Giovedì 30 Settembre 2027

Piano di lettura

Giovedì della XXVI settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Ne 8,1-4.5-6.7-12

1. Ed essendo giunto il settimo mese, tutti i figliuoli d'Israele, che erano nelle loro città, si adunarono tutti insieme unanimemente nella piazza, che è davanti alla porta delle acque, e dissero ad Esdra scriba, che portasse il libro della legge di Mosè, dato dal Signore ad Israele. 2. Portò adunque Esdra sacerdote la legge dinanzi alla moltitudine di uomini, e di donne, e di tutti quelli, che eran capaci d'intendere, il primo dì del settimo mese. 3. E lesse in quel libro a voce chiara nella piazza, che era davanti alla porta delle acque, dalla mattina sino a mezzodì in presenza degli uomini, e delle donne, e de' sapienti: e tutto il popolo teneva tese le orecchie a sentire quel libro. 4. Or Esdra scriba stava sopra una tribuna di legno fatta da lui per parlare al popolo: e accanto a lui stavano Mathathia, e Semeia, e Ania, e Uria, ed Helcia, e Maasia, da destra: e da sinistra Phadaia, Misael, e Melchia, e Hasum, e Hasbadana, e Zacharia, e Mosollam. 5. Ed Esdra aperse il libro in presenza di tutto il popolo: perocché stava in luogo più eminente di tutti: e quando lo ebbe aperto, tutto il popolo si alzò in piedi. 6. Ed Esdra benedisse il Signore Dio grande, e tutto il popolo rispose: Così sia, così sia: alzando le mani: e s'inginocchiarono, e prostrati per terra adorarono Dio. 7. E Josuè, e Bani, e Serebia, Jabin, Accub, Septhai, Odia, Maasia, Celitha, Azaria, Jozabed, Hanan, Phalaia, Leviti, facevano stare il popolo in silenzio per udire la legge: e il popolo stava in piedi a' suoi posti. 8. E lessero il libro della legge di Dio distintamente per farlo intendere: e fu inteso quello, che si andava leggendo. 9. E Nehemia (che è lo stesso, che Athersatha) ed Esdra sacerdote, e scriba, e i Leviti, che interpretavan la legge a tutto il popolo, dissero: Questo giorno è consagrato al Signore Dio nostro; non gemete, e non piangete. Imperocché tutto il popolo, ascoltando le parole della legge, piangeva. 10. E disse loro: Andate, e mangiate delle buone carni, e bevete del vino dolce, e mandate delle porzioni a quelli, che nulla ha uno di preparato per loro: perocché questo è giorno santo del Signore: e non vi attristate: perchè il gaudio del Signore è la nostra fortezza. 11. E i Leviti intimavan silenzio a tutto il popolo, e dicevano: Tacete, perchè questo è un giorno santo, e non vi affliggete. 12. Andò pertanto tutto il popolo a mangiare, e a bere, e a far le parti pegli altri; e fu grande l'allegrezza: perchè aveano inteso le parole, che erano state loro spiegate.

Salmo Responsoriale

Sal 18,7-10

7. La legge del Signore immacolata, che converte le anime: la testimonianza del Signore è fedele, e ai piccoli da saggezza. 8. I precetti del Signore sono retti, e rallegrano i cuori: il comandamento del Signore è lucente, e gli occhi rischiara. 9. Santo il timor del Signore, che sussiste per tutti i secoli: i giudizj del Signore son verità, giusti in se stessi. 10. Più desiderevoli che l'oro, e le pietre molto preziose, e dolci più del miele, e del favo di miele.

Vangelo

Lc 10,1-12

1. Dipoi elesse il Signore altri settantadue: e li mandò a due a due davanti a se in tutte le città, e luoghi, dove egli era per andare: 2. E diceva loro: La messe è molta, e gli operai son pochi. Pregate adunque il padrone della messe, che mandi degli operai per la sua messe. 3. Andate: ecco, che io mando voi, come agnelli tra' lupi. 4. Non portate, né borsa, né sacca, né borzacchini, e per istrada non salutate chicchessia. 5. In qualunque casa entrerete, dite prima: Pace sia a questa casa. 6. E se quivi sarà un figliuolo di pace, poserà sopra di lui la vostra pace; se no ritornerà a voi. 7. Restate nella medesima casa mangiando, e bevendo di quello, che hanno: imperocché è dovuta all'operajo la sua mercede. Non andate girando di casa in casa. 8. E in qualunque città entrerete, essendovi stati accolti, mangiate quel, che vi sarà messo davanti. 9. E guarite gl' infermi, che quivi sono, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. 10. Ma in qualunque città che entrati essendo, non vi ricevano, andate nelle piazze, e dite: 11. Abbiamo scosso contro di voi sin la polvere, che ci si era attaccata della vostra città: con tutto questo sappiate, che il regno di Dio è vicino. 12. Vi dico, che men dura sarà in quella giornata la condizione di Sodoma, che di quella città.

