Giovedì 1 Luglio 2027

Piano di lettura

Giovedì della XIII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Gen 18,1-15

1. E il Signore apparve ad Abramo nella valle di Mambre, mentr'ei sedeva all'ingresso del suo padiglione nel maggior caldo del giorno. 2. E avendo egli alzati gli occhi, gli comparvero tre uomini, che gli stavano dappresso; e veduti che gli ebbe, corse loro incontro dall'ingresso del padiglione, e adorò fino a terra. 3. E disse: Signore, se io ho trovato grazia dinanzi a te, non lasciar indietro il tuo servo: 4. Ma io porterò un po' di acqua, e lavate i vostri piedi, e riposatevi sotto quest'albero. 5. E vi presenterò un pezzo di pane, affinché ristoriate le vostre forze, e poi ve n'anderete: imperocché per questo siete venuti verso il vostro servo. E quelli dissero: Fa', come hai detto. 6. Andò in fretta Abramo da Sara, e le disse: Fa' presto, impasta tre sati di fior di farina, e fanne delle schiacciate da cuocer sotto la cenere. 7. Ed egli corse all'armento, e ne tolse un vitello il più tenero, e grasso, e lo diede ad un servo, il quale ben tosto lo ebbe cotto. 8. Prese anche del burro, e del latte, e il vitello cotto, e ne imbandì loro la mensa: ed egli se ne stava in piè presso di loro sotto l'albero. 9. E quelli mangiato che ebbero, dissero a lui: Dov'è Sara tua moglie? Egli rispose: Ella è qui nel padiglione. 10. E a lui disse (uno di quelli): Tornerò nuovamente a te di questa stagione, vivendo tu; e Sara tua moglie avrà un figliuolo. La qual cosa avendo udita Sara di dentro alla porta del padiglione, rise. 11. Imperocché ambedue erano vecchi, e d'età avanzata, e Sara non aveva più i corsi ordinarii delle donne. 12. Or ella rise in suo segreto dicendo: Dopo che io sono vecchia, e il mio signore è cadente, ridiverrò io giovinetta? 13. Ma il Signore disse ad Abramo: Perché mai ha riso Sara, dicendo: Son io per partorire da vecchia? 14. V'ha egli cosa difficile a Dio? Tornerò a te secondo la promessa fatta in questa stagione, vivendo tu, e Sara avrà un figliuolo. 15. Negò Sara, e piena di paura disse: Non ho riso. Ma il Signore: Non è così, disse: perocché tu hai riso.

Salmo Responsoriale

Sal 49,1-8.12-15

1. Salmo per Asaph. Il Dio degli dei, il Signore ha parlato, e ha chiamata la terra, dall'oriente fino all'occaso: 2. Da Sionne (apparirà) lo splendore di sua magnificenza. 3. Manifesto verrà Iddio, il nostro Dio, e non istarà in silenzio. Innanzi a lui un fuoco ardente, e con questo fuoco un turbine violento. 4. Chiamerà di lassù il cielo, e la terra a giudicare il suo popolo. 5. Congregate a lui tutti i suoi santi, i quali fermaron con lui alleanza per mezzo de' sagrifizj. 6. E i cieli annunzieranno la giustizia di lui, perché il giudice è Dio. 7. Ascolta, popol mio, e io parlerò; Israele (ascolta), e io spiegherommi con te: Dio io sono, e tuo Dio: 8. Non ti riprenderò per ragion de' tuoi sagrifizj, e i tuoi olocausti sono sempre dinanzi a me. 12. Se io avessi fame a te noi direi; imperocché mia è la terra, e quello, che la riempie. 13. Mangerò io forse le carni de' tori? O beverò io il sangue de' montoni? 14. Offerisci a Dio sagrifizio di lode, e le promesse adempi fatte da te all'Altissimo. 15. E invocami nel giorno della tribolazione: ti libererò, e tu darai a me gloria.

Vangelo

Mt 9,1-8

1. E montato in una piccola barca ripassò il lago, e andò nella sua città. 2. Quand'ecco gli presentarono un paralitico giacente nel letto. E veduta Gesù la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, confida, ti son perdonati i tuoi peccati. 3. E subito alcuni degli Scribi dissero dentro di se: Costui bestemmia. 4. E avendo Gesù veduti i loro pensieri, disse: Perché pensiate voi male in cuor vostro? 5. Che è più facile di dire: Ti sono perdonati i tuoi peccati, o di dire: sorgi e cammina? 6. Or affinché voi sappiate, che il figliuol dell'uomo ha la potestà sopra la terra di rimettere i peccati: Sorgi, disse egli allora al paralitico, piglia il tuo letto, e vattene a casa tua. 7. Ed egli si rizzò, e andossene a casa sua. 8. Ciò vedendo le turbe si intimorirono, e glorificarono Dio, che tanta potestà diede ad uomini.

