12. Adesso adunque, dice il Signore, convertitevi a me con tutto il cuor vostro, nel digiuno, nelle lagrime, e nei sospiri; 13. E spezzate i cuori vostri, e non le vostre vesti, e convertitevi al Signore Dio vostro, perchè egli è benigno, misericordioso, e paziente, e di molta clemenza, e portato a rivocare il gastigo; 14. Chi sa, che egli non si cangi, e ci perdoni, e dietro a se lasci benedizione e onde offerir sagrifizio, e libagione al signore Dio vostro. 15. Suonate la tromba in Sion, intimate il digiuno santo, convocate l'adunanza; 16. Raunate il popolo, purificate tutta la gente, raunate i seniori, fate venire i fanciulli, e i bambini di latte: esca lo sposo dal letto nuziale, e dal talamo suo la sposa. 17. Tral vestibolo, e l'altare piangano i sacerdoti ministri del Signore, e dicano: Perdona, o Signore, perdona al tuo popolo; e non abbandonare all'obbrobrio la tua eredità sotto il dominio delle nazioni. Avrann' elleno a poter dire le genti: Il Dio loro dov'è? 18. Il Signor ha amore per la sua terra, ed ha perdonato al suo popolo.
Salmo Responsoriale
Sal 50,1-4.10-12.15
1. Salmo di Davidde: quando andò a trovarlo il profeta Nathan, allorché egli si accostò a Bethsabea. Abbi misericordia di me, o Dio, secondo la grande tua misericordia. 2. E secondo le molte operazioni di tua misericordia scancella la mia iniquità. 3. Lavami ancor più dalla mia iniquità, e mondami dal mio peccato; 4. (Perocché io conosco la mia iniquità, e il mio peccato mi sta sempre davanti; 10. Rivolgi la tua faccia da' miei peccati, e cancella tutte le mie iniquità. 11. In me crea, o Dio, un cuor mondo, e lo spirito retto rinnovella nelle mie viscere. 12. Non rigettarmi dalla tua faccia, o non togliere da me il tuo santo Spirito, 15. Liberami dal reato del sangue, o Dio, Dio di mia salute, e la mia lingua, canterà con gaudio la tua giustizia.
Seconda Lettura
2Cor 5,20-6,2
20. Facciamo adunque le veci di ambasciadori per Cristo, quasi esortandovi Dio per mezzo di noi. Vi scongiuriamo per Cristo, riconciliatevi con Dio; 21. Il quale fece per noi peccato colui, che non conobbe peccato, affinchè noi diventassimo in lui giustizia di Dio. 1. Or come cooperatori noi ti esortiamo, che non riceviate in vano la grazia, di Dio. 2. Imperocché egli dice: ti esaudii nel tempo accettevole, e nel giorno di salute ti porsi soccorso. Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salute:
Vangelo
Mt 6,1-6.16-18
1. Badate di non fare le vostre buone opere alla presenza degli uomini col fine d'esser veduti da loro: altrimenti non ne sarete rimunerati dal Padre vostro, che è ne' cieli. 2. Quando adunque farai limosina, non sonar la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe, e nelle piazze per essere onorati dagli uomini: vi dico in verità, che costoro hanno già ricevuto la loro mercede, 3. Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel, che fa la tua destra: 4. Dimodochè la tua limosina sia segreta: e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà egli la ricompensa. 5. E allorché orate, non fate come gl'ipocriti, i quali amano di stare a orare nelle sinagoghe, e a' capi delle strade, affine di essere osservati dagli uomini: in verità io vi dico, che hanno ricevuto la loro ricompensa. 6. Ma tu, quando fai orazione, entra nella tua camera, e chiusa la porta, prega in segreto il tuo Padre: e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne renderà la ricompensa. 16. Quando poi digiunate, non vogliate far i malinconici, come gl' ipocriti: imperocché questi sfigurano il proprio volto, affin di dare a conoscere agli uomini, che digiunano. In verità io vi dico, che han ricevuto la loro mercede. 17. Ma tu, quando digiuni, profumati la testa, e lavati la faccia; 18. Affinchè il tuo digiuno sia noto non agli uomini, ma al tuo Padre celeste, il quale sta nel segreto: e il Padre tuo, il quale vede in segreto, te ne darà la ricompensa.
Lettura Complementare
Gb 31,1-40
Piano triennale — Anno B
1. Feci patto cogli occhi miei di non pensar neppure a una vergine. 2. Perocché qual comunicazione avrebbe con me di lassù Iddio, e come avrebbe possesso di me l'Onnipotente dall'alto? 3. Non è ella stabilita pe' malvagi la perdizione, e la diseredazione per quelli, che commettono l'iniquità? 4. Non istà egli attento a tutti i miei andamenti, e non conta egli tutti i miei passi? 5. Se io amai la menzogna, e se i miei piedi corsero a tessere degli inganni. 6. Mi pesi Dio sulla sua giusta bilancia, e conosca la mia schiettezza. 7. Se torsero dalla retta via i miei passi, e se dietro a' miei occhi se n'andò il mio cuore, e macchia si attaccò alle mie mani, 8. Semini io, e un altro si mangi il frutto, e sia sradicata la mia progenie. 9. Se fu sedotto il mio cuore per amore di donna, e se insidiai alla porta del mio amico, 10. Sia svituperata da un altro la mia consorte, e serva alla libidine altrui. 11. Perocché questa è scelleraggine orrenda, e grandissima iniquità. 12. Ella è fuoco che brugerà sino all'esterminio, e che tutti estirpa i rampolli. 13. Se io sdegnai di venire a discussione col mio servo, e colla mia serva, quando si querelavan di me; 14. Perocché come farei io allorché il Signore si alzerà a far giudizio? e quando mi interrogherà, che potrò io rