Lunedì 25 Ottobre 2027

Piano di lettura

Lunedì della XXX settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Rm 8,12-17

12. Siamo adunque, o fratelli, debitori non alla carne, sicché secondo la carne viviamo. 13. Imperocché se viverete secondo la carne, morrete: se poi con lo spirito darete morte alle azioni della carne, viverete. 14. Conciossiaché tutti quelli, che sono mossi dallo spirito di Dio, sono figliuoli di Dio. 15. Imperocché non avete ricevuto di bel nuovo lo spirito di servitù per temere, ma avete ricevuto lo spirito di adozione in figliuoli, mercé di cui gridiamo: Abba (padre) 16. Imperocché lo stesso Spirito fa fede al nostro spirito, che noi siamo figliuoli di Dio. 17. E se figliuoli (siamo) anche eredi: eredi di Dio, e coeredi di Cristo: se però patiamo con lui per essere con lui glorificati.

Salmo Responsoriale

Sal 67,1.3.5-6.19-20

1. Salmo, e cantico dello stesso Davidde. Sorga il Signore, e siano dispersi i suoi nemici: e fuggano dal cospetto di lui color, che lo odiano. 3. E i giusti banchettino, e giubilino alla presenza di Dio: e godano nell'allegrezza. 5. Esultate davanti a lui: (i nemici) resteranno sbigottiti alla presenza di lui, Padre degli orfani, e Giudice delle vedove. 6. Dio sta nel suo luogo santo: Dio fa abitare nella sua casa uomini di un sol rito: 19. Ascendesti all'alto; prendesti teco i prigionieri, ricevesti doni per gli uomini: Onde anche sopra di quelli, che non credevano, abiti Iddio Signore. 20. Benedetto il Signore per tutti i giorni: il Dio di nostra salute farà prospero il nostro viaggio.

Vangelo

Lc 13,10-17

10. E Gesù stava insegnando nella loro sinagoga in giorno di sabato. 11. Quand'ecco una donna, la quale da diciotto anni aveva uno spirito, che la teneva ammalata: ed era curva, e non poteva per niun conto guardar all'insù. 12. E Gesù vedutala, la chiamò a se, e le disse: Donna, tu se' sciolta dalla tua infermità. 13. E le impose le mani, e immediatamente fu raddirizzata, e glorificava Iddio. 14. Ma il capo della sinagoga sdegnato, che Gesù l'avesse curata in giorno di sabato, prese a dire al popolo: Vi sono sei giorni, ne' quali si conviene lavorare: in quegli adunque venite, e siate curati, e non nel giorno di sabato. 15. Ma il Signore prese la parola, e disse: Ipocriti, chicchessia di voi non iscioglie egli in giorno di sabato il suo bue, o il suo asino dalla mangiatoia, e lo conduce a bere? 16. E questa figlia di Abramo, tenuta già legata da Satana per diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo laccio in giorno di sabato? 17. E mentre dicea tali cose, arrossivano tutti i suoi emoli: e tutto il popolo si godeva di tutte le gloriose opere, che da lui si facevano.

Lettura Complementare

Qo 9,1-18

Piano triennale — Anno B

1. Tutte queste cose io disaminai nel mio cuore, affin di discernerle chiaramente. I giusti, e i sapienti, e le opere loro sono nella mano di Dio; eppur non sa l'uomo s'ei sia degno di amore, o di odio: 2. Ma tutto rimane nell'incertezza sino al tempo, che verrà; perocché tutto succede del pari al giusto, ed all'empio, al buono, ed al cattivo, al mondo, e all'immondo, a colui, che immola vittime, e a colui che disprezza i sacrifizj, come l'uomo retto così il peccatore, e come è trattato colui, che spergiura, così quegli che giura secondo la verità. 3. Questa è la cosa più dolorosa di quante ne avvengono sotto del sole l'esser tutti soggetti a' medesimi avvenimenti: per la qual cosa eziandio i cuori de' figliuoli degli uomini si riempiono di malizia, e di petulanza nel tempo di loro vita, e dì poi sono strascinati nell'interno. 4. Non v'ha chi viva per sempre o di tal cosa si lusinghi: un cane vivo val più, che un lion morto. 5. Perocché quelli, che vivono sanno d'avere; il morire: i morti poi non sanno più nulla, e non han più veruna mercede, e la loro memoria è stata messa in oblio; 6. l'amore, e l'odio, e le invidie son ancora unite insieme; ed ei non hanno parte a questo secolo, né a cosa che facciasi sotto del sole. 7. Va adunque, e mangia lietamente il tuo pane, e bevi con letizia il tuo vino, mentre le opere tue a Dio sono accette. 8. In ogni tempo sian candide le tue vesti, e non manchi unguento al tuo capo. 9. Goditi la vita colla tua cara moglie per tutti i giorni della istabil tua vita conceduti a te sotto del sole per tutto il tempo di tua vanità: perocché questa è la tua sorte mentre vivi, e pe' travagli, che sopporti quaggiù. 10. Tutto quello, che può operai la tua mano, fallo con sollecitudine; perocché né azione, né pensiero, né saggezza, né scienza ha luogo nel sepolcro, verso del quale tu corri. 11. Mi volsi ad altra parte, e osservai come sotto del sole né la corsa è serbata pei lesti di gamba, né la guerra pei valorosi, né il pane pei sapienti, né le ricchezze pei dotti, né il favore pei bravi artefici: ma l'occasione, ed il caso ha luogo in tutte le cose. 12. L'uomo non sa il suo fine, ma come i pesci son presi all'amo, e gli uccelli al laccio, così sono sorpresi gli uomini dal tempo cattivo, che lor sopraggiunge a un tratto. 13. Vidi ancora sotto del sole una sorta di saggezza, ch'io reputo grandissima: 14. Era una piccola città poco popolata: un re grande andò a campo sotto di lei, e aperse trinciera, e alzò de' fortini attorno, e strinse l'assedio. 15. E vi si trovò dentro un pover uomo, ma saggio, il quale col suo sapere liberò la città, ma nessuno di poi si ricordò di quel pover uomo. 16. Or io concludeva, che val più la sapienza, che la fortezza: ma come mai la saggezza di quel pover uomo fu disprezzata, e non fu tenuto conto di sue parole? 17. Le parole de' saggi si ascoltano in silenzio, più che le grida di uno che regna tra gli stolti. 18. Val più la sapienza, che le armi guerriere, e chi in una sola cosa difetta, perde molti vantaggi.