Mercoledì 13 Febbraio 2030

Piano di lettura

Mercoledì della V settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

1Re 10,1-10

1. Ma anche la regina di Saba, essendo pervenuta a lei la rinomanza di Salomone, nel nome del Signore andò a far prova di lui co' suoi enimmi. 2. Ed entrata in Gerusalemme con grande, e ricco accompagnamento, e co' suoi cammelli, che portavano aromi, e oro in copia infinita, e gemme preziose, si presentò al re Salomone, e gli espose tutto quello, che ella avea in cuor suo. 3. E Salomone la istruì sopra tutte le cose, che ella gli propose; nissuna ve n'ebbe, sopra la quale il re fosse all'oscuro, e non le desse risposta. 4. Veggendo adunque la regina di Saba tutta la sapienza di Salomone, e la casa edificata da lui, 5. E la imbandigione della sua mensa, e le abitazioni de' suoi servi, e i vari ordini de' ministri, e le loro vesti, e i suoi coppieri, e gli olocausti che egli offeriva nella casa del Signore, ella restava fuori di se: 6. E disse al re: Vere sono le cose, che io avea sentite dire nel mio paese. 7. Riguardo a' tuoi ragionamenti, e alla tua sapienza: e io non prestava fede a coloro, che me ne parlavano, fino sa tanto che io stessa son venuta, e cogli occhi miei ho veduto, e toccato con mano, come non era stata detta a me la metà del vero: la tua sapienza, e le tue opere sorpassano tutto quello, che io ho sentito dire. 8. Beata la tua gente, e beati i tuoi servi, i quali si stanno sempre dinanzi a te, e ascoltano la tua sapienza. 9. Benedetto sia il Signore Dio tuo, il quale ti ha amato, e ti ha posto sul trono d'Israele, perchè il Signore ha mai sempre voluto bene ad Israele, ed egli ti ha fatto re, affinchè esercitassi l'equità, e la giustizia. 10. Ella adunque diede al re cento venti talenti d'oro, e molti aromi, e gemme preziose: non furono portati mai più tanti aromi, quanti ne diede la regina di Saba al re Salomone.

Salmo Responsoriale

Sal 103,1-2.27-30

1. Dello stesso Davidde. Benedici il Signore, o anima mia: Signore Dio mio, tu ti se' glorificato potentemente. 2. Ti se' rivestito di gloria, e di splendidezza: cinto di luce come di veste. 27. Ivi quel dragone, cui tu formasti perché vi scherzi: tutte le cose aspettan da te, che tu dia loro sostentamento nel tempo opportuno. 28. Tu lo dai, ed elleno lo raccolgono: quando tu allarghi la mano tutte le cose son ricolme di bene. 29. Ma quando tu rivolgi altrove la faccia, tutte le cose sono in turbamento: tu le privi di spirito, e vengon meno, e ritornano nella lor polvere. 30. Manderai lo spirito tuo, e saranno create, e l'innovellerai la faccia della terra.

Vangelo

Mc 7,14-23

14. E chiamata a se nuovamente la turba, dicevate: Ascoltatemi tutti, e imparate. 15. Nissuna cosa vi è esteriore all'uomo, la quale entrando in esso possa renderlo immondo; ma quelle, che procedono dall'uomo, quelle sono, che rendono impuro l'uomo. 16. Chi ha orecchie da intendere, intenda. 17. Ed entrato che egli fu nella casa sciolto dalla turba, i discepoli lo interrogarono intorno a quella parabola. 18. Ed egli disse loro: Anche voi adunque siete tanto ignoranti? Non intendete, che tutto quello, che di fuora entra nell'uomo, non può renderlo impuro? 19. Perché non entra nel cuore di lui; ma passa nel ventre, donde va nel secesso, lo spurgo di tutti i cibi. 20. Ma quello, diceva egli, che esce dall'uomo, rende immondo l'uomo. 21. Imperocché dal di dentro, dal cuore degli uomini procedono i cattivi pensieri, gli adulterj, le fornicazioni, gli omicidi, 22. I furti, le avarizie, le malvagità, le frodi, le impudicizie, l'invidia, le bestemmie, la superbia, la stoltezza. 23. Tutti questi mali procedono, dal di dentro e impuro rendono l'uomo.