Lettura Complementare

Gdt 11,1-21; 12,1-20

Piano triennale — Anno B

1. Allora Oloferme le disse: Sta di buon animo, e bandisci dal cuore ogni timore: perocchè io non ho mai fatto male a persona, che abbia voluto assoggettarsi al re Nabucodonosor. 2. E se il tuo popolo non mi avesse disprezzato, non avrei impugnata la lancia contro di lui. 3. Or tu dimmi per qual motivo gli hai abbandonati, e hai eletto di venire tra noi? 4. E Giuditta gli disse: Pon mente alle parole della tua serva; perocchè se tu farai secondo le parole della tua serva, il Signore ti darà prospero successo. 5. Viva Nabucodonosor re della terra, viva la sua possanza, che è nelle tue mani per gastigare tutti gli erranti perocchè non solo gli uomini servono per te a lui, ma anche le bestie de' campi l'obbediscono. 6. Imperocchè la prudenza dell'animo tuo è celebrata presso tutte le genti, e tutto il mondo sa, che tu solo sei il buono, e il possente in tutto il suo regno, e in tutte le provincie vien esaltato il tuo buon governo. 7. Non si ignora quello, che fu detto da Achior, nè quello, che ordinasti che a lui fosse fatto. 8. Imperocchè costante cosa ella è, che il nostro Dio è talmente sdegnato pe' nostri falli, che a fatto pe' suoi profeti sapere al popolo, che egli pe' suoi peccati lo lascia in abbandono. 9. E perchè sanno i figliuoli d'Israele come hanno offeso il loro Dio, il timore, che hanno di te, li conquide. 10. Oltre a ciò sono ridotti alla fame, e per la mancanza di acqua sono già divenuti come morti. 11. Onde hanno ordinato, che si uccidano i bestiami per bere il loro sangue: 12. E le cose consacrate al Signore Dio loro, le quali Dio ha ordinato, che non si tocchino sia frumento, sia vino, e olio, han pensato di adoperarle e consumarle, quantunque non sia loro permesso neppur di stendere ad esse la mano: tali cose adunque facendo quegli, anderanno certamente in perdizione. 13. E a ciò pensando io tua serva, son fuggita da loro, e il Signore mi ha mandato a svelarti queste medesime cose. 14. Perocchè io tua serva adoro Dio anche adesso che son presso di te; e uscirà fuora la tua serva a fare orazione a Dio, 15. Ed ei mi dirà in qual punto vorrà punirli del loro peccato, e io verrò ad avvisartene, ond'io stessa ti condurrò nel mezzo di Gerusalemme, e vedrai il popolo tutto d'Israele, come pecore senza pastore, e neppur un cane abbaierà contro di te. 16. Perocchè tutto ciò ha rivelato a me la providenza di Dio. 17. E perchè Dio è sdegnato con essi, sono io mandata ad annunziarti tali cose. 18. Or tutto questo ragionamento fece piacere ad Oloferme, e alla sua gente, e ammiravano la tua saviezza, e dicevano l'uno all'altro: 19. Non v'ha al mondo donna simile a lei in avvenenza, in bellezza, e in sensato parlare. 20. E Oloferne le disse: Bene ha fatto il Signore, il quale ti ha mandata innanzi al popolo, affinchè tu lo rimetta nelle nostre mani. 21. E siccome la tua promessa è leale, se il tuo Dio farà tal cosa in mio favore, egli sarà anche mio Dio, e tu sarai grande nella casa di Nabucodonosor, e il tuo nome sarà celebre per tutta la terra. 1. Allora egli ordinò, che fosse condotta dove stavano i suoi tesori, e ordinò, che ivi ella stesse, e stabilì quello, che doveva esserle portato dalla sua mensa. 2. Ma Giuditta rispose a lui, e disse: Io non posso adesso mangiare di quello, che tu ordini, che mi sia dato, affinchè non venga l'ira sopra di me; mangerò di quelle cose, che meco ho portate. 3. E Oloferne disse a lei. E quando non avrai più di quelle cose, che hai portate, cosa faremo? 4. E Giuditta disse: Giuro per la tua vita signore mio, che non consumerà la tua serva tutto quello, che ha portato, prima che Dio eseguisca per mezzo mio quello, che ho in mente. E i servi di lui la menarono al padiglione assegnatole. 5. E in entrando ella chiese la permissione di uscir fuora la notte, e avanti giorno adorare, e invocare il Signore. 6. E quegli comandò agli uscieri, che la lasciassero andare, e venire come le era in grado ad adorare il suo Dio per tre giorni. 7. Ed ella andava la notte nella valle di Betulia, e si lavava a una fontana. 8. E nel ritorno pregava il Signore Dio d'Israele, che dirigesse i suoi passi alla liberazione del popolo suo. 9. E rientrata nel padiglione purificata, ivi si stava sino a tanto che si ristorava sulla sera. 10. Ed avvenne, che il quarto di Oloferne diede una cena a suoi servi, e disse a Vagao, suo eunuco: Va, ed esorta quell'Ebrea, che spontaneamente si risolva a coabitare con me. 11. Perocchè è cosa vergognosa tra gli Assiri, che una donna si burli di un uomo, facendo in guisa che da lui se ne parta senza fare suo piacere. 12. Allora Vagao entrò da Giuditta, e disse: Non abbi ritrosìa, o buona fanciulla divenire al signore mio per essere onorata da lui, e per mangiare con lui, e bere in allegria. 13. E Giuditta a lui. Chi son io, che ardisca di contraddire al mio signore? 14. Io farò tutto quello, che buono, e meglio parrà a lui: e tutto quello, che piacerà a lui sarà il meglio per me per tutti i giorni della mia vita. 15. E si alzò, e si adornò delle sue vesti, e andò a presentarsi dinanzi a lui. 16. E il cuore di Oloferne si scosse: perocché egli ardeva di desiderio di possederla. 17. E disse a lei Oloferne: Bevi ora, e mangia allegramente; perocchè hai trovata grazia dinanzi a me. 18. E Giuditta disse: Io berò o signore, perocchè in questo giorno io mi trovo glorificata più che in tutto il resto della mia vita. 19. E prese ella, e mangio, e bevve dinanzi a lui quello, che le era stato preparato dalla sua serva, 20. E Oloferne le fece gran festa, e bevve del vino for misura, quanto non avea mai bevuto a suoi giorni.