno dalla donna malvaggia, e dalla lingua adulatrice di donna straniera. 25. Il tuo cuore non desideri la sua bellezza, e non lasciarti prendere da' suoi sguardi: 26. Perocché una tal donna vale a mala pena il prezzo di un pane; e questa donna fa preda dell'anima preziosa d'un uomo. 27. Può egli un uomo nascondersi in seno il fuoco, senza che si abbrucino le sue vesti? 28. Ovver camminare sopra gli accesi carboni, senza scottarsi i suoi piedi. 29. Così chi s'appressa alla donna altrui, non sarà mondo quando l'avrà toccata. 30. Non è gran peccato, che uno rubi, mentre ruba per empire l'affamato suo ventre: 31. E scoperto ch'ei sia renderà anche il settuplo, e darà tutto quel, che ha in sua casa. 32. Ma l'adultero per la sua insensataggine manderà in rovina l'anima sua: 33. Egli si va accumulando obbrobri, e ignominie, e la sua infamia non sarà mai scancellata: 34. Perocché la gelosia, e il furor del marito noi risparmierà nel giorno della vendetta, 35. Né si placherà alle preghiere di chicchessia, né accetterà in compenso i doni anche in gran numero.