Lettura Complementare

Gb 34,1-37

Piano triennale — Anno B

1. Ricomincio adunque Elia, e soggiunse: 2. Voi sapienti ascoltate le mie parole: voi prudenti prestatemi attenzione: 3. Perocché l'orecchio giudica dei discorsi, come il palato discerne i cibi. 4. Discutiamo noi in comune la causa, e vediamo tra noi quello, che sia più vero. 5. Giobbe disse: Io son giusto, ma Dio ha sovvertita la mia causa. 6. Imperocché nel giudizio che è stato fatto di me è corso errore: violenta è la mia piaga, senza alcun mio peccato. 7. Qual'è l'uomo simile a Giobbe, che tien lo schernire come un bere dell'acqua? 8. Il quale si associa con que' che commetton l'iniquità, e batte la via degli empj? 9. Perocché egli ha detto: Non sarà l'uomo accetto a Dio per quanto nelle vie di lui egli corra. 10. Per la qual cosa voi, uomini saggi, ascoltatemi: lungi da Dio l'empietà, e dall'Onnipotente la ingiustizia. 11. Perocché egli renderà all'uomo secondo le sue azioni, e farà che tocchi a ciascuno quello, che ha meritato. 12. Perocché vero si è, che Dio non condanna senza ragione, e l'Onnipotente non giudica a torto. 13. Ha egli cedute le sue veci ad un altro sopra la terra? ed a chi ha egli dato a reggere il mondo ch'ei fabbricò? 14. Se col cuore irato egli a lui si volgesse, lo spirito, e il soffio di lui a se ritrarrebbe. 15. Verrebber meno tatti gli uomini di carne, e ritornerebbero in cenere. 16. Se tu adunque non se' privo d'intelletto, ascolta quel che si dice, e pon mente alle mie parole. 17. Può egli esser capace di guarigione colui, che non ama la giustizia? e come mai condanni tu in tal guisa colui, che è il giusto? 18. Colui che condanna come apostati i regi, e i grandi come empj: 19. Colui che non ha riguardo all'essere de' principi, né fece conto de' tiranni quando disputavano contro de' poveri: perocché opera delle mani di lui son tutti quanti. 20. Ei di repente morranno, e nel mezzo della notte saran conturbati i popoli, ed eglino, passeranno, e saran rapiti i crudeli senz'opera d'uomo. 21. Perocché gli occhi tien egli attenti agli andamenti degli uomini, ed esamina tutti i lor passi. 22. Né il buio, né l'ombra di morte è bastante a nascondere quelli, che operano l'iniquità. 23. Perocché non è in potere dell'uomo il venir di nuovo in giudizio dinanzi a Dio. 24. Egli ne atterra molti, anzi innumerabili, ed altri sostituisce ne' posti loro. 25. Perocché egli conosce le opere loro, e per questo fa venire la notte, ond'ei sono distrutti. 26. Li percosse come empj in luogo di gran concorso. 27. Perché eglino quasi preso partito si allontanaron da lui, e non vollero saper nulla di tutte le vie di lui: 28. Talmente che fino a lui fecer giungere i clamori dei meschini, e gli fecero udire le voci de' poveri. 29. Conciossiaché quand'ei da ad alcuno la pace, chi è che lo condanni? tosto che egli nasconde il suo volto, chi è che in viso lo guardi? Così sarà delle genti, e di tutti gli uomini. 30. Egli è, che ad un ipocrita da il regno a motivo de' peccati del popolo. 31. Or giacché io ho parlato per Iddio non impedirò che tu ancora parli. 32. Se io ho errato correggimi in: se ho parlato male, non dirò più altro. 33. Forse che Dio ne domanderà conto a te, se la mia parola ti spiace? Tu però fosti il primo a parlare, e non io: e se qualche cosa tu sai di meglio, tu parla. 34. Parlino a me gli uomini intelligenti, e l'uomo saggio mi ascolti. 35. Ma Giobbe stoltamente ha parlato, e le parole di lui non suonano buona dottrina. 36. Padre mio, sia tenuto Giobbe alla prova sino alla fine: non lasciar di percuotere un uomo iniquo. 37. Perché egli la bestemmia aggiunge all'altre sue colpe: frattanto mettiamolo noi alle strette, e di poi ne' suoi discorsi chiami egli Dio in giudizio.