Giovedì 4 Maggio 2028

Piano di lettura

Giovedì della III settimana di Pasqua

Prima Lettura

At 8,26-40

26. Ma l'Angelo del Signore parlò a Filippo, e dissegli: Levati su, e va verso mezzo giorno alla strada, che mena da Gerusalemme a Gaza: questa è deserta. 27. E si alzò, e parti. Ed eccoti un uomo di Etiopia, eunuco, che molto poteva appreso Candace regina degli Etiopi, e aveva la soprintendenza di tutti i suoi tesori, il quale era stato a Gerusalemme a fare adorazione: 28. E se ne tornava sedendo sopra il suo cocchio, e leggendo il profeta Isaia. 29. E lo spirito disse a Filippo: Va' avanti, e accostati a quel cocchio. 30. E portatovisi di corsa Filippo, lo sentì, che leggeva il profeta Isaia, e disse: Intendi tu quello, che leggi? 31. E quegli disse: Come lo poss'io, se qualcheduno non m'insegna? E pregò Filippo, che salisse a seder con lui. 32. Il passo della Scrittura, che egli leggeva, era questo: Come pecorella è stato condotto al macello: e come agnello, che si sta muto dinanzi a colui, che lo tosa, così egli non ha aperto la sua bocca. 33. Nella sua depressione fu scancellata la sua condannazione. Chi spiegherà la di lui generazione, perché è tolta dal mondo la di lui vita? 34. Rispose a Filippo l'eunuco, e disse: Ti prego, di chi il Profeta dice egli queste cose? Di se, o di alcun altro? 35. E Filippo aperta la bocca, e principiando da questa scrittura, gli evangelizzò Gesù. 36. E seguitando a camminare arrivarono a un'acqua: e l'eunuco disse: Ecco dell'acqua, qual ragione mi vieta d'esser battezzato? 37. E Filippo disse: Se credi di tutto cuore, ciò è permesso. Ed egli rispose, e disse: Credo che Gesù Cristo è Figliuolo di Dio. 38. E ordinò, che il cocchio si fermasse: e sceser nell'acqua l'uno, e l'altro, Filippo, e l'eunuco, e lo battezzò. 39. E usciti che furon dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo, e l'eunuco nol vide più. E se v'andava allegramente al suo viaggio. 40. E Filippo si trovò in Azoto, e io passando predicava il Vangelo a tutte le città, finché giunse a Cesarea.

Salmo Responsoriale

Sal 65,8-9.16-17.20

8. Egli ha serbata l'anima mia alla vita, e non ha permesso, che i miei piedi vacillassero. 9. Perché tu, o Dio, hai fatto prova di noi: ne hai fatto saggio col fuoco, come si fa dell'argento. 16. A lui alzai le grida della mia bocca, e lo ho glorificato colla mia lingua. 17. Se io vedessi nel cuor mio l'iniquità, il Signore non mi esaudirebbe.

Vangelo

Gv 6,44-51

44. Non può alcuno venire da me, se nol tragga il Padre, che mi ha mandato: e questo io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 45. Sta scritto ne' profeti: Saranno tutti ammaestrati da Dio. Chiunque pertanto ha udito, e imparato dal Padre, viene a me. 46. Non perché alcuno abbia veduto il Padre, eccetto colui, che è da Dio, questi ha veduto il Padre. 47. In verità, in verità vi dico: chi crede in me, ha la vita eterna. 48. Io sono il pane di vita. 49. I padri vostri mangiarono nel deserto la manna, e morirono. 50. Questo è quel pane disceso dal cielo: affinchè chi ne mangerà, non muoia. 51. Io sono il pane vivo, che son disceso dal cielo.

Lettura Complementare

At 28,1-15

Piano triennale — Anno C

1. E usciti che fummo fuor di pericolo, allora conoscemmo, che l'isola chiamavasi Malta. E ci trattaron que' barbari con molta umanità. 2. Imperocché acceso il fuoco, ristorarono tutti noi dalla umidità, che ci offendeva, e dal freddo. 3. Ma avendo Paolo raccolto alquanti sarmenti, e messili sul fuoco, una vipera saltata fuori dal caldo se gli attaccò alla mano. 4. Or tosto, che videro i barbari il serpente pendergli dalla mano, dicevano tra di loro: certo, che un qualche omicida è costui, cui salvato dal mare, la vendetta (di Dio) non permette che viva. 5. Egli però scosso il serpe nel fuoco, non né patì male alcuno. 6. Ma quelli si aspettavano, ch'egli avesse a gonfiare, e a cadere a un tratto, e morire. Ma avendo aspettato molto, e non vedendo venirgli alcun male, cangiato parere, dicevano che egli era un Dio. 7. Intorno a quel luogo aveva le sue possessioni il principe dell'isola, per nome Publio, il quale ci accolse, e ci trattò amorevolmente per tre giorni. 8. E accadde, che il padre di Publio stava in letto tormentato dalle febbri, e da dissenteria. E andato da lui Paolo, e fatta orazione, e impostegli le mani, lo guarì. 9. Dopo il qual fatto tutti quelli che avevano malattie nell'isola, venivano, ed erano sanati: 10. I quali anche ci fecero molti onori, e allorché entrammo in nave, vi miser sopra le cose necessarie. 11. E dopo tre mesi partimmo sopra una nave Alessandrina, la quale avea svernato nell'isola, ed avea l'insegna de' Castori. 12. E arrivati a Siracusa, ci fermammo ivi tre giorni. 13. E di li facendo il giro della costa, giungemmo a Reggio: e dopo un giorno soffiando Austro, arrivammo in due dì a Pozzuoli; 14. Dove avendo trovato de' fratelli, fummo pregati a star con essi sette giorni: e così e' incamminammo verso Roma. 15. E di là avendo udite i fratelli le cose nostre, ci venner incontro sino al foro di Appio, e alle tre taberne. I quali veduti che ebbe Paolo, rendette grazie a Dio, e si consolò.