Lunedì 4 Marzo 2030

Piano di lettura

Lunedì della VIII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

1Pt 1,3-9

3. Benedetto Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale per sua misericordia grande ci ha rigenerati ad una viva speranza, mediante il risuscitamento di Gesù Cristo da morte, 4. Ad una eredità incorruttibile, e incontaminata, e immarcescibile, riserbata ne' cieli per voi: 5. I quali per virtù di Dio siete custoditi dalla fede per la salute, la quale è preparata per essere manifestata nel tempo estremo. 6. Quando voi esulterete, se per un poco adesso vi conviene di essere afflitti con varie tentazioni: 7. Affinchè l'assaggio della vostra fede molto più prezioso dell'oro (il quale col fuoco si assaggia) sia trovato lodevole, e glorioso, ed orrevole, nella manifestazione di Gesù Cristo: 8. Cui voi amate, senza averlo veduto: nel quale anche adesso credete, senza vederlo, e credendo esulterete per un inesplicabile gaudio beato: 9. Riportando il fine della vostra fede, la salute dell'anime.

Salmo Responsoriale

Sal 31,1-2.5-7

1. Dello stesso Davidde, salmo di intelligenza. Beati coloro, ai quali sono state rimesse le iniquità, e i peccati, de' quali sono stati ricoperti. 2. Beato l'uomo, cui Dio non imputò peccato, e nello spirito di lui simulazione non è. 5. A te il delitto mio feci noto, e non tenni ascosa la mia ingiustizia. Io dissi: Confesserò contro di me stesso al Signore la mia ingiustizia, e tu mi rimettesti l'empietà del mio peccato. 6. Per questo porgerà preghiere a te ogni uomo santo nel tempo opportuno. Certo, che quando inonderanno le grandi acque a lui non si accosteranno. 7. Tu se' mio asilo nella tribolazione, da cui son circondato: tu mia letizia, liberami da coloro, che mi assediano.

Vangelo

Mc 10,17-27

17. E nell'uscir, che faceva per mettersi in viaggio, corse da lui un tale, e inginocchiatosi gli domandò: Maestro buono, che farò per acquistare la vita eterna? 18. Ma Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nissun buono, fuori di Dio solo. 19. Tu sai i comandamenti: non commettere adulterio, non ammazzare, non derubare, non dire il falso testimonio, non far danno a nissuno, onora il padre, e la madre. 20. Ma quegli rispose, e disseti: Maestro, tutte queste cose le ho osservate sin dalla mia giovinezza. 21. E Gesù miratolo, gli mostrò affetto, e gli disse: Una cosa sola ti manca: va', vendi, quanto hai, e dallo a' poveri, e avrai un tesoro nel cielo: e vieni, e sieguimi. 22. A questa parola rattristatosi colui, se ne andò sconsolato: perché aveva molte possessioni. 23. E Gesù, dato intorno uno sguardo, disse a' suoi discepoli: Quanto è difficile, che i ricchi entrino nel regno di Dio! 24. E i discepoli restavano stupefatti di sue parole. Ma Gesù di nuovo disse loro: Figliuolini, quanto è difficile, che entrino nel regno di Dio que', che pongon, fidanza nelle ricchezze! 25. E più facile a un cammello il passare per la cruna di un ago, che ad un ricco l'entrare nel regno di Dio. 26. Ed essi restavano sempre più stupefatti, e dicevansi l'un l'altro: E chi può esser salvo? 27. E Gesù miratili, disse loro: Per gli uomini questo è impossibile, ma non per Iddio: imperocché ogni cosa è possibile a Dio.

