Venerdì 5 Maggio 2028

Piano di lettura

Venerdì della III settimana di Pasqua

Prima Lettura

At 9,1-20

1. Ma Saulo tuttora spirante minacce, e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al principe de' Sacerdoti. 2. E gli domandò lettere per Damasco alle sinagoghe: affine di menar legati a Gerusalemme quanti avesse trovati di quella professione, uomini, e donne. 3. E nell'andare successe, che avvicinandosi egli a Damasco, di repente una luce del cielo gli folgoreggiò d'intorno. 4. E caduto per terra udì una voce, che gli disse: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? 5. Ed egli rispose: Chi se' tu Signore? Ed egli: Io sono Gesù, cui tu perseguiti: dura cosa è per te il ricalcitrare contro il pungolo. 6. Ed egli tremante, e attonito, disse: Signore che vuoi tu, ch'io faccia? 7. Ed il Signore a lui: Levati su, ed entra in città, e ivi ti sarà detto quel, che tu debba fare. E quei, che le accompagnavano, se ne stavano stupefatti, udendo la voce, ma non vedendo alcuno. 8. E Saulo si alzò da terra, e avendo gli occhi aperti, non vedeva niente. Ma menandolo a mano, lo condussero in Damasco. 9. E quivi tre giorni stette senza vedere, e non mangiò, né bevve. 10. Ed era in Damasco un certo discepolo per nome Anania: cui in visione il Signore disse: Anania. Ed egli rispose: Eccomi, Signore. 11. E il Signore a lui: Alzati, e va nella contrada chiamata la Diritta: e cerca in casa di Giuda uno di Tarso, che si chiama Saulo: imperocché ei già fa orazione. 12. (E ha veduto in visione un uomo di nome Anania, andare a imporgli le mani, affinchè ricuperi la vista). 13. E Anania rispose: Signore, da molti ho sentito dir di quest'uomo, quanti mali abbia fatti a' tuoi Santi in Gerusalemme: 14. E qui egli ha autorità da' principi de' sacerdoti di legare tutti quelli, che invocano il tuo nome. 15. Ma il Signore gli disse: Va' che costui è uno strumento eletto da me a portare il nome mio dinanzi alle genti, e ai re, e a' figliuoli d'Israele. 16. Imperocché io gli farò vedere, quanto debba egli patire per il nome mio. 17. Andò Anania, ed entrò nella casa: e impostegli le mani, disse: Fratello Saulo, mi ha mandato il Signore Gesù, che ti appari nella strada, per cui venivi, affinchè ricuperi la vista, e sii ripieno di Spirito santo. 18. E subito caddero dagli occhi di lui certe come scaglie, o ricuperò la vista: e alzatosi fu battezzato. 19. E cibatosi ripigliò le forze. E li stette alcuni dì co' discepoli, che erano a Damasco. 20. E immediatamente nelle sinagoghe predicava Gesù, dicendo: Questi è il Figliuolo di Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 116,1-2

1. Alleluia. Lodate Dio. Quante voi siete, date laude al Signore: popoli tutti, lodatelo: 2. Imperocché la sua misericordia si è stabilita sopra di noi; e la verità del Signore è immutabile in eterno.

Vangelo

Gv 6,52-59

52. Chi di un tal pane mangerà, viverà eternamente: e il pane, che io darò, ella è la carne mia per la salute del mondo. 53. Altercavano perciò tra loro i Giudei, dicendo: Come mai può costui darci a mangiare la sua carne? 54. Disse adunque loro Gesù: In verità, in verità vi dico: Se non mangerete la carne del Figliuolo dell'uomo, e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 55. Chi mangia la mia carne, e beve il mio sangue, ha la vita eterna: ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 56. Imperocché la mia carne è veramente cibo, e il sangue mio veramente bevanda. 57. Chi mangia la mia carne, e beve il mio sangue, sta in me, e io in lui. 58. Siccome mandò me quel Padre, che vive, ed io per il Padre vivo: così chi mangerà me, viverà anch'egli per me. 59. Questo è quel pane, che è disceso dal cielo. Non (sarà) come de' padri vostri, i quali mangiarono la manna, e morirono. Chi di questo pane mangia, viverà eternamente.

Lettura Complementare

At 28,21-29 + Ap 1,14-16; 1,20; 2,6-29

Piano triennale — Anno C

21. Eglino però gli dissero: noi né abbiamo ricevuto lettere intorno a te dalla Giudea, né è venuto alcuno de' fratelli ad avvisarci, o dirci alcun male di te. 22. Brameremo però di udire da te i tuoi sentimenti: imperocché riguardo a questa setta è noto a noi, come egli ha in ogni luogo contraddittori. 23. E fissatogli il giorno, andarono da lui nell'ospizio molti a' quali esponeva, e dimostrava il regno di Dio, e li con vinceva di quel, che riguardava Gesù, per mezzo della legge di Mosè, e de' profeti, dalla mattina sino alla sera. 24. E alcuni credevano a quello che si diceva: altri non credevano. 25. Ed essendo discordi tra di loro, se n'andavano, dicendo Paolo sol questa parola: lo spirito santo bene ha parlato per Isaia profeta ai padri nostri, 26. Dicendo: va' da questo popolo, e di' loro: con le orecchie udirete, e non intenderete: e vedendo vedrete, e non distinguerete. 27. Imperocché si è incrassato il cuore di questo popolo, e sono duri di orecchie, e hanno serrati i loro occhi: onde a sorte non veggan con gli occhi, e con le orecchie odano, e col cuore intendano, e si convertano, e io li sani. 28. Siavi adunque noto, come alle genti è stata mandata questa salute di Dio, ed esse ascolteranno. 29. E dette che egli ebbe queste cose, si partiron da lui i Giudei, quistionando forte tra di loro. 14. E il capo di lui, ed i capelli eran candidi come la lana bianca, e come la neve, e i suoi occhi come fuoco fiammante, 15. E i piedi di lui simili all'oricalco, qual egli è nella ardente fornace, e la voce di lui come voce di molte acque: 16. Ed aveva nella destra sette stelle: e dalla bocca di lui usciva una spada a due tagli: e la faccia di lui come il sole risplende nella sua forza. 20. Il mistero delle sette stelle, le quali hai vedute nella mia destra, e i sette candellieri d'oro: le sette stelle sono i sette Angeli delle Chiese: ed i sette candellieri sono le sette Chiese. 6. Hai però questo di buono, che hai in odio le azioni de' Nicolaiti, le quali io pure ho in odio. 7. Chi ha orecchio, oda quel, che lo Spirito dica alle Chiese: al vincente darò a mangiare dell'albero della vita, che è in mezzo al paradiso del mio Dio. 8. Ed all'Angelo della Chiesa di Smirne scrivi: così dice colui, che è il primo, e l'ultimo, che fu morto, e vive: 9. So la tua tribolazione, e la tua povertà, ma sei ricco: e se' bestemmiato da quelli, che si dicon Giudei, e noi sono, ma sono la sinagoga di satana. 10. Non ti spaventare d'alcuna delle cose, che sei per patire. Ecco, che il diavolo è per cacciare in prigione alcuni di voi, perché siate provati: e sarete tribolati per dieci giorni. Sii fedele sino alla morte, e darotti la corona di vita. 11. Chi ha orecchio, ascolti quel, che lo Spirito dica alle Chiese: cui sarà vincitore, non sarà offeso dalla morte seconda. 12. Ed all'Angelo della Chiesa di Pergamo scrivi: così dice colui, che tiene la spada a due tagli: 13. So, in qual luogo tu abiti, dove satana ha il trono: e ritieni il mio nome, e non hai negata la fede mia. Anche in que' cinque giorni, quando Antipa martire mio fedele fu ucciso tra di voi, dove abita satana. 14. Ma ho contro di te alcune poche cose: attesoché hai costì, chi tiene la dottrina di Balaam, il quale ingegnava a Balac a mettere scandalo davanti a' figliuoli d'Israele, perché mangiassero, e fornicassero: 15. Così hai anche tu di quelli, che tengono la dottrina de' Nicolaiti. 16. Fa' parimente penitenza: altrimenti verrò tosto a te, e combatterò con essi colla spada della mia bocca. 17. Chi ha orecchio, oda quel, che dica lo Spirito alle Chiese: a chi sarà vincitore, darò la manna nascosta, e darogli un sassolino bianco: e nel sassolino scritto un nome nuovo non saputo da nissuno, fuorché da chi lo riceve. 18. Ed all'Angelo della Chiesa di Tiatira scrivi: così dice il Figliuolo di Dio, che ha gli occhi come fuoco fiammante, e i piedi del quale sono simili all'oricalco: 19. So le opere tue, e la fede, e la carità, e i servigi, e la pazienza, e le ultime opere tue in maggior numero, che le prime. 20. Ma ho contro di te poche cose: attesoché permetti alla donna Jazabele, che dice d'essere profetessa, d'insegnare, e sedurre i miei servi, perché cadano in fornicazione, e mangino cose immolate agli idoli. 21. E ho dato a lei tempo di far penitenza: e non vuoi far penitenza della sua fornicazione. 22. Ecco, che io la stenderò in un letto: e quelli, che fanno con essa adulterio, saranno in grandissima tribolazione, se non faran penitenza dell'opere loro: 23. Ed i figliuoli di lei ucciderò colla morte, e le Chiese tutte sapranno, che io sono scrutatore degli affetti del cuore: e darò a ciascheduno di voi secondo le sue azioni. Ed a voi io dico, 24. E a tutti gli altri, che siete in Tiatira: quanti sono alieni da tal dottrina, e non hanno approvate le profondità, come le chiaman, di satana, non porrò sopra di voi altro peso: 25. Ritenete però quello, che avete, sino a tanto ch'io venga. 26. E chi sarà vincitore, e praticherà sino alla fine l'opere mie, darogli podestà sopra le nazioni, 27. E governeralle con verga di ferro, e saranno stritolate come vasi di terra, 28. Come anch'io ottenni dal Padre mio: e darò a lui la stella del mattino, 29. Chi ha orecchio, oda quello, che lo Spirito dica alle Chiese.