Venerdì 20 Agosto 2027

Piano di lettura

Venerdì della XX settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Gdc 9,6-15

6. E si adunarono tutti gli uomini di Sichem, e tutte le famiglie della città di Mello: e andarono a crear loro re Abimelech presso la quercia ch'era in Sichem. 7. La qual cosa quando ebbe intesa Joatham, andò a posarsi sulla cima del monte Garizim, e ad alta voce gridò: Ascoltate me, uomini di Sichem: così Dio ascolti voi. 8. Gli alberi andarono per eleggersi un re, e dissero all'ulivo: Sii tu nostro sovrano. 9. Ma quegli rispose: Potrò io abbandonare il mio sugo che serve agli dei, e agli uomini, per venire ad essere superiore agli alberi? 10. E gli alberi dissero al fico: Vieni, e regna sopra di noi. 11. Ma egli rispose loro: Poss'io lasciare la mia dolcezza, e i soavissimi frutti, per andare ad esser superiore agli altri alberi? 12. E gli alberi dissero alla vite: Vieni, e sii nostra sovrana. 13. E quella rispose loro: Poss'io abbandonare il mio vino che letifica Dio, e gli uomini, per esser fatta regina delle piante? 14. Disser di poi tutte le piante al roveto: Vieni a comandare a noi. 15. Ed egli rispose loro: Se veramente mi fate vostro re, venite a riposarvi sotto la mia ombra: ma se non volete, esca fuoco dal roveto, e divori i cedri del Libano.

Salmo Responsoriale

Sal 20,1-6

1. Salmo di David. Signore, nella tua possanza riporrà il re la sua consolazione, e nella salute, che vien da te, esulterà grandemente. - 2. Tu hai adempiuti i desiderj del suo cuore, e non hai renduti vani i voti delle sue labbra. 3. Imperocché tu lo hai prevenuto colle benedizioni di tua bontà: hai posta a lui sulla testa una corona di pietre preziose. 4. Egli domandò a te la vita, e tu gli hai dato lunghezza di giorni pe' secoli, e in sempiterno. 5. Gloria grande egli ha nella salute avuta da te: di gloria, e di splendore grande lo ammanterai. 6. Perocché tu lo farai benedizione per tutti i secoli: lo letificherai col tuo gaudio nel tuo cospetto.

Vangelo

Mt 22,34-40

34. Ma i Farisei avendo saputo, com'egli aveva chiuso la bocca a' Sadducei, si unirono insieme. 35. E uno di essi dottore della legge lo interrogò per tentarlo. 36. Maestro, qual è il gran comandamento della legge? 37. Gesù dissegli: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutto il tuo spirito. 38. Questo è il massimo, e primo comandamento. 39. Il secondo poi è simile a questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. 40. Da questi due comandamenti pende tutta quanta la legge, e i profeti.

Lettura Complementare

1Mac 15,1-41

Piano triennale — Anno B

1. Or il re Antioco figliuolo di Demetrio scrisse dalle isole del mare una lettera a Simone sommo sacerdote e principe della nazione dei Giudei e a tutta la nazione: 2. La qual lettera era di tal tenore: Il re Antioco a Simone sommo Sacerdote e alla nazione dei Giudei, salute. 3. Dappoiché alcuni uomini pestilenziali hanno invaso il regno de' padri nostri, e io voglio liberare il regno, e rimetterlo nel suo primiero stato, ed ho messo insieme uno scelto esercito, ed ho fatte costruire navi da guerra, 4. Ho intenzione di entrar nel paese per punire quelli che hanno messe sossopra le nostre provincie, e han desolata molte città del mio regno. 5. Io pertanto ti condono tutti i tributi condonati a te da tutti i re miei predecessori, e tutti i doni, che questi han rimessi a te. 6. E ti concedo di poter battere moneta proprio nel tuo paese. 7. E che Gerusalemme sia città santa e libera, e che tutte le armi fabbricate da te, e le fortezze, che tu hai edificate, ed hai in tuo potere, rimangan tue. 8. E tutti i debiti colla azienda reale tanto pel passato, che pel futuro, ti sono rimessi da questo punto. 9. E quando sarem pervenuti al possesso del nostro regno, renderemo onor grande a te, e alla tua nazione e al tempio, talmente che la vostra gloria si spanderà per tutta la terra. 10. L'anno cento settantaquattro entrò Antioco nel paese de' padri suoi; e corsero a lui tutti gli eserciti, talmente che pochi rimasero con Trifone. 11. E il re Antioco lo inseguì; e quegli fuggendo lungo la spiaggia del mare arrivò a Dora: 12. Perocchè egli vedeva le sciagure piovergli addosso, avendolo abbandonato l'esercito. 13. E Antioco si avvicinò a Dora con centoventi mila uomini di valore e otto mila cavalli. 14. E circondò la città, e si aggiunser le navi dalla parte del mare, onde la città era battuta per mare e per terra, e non poteva nissuno uscirne, o entrarvi. 15. Ma Numenio co' suoi compagni giunse da Roma con lettere scritte ai re e ai popoli di questo tenore: 16. Lucio console de' Romani al re Tolomeo, salute. 17. Sono venuti a noi gli ambasciadori dei Giudei nostri amici a rinnovar l'amicizia e la confederazione, mandati da Simone principe de' sacerdoti e dal popolo de' Giudei. 18. Ed hanno portato un brocchiere di oro di mille mine. 19. È adunque piaciuto a noi di scrivere ai re e ai popoli, che non facciano torto ad essi, e non molestino né loro, ne le loro città e paesi, e non dieno aiuto a quelli, che lor movessero guerra. 20. E abbiamo creduto di dover accettare il brocchiere. 21. Se pertanto vi sono degli uomini malvagi, i quali dal loro paese sieno fuggiti nel vostro, rimettetegli a Simone principe dei Sacerdoti, affinché li punisca secondo la sua legge. 22. Le stesse cose furono scritte al re Demetrio e ad Attalo e ad Ariarate e ad Arsace, 23. E a tutte le provincie, ai Lampsaceni agli Sparziati, a quei di Delo e di Mindo e di Sicione e a quei della Caria e di Samo e della Pamfilia e della Licia e di Halicarnasso e di Coo e di Side e di Aradon e di Rodi e di Phaselide e di Gorlina e di Gnido e di Cipro e di Cirene. 24. E mandaron copia della lettera a Simone principe dei Sacerdoti e al popolo dei Giudei. 25. Or il re Antioco si avvicinò coll'esercito per la seconda volta a Dora, battendola continuamente, e alzando macchine; e strinse talmente Trifone, che non poteva scamparne: 26. E Simone mandò in suo aiuto due mila uomini scelti, e argento e oro e vasi in copia: 27. Ma quegli non volle riceverli, e mancò a tutte le convenzioni fatte prima con lui, e se gli mostrò avverso. 28. E mandò a lui Athenobio, uno dei suoi a discorrerla con Simone, e a dirgli: voi occupate Joppe e Gazara e la cittadella di Gerusalemme, città spettanti al mio regno: 29. Avete desolati i lor territori, e avete fatti mali grandi nel paese, e avete usurpati molti luoghi del mio regno. 30. Ora dunque rimettere le città occupate da voi, e i tributi esatti nè luoghi, dei quali vi siete fatti padroni fuori de' confini della Giudea: 31. Ovvero date per quelle (città) cinque cento talenti d'argento, e pe' guasti fatti da voi e pe' tributi delle città, altri cinquecento talenti; altrimenti verremo, e vi faremo guerra. 32. E Athenobio amico del re giunse a Gerusalemme, e vide la magnificenza di Simone e la copia dell'oro e dell'argento e la quantità de' mobili di prezzo, e ne restò stupefatto: e riferì a lui le parole del re. 33. E Simone gli rispose, e disse: Noi ne abbiamo usurpato le terre altrui, nè ritenghiamo la roba degli altri, ma l'eredità dei padri nostri, la quale ingiustamente fu posseduta per qualche tempo da' nostri nemici. 34. Or noi servendoci dell'opportunità abbiam ricuperata l'eredità de' padri nostri. 35. Perocchè riguardo alle doglianze, che tu fai per ragion di Joppe e di Gazara, quelli facevano atroci danni al popolo e nel nostro paese: per queste noi diamo cento talenti. E Athenobio non rispose parola. 36. Ma tornò indietro sdegnato, e riferì queste parole al re e la magnificenza di Simone e tutto quello che avea veduto. E il re si accese di sdegno. 37. Ma Trifone fuggi sopra una nave a Orthosiada. 38. E il re diede il governo della costa del mare a Cendebeo, e gli rimise un'armata di fanti, e di cavalli. 39. E gli comando di andare verso la Giudea, e gli diede commissione di riedificare Gedor, e di fortificare le porte della città, e di domare il popolo de' Giudei. E il re dava dietro a Trifone. 40. E Cendebeo arrivò a Jamnia, e cominciò a vessare il popolo, e a desolar la Giudea, e far degli schiavi, e trucidare la gente: e fortificava Gedor. 41. E ivi collocò i soldati a cavallo e i fanti, i quali uscivan fuori a fare scorrerie per la Giudea secondo gli ordini del re.