Lettura Complementare

Sap 8,1-21; 9,1-12

Piano triennale — Anno B

1. Ella pertanto arriva da una estremità all'altra: con possanza, e con soavità le cose tutte dispone. 2. Questa io amai, e ricercai dalla prima mia giovinezza, è procurai di prendermela per isposa, e divenni amatore di sua bellezza. 3. La nobiltà di lei è dimostrata gloriosamente dal convivere, che ella fa con Dio; ed anzi lo stesso Signore di tutte le cose la ama: 4. Perocché della scienza di Dio ella è maestra, e delle opere di lui fa scelta. 5. E se in questa vita si appetiscono le ricchezze, che v'ha di più ricco, che la sapienza fattrice di tutte le cose? 6. E se l'intelligenza produce delle opere, chi più di lei in queste cose, che esistono, l'arte mostrò? 7. E se uno ama in giustizia, le fatiche di lei hanno per obbietto delle grandi virtù; perocché ella insegna la temperanza, la prudenza, e la giustizia, e la fortezza, delle quali nissuna cosa è più utile negli uomini nella lor vita. 8. E se uno brama il molto sapere, ella è, che sa le passate cose, e fa giudizio delle future, conosce gli artifizj del discorso, e la soluzione degli enimmi, conosce i segni, e i prodigj prima che succedano, e gli avvenimenti de' tempi, e de' secoli. 9. Lei adunque mi risolvei di prendere a convivere con me, ben sapendo come ella comunicherà meco i suoi beni, e mi consolerà nelle cure, e negli affanni. 10. Per lei io sarò illustre presso la moltitudine, e giovane sarò onorato dai seniori. 11. E mi troveranno sottile nel giudicare, e sarò ammirato dinanzi ai grandi, e i principi mostreranno ne' volli loro com'io lor rechi stupore. 12. S'io tacerò, aspetteranno, ch'io parli, se parlerò, saranno intenti a me, e andando io avanti nel discorso, si metteranno il dito alla bocca. 13. Oltre a ciò per lei avrò io l'immortalità, e lascerò a quelli, che saran dopo di me eterna la mia ricordanza. 14. Governerò i popoli, e saranno soggette a me le nazioni. 15. I re feroci temeranno al sentire il mio nome: col popolo parrò clemente, e forte in guerra. 16. Entrando nella mia casa avrò presso di lei il mio riposo: perocché atta ha di amaro il conversare con lei, e il convivere insieme con essa non ha tedio, ma consolazione, e gaudio. 17. Queste cose avendo io ripensate; e nel mio cuor rammentando, come nell'unione colla sapienza si ha l'immortalità, 18. E nella amicizia di lei una buona dilettazione, e nelle opere delle mani di lei una inesausta ricchezza, e nel confabulare con lei la prudenza, e nell'essere a parte de' suoi ragionamenti si ha acquisto di gloria, io andava attorno in cerca di lei per farla mia. 19. Or io era fanciullo ingegnoso, ed ebbi in sorte un'anima buona. 20. Ed essendo io più buono venni ad avere corpo immacolato. 21. E tosto ch'io seppi, come io non poteva essere continente, se Dio non mel concedeva (ed era effetto di sapienza il sapere da chi venga tal dono), io mi presentai al Signore, e lo pregai, e dissi con tutto il mio cuore: 1. Dio de' padri miei, e Signore di misericordia, il quale tutte le cose facesti per mezzo di tua Parola, 2. E di tua sapienza ornasti l'uomo, affinchè fosse signore delle creature fatte date, 3. E affinchè governasse il mondo con equità, e giustizia, e con animo retto rendesse ragione: 4. Dammi quella sapienza, che assiste al tuo trono, e non mi rigettare dal numero de' tuoi figliuoli; 5. Perocché tuo servo son io, e figliuolo di tua ancella, uomo fiacco, e di poco tempo, e inetto ad intendere i giudizj, e le leggi. 6. E se tra' figliuoli degli uomini alcun fosse perfetto, questi quando da lui sen vada la tua sapienza, sarà contato per un niente. 7. Tu mi eleggesti re del tuo popolo, e giudice de' tuoi figliuoli, e delle tue figlie: 8. E mi ordinasti di edificare il tempio sul tuo monte santo, e un altare nella città di tua residenza, a imitazione del santo tuo tabernacolo, cui ordinasti da principio tu, e la tua sapienza con te, 9. La quale conosce le opere tue, e fu con teco allora quando facevi il mondo, ed ella conosceva quello, che fosse accetto negli occhi tuoi, e quello, che fosse ben fatto secondo li tuoi comandamenti. 10. Manda lei da' santi tuoi cieli, dalla residenza di tua grandezza, affinchè ella sia meco, e fatichi con me, affinchè io sappia quello, che piaccia a te; 11. Perocché ella il tutto sa, e comprende, ed ella mi guiderà nelle mie imprese colla prudenza, e col poter suo mi proteggerà. 12. E saranno accette le opere mie ed io governerò con giustizia il tuo popolo, e sarò degno del trono del padre mio.