Lettura Complementare

Pr 16,1-33

Piano triennale — Anno B

1. Appartiene all'uomo il preparare l'animo suo, e al Signore il governare la lingua. 2. Tutte le vie dell'uomo sono manifeste a lui: ma il Signore pesa gli spiriti. 3. Riferisci al Signore le opere tue, e i tuoi pensieri avran buono effetto. 4. Tutte le cose le ha fatte il Signore per se stesso: anche l'empio (che è serbato) pel giorno cattivo. 5. Il Signore ha in abbominazione tutti gli arroganti; ancorché eglino abbiano molti confederati, non resteranno impuniti. Il principio della buona strada consiste nel praticare la giustizia: ed ella è accetta al Signore più, che le vittime. 6. Colla misericordia, e colla verità si espia l'iniquità: e col timor del Signore si schiva il male. 7. Quando le vie dell'uomo piaceranno al Signore, egli farà, che i nemici di lui alla pace rivolgami. 8. Val più il poco con giustizia, che i molti beni colla iniquità. 9. Il cuore dell'uomo fa i suoi disegni; ma spetta al Signore di dirigere i suoi passi. 10. Le parole del re sono oracoli; la bocca di lui non errerà nel giudicare. 11. I giudizi, del Signore sono pesati a giusta bilancia, e le opere di lui son tutte come le pietre del sacco. 12. Sono in abbominazione dinanzi al re quelli, che operano empiamente; perchè la giustizia è la fermezza del trono. 13. Le labbra giuste piacciono ai regi: chi parla secondo equità sarà amato. 14. Lo sdegno del re è annunzio di morte: ma l'uomo saggio lo placherà. 15. Il volto ilare del re da la vita, e la clemenza di lui è come la piova serotina. 16. Fa acquisto della sapienza, perché ella vale più dell'oro, e fa acquisto della prudenza, che vale più dell'argento. 17. Il sentiero de' giusti è rimoto dal male: chi tien conto dell'anima sua, è costante nella sua via. 18. Alla caduta va innanzi la superbia, e avanti alla rovina si inalbera lo spirito. 19. È meglio l'essere umiliato coi mansueti, che spartire la preda co' superbi. 20. Chi ha intelligenza in un negozio, ne uscirà a bene: ma chi spera nel Signore, è beato. 21. Chi ha in cuor la saggezza, avrà nome di prudente, ed essendo di dolce parlare avrà premj maggiori. 22. L'intelligenza è fonte di vita per chi la possiede: la dottrina degli stolti è sciocchezza. 23. Il cuore dell'uom sapiente ammaestrerà la bocca di lui, e aggiungerà grazia alle sue labbra. 24. Un bel parlare è un favo di miele, dolcezza dell'anima, sanità delle ossa 25. Havvi una strada, che all'uomo sembra diritta; ma il suo fine mena a morte. 26. L'uomo, che lavora, lavora per se medesimo, perché la sua bocca i costringe. 27. L'empio va scavando del male ed ha fuoco ardente sulle sue labbra. 28. L'uomo perverso suscita liti, e i ciarlone mette divisione trai principi. 29. L'uomo iniquo seduce il proprio amico, e lo mena per istrada non buona 30. Chi con occhio fisso sta macchinando cose cattive, mordendosi le labbra eseguisce il male. 31. Corona di dignità ell'è la vecchiezza, che si troverà nelle vie della giustizia. 32. E da più l'uom paziente, che i valoroso; e colui che è padrone dell'animo suo, è da più che l'espugnator di fortezze. 33. Si gettano le sorti nell'urna; ma il Signore è quegli, che ne dispone.