Mercoledì 13 Ottobre 2027

Piano di lettura

Mercoledì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Rm 2,1-11

1. Per la qual cosa inesensabile se' tu, o uomo, chiunque tu sii, che giudichi. Imperocché nello stesso giudicare altrui, te stesso condanni: mentre le stesse cose fai, delle quali tu giudichi. 2. Or noi sappiamo essere il giudizio di Dio secondo la verità contro di costoro, che fanno tal cose. 3. E ti pensi tu forse, o uomo, il quale giudichi chi fa tali cose, e le fai, che sfuggirai il giudizio di Dio? 4. Disprezzi tu forse le ricchezze della bontà, e pazienza, e tolleranza di lui? non sai tu, che la bontà di Dio a penitenza ti scorge? 5. Ma tu colla tua durezza, e col cuore impenitente ti accumuli un tesoro d'ira pel giorno dell'ira, e della manifestazione del giusto giudizio di Dio, 6. Il quale renderà a ciascheduno secondo le opere sue. 7. A quegli, i quali costanti nel ben operare cercano la gloria, l'onore, e l'immortalità, (renderà) vita eterna: 8. A quelli poi, che sono pertinaci, e non danno retta alla verità, ma ubbidiscono alla ingiustizia, ira, e indignazione. 9. Affanno, ed angustia per l'anima di qualunque uomo, che male opera, del Giudeo prima, poi del Greco: 10. Gloria, e onore, e pace a chiunque opera il bene, al Giudeo prima, poi al Greco: 11. Imperocché non è dinanzi a Dio accettazione di persone.

Salmo Responsoriale

Sal 61,1-2.5-6.8

1. Per Idithun: salmo di David. Non sarà ella soggetta a Dio l'anima mia; mentre da lui dipende la mia salute? 2. Imperocché ed egli è mio Dio, e mio Salvatore, mia difesa, non sarò più in agitazione. 5. Ma tu, anima mia, sii soggetta a Dio: imperocché da lui (viene) la mia pazienza. 6. Perché egli è il mio Dio, e il mio Salvatore: egli mio aiuto, e io non vacillerò. 8. Confidate in lui, o popoli quanti voi siete: spandete dinanzi a lui i vostri cuori: Dio nostro aiuto in eterno.

Vangelo

Lc 11,42-46

42. Ma guai a voi, o Farisei, che pagate la decima della menta, e della ruta, e di tutte le civaie, e non fate caso della, giustizia, e della carità di Dio: or bisognava praticar queste, e non omettere quell'altre cose. 43. Guai a voi, o Farisei, perché amate i primi posti nelle sinagoghe, e di essere salutati nelle piazze. 44. Guai a voi, perché siete, come i sepolcri, che non compajono, e que', che sopra vi passano, non li ravvisano. 45. Ma uno de' dottori della legge gli rispose, e disse: Maestro, così parlando offendi anche noi. 46. Ma egli rispose: Guai anche a voi, dottori della legge; perché caricate gli uomini di pesi, che non possono portare; ma voi tali pesi non li tocchereste con uno de' vostri diti.

Lettura Complementare

Pr 27,1-27

Piano triennale — Anno B

1. Non ti vantare di cosa, che abbia da essere, mentre non sai quel, che possa produrre il dì vegnente. 2. La bocca altrui, e non la tua dia lode a te; l'estraneo, e non le tue proprie labbra. 3. Grave è il sasso, e pesante l'arena; ma l'ira dello stolto pesa più dell'uno, e dell'altra. 4. L'ira, e il furore, che scoppia, non lascian luogo alla misericordia; ma all'impeto dell'invidioso chi potrà reggere? 5. E migliore un'aperta riprensione, che un amore che si nasconde. 6. Sono migliori le ferite, che vengono da chi ama, che i falsi baci di chi odia. 7. L'anima satolla calpesta il favo di miele; ma l'anima affamata prende per dolce anche l'amaro. 8. L'uomo che abbandona il suo posto, è come l'uccello, che scappa dal suo nido: 9. L'unguento, e la varietà degli odori, rallegra il cuore, e i buoni consigli dell'amico danno conforto all'anima. 10. Non abbandonare l'amico tuo, e l'amico del padre tuo: e non andare a casa del tuo fratello nel giorno di tua afflizione. Giova più un vicino, che ti sta presso, che un fratello assente. 11. Applicati alla sapienza, figliuol mio, e consola il mio cuore: affinchè tu possa rispondere a chi ti screditasse. 12. L'uom prudente alla vista del male, va a nascondersi: gli imprudenti passano avanti, e ne soffrono il danno. 13. Prendi la veste di colui, che è entrato mallevadore per uno straniero, e levagli il pegno in grazia dei forestieri. 14. Colui che prima del giorno va a benedire ad alta voce il suo prossimo, sarà simile a chi lo maledice. 15. Il tetto, che per cui passa l'acqua nella fredda stagione, e la donna, che piatisce, sono due cose somiglianti. 16. Chi vuoi ritenerla è come chi vuoi tenere il vento, e strigner l'olio nella sua destra. 17. Il ferro assottiglia il ferro, e l'uomo assottiglia l'ingegno del suo amico. 18. Chi custodirà la sua ficaia ne mangerà il frutto, e chi custodisce il suo padrone sarà onorato. 19. Come nelle acque risplendono le facce di quelli, che vi si mirano, così i cuori degli uomini sono manifesti ai sapienti. 20. L'inferno, e la morte mai dicono, basta; così gli occhi degli uomini sono insaziabili. 21. Come nella fornace ai prova l'agento, e l'oro nel grogiuolo; così è provato l'uomo per le parole di chi lo lauda. Il cuore dell'iniquo agogna al male: il cuore diritto va cercando prudenza. 22. Quando ben tu pestassi lo stolto nel mortaio, come si fa dell'orzo, battendolo col pestello, non gli leveresti la sua stoltezza. 23. Abbi esatta conoscenza delle tue pecorelle, e bada attentamente al tuo gregge: 24. Perocché tu non potrai sempre farlo: ma ti sarà data una corona perpetua. 25. I prati sono aperti, e spuntano le verdi erbe, e il fieno de' monti è raccolto. 26. Gli agnelli ti vestiranno, e i capretti pagheranno il campo. 27. Contentati del latte di capra per tuo cibo, per sostentamento di tua famiglia, e per vitto delle tue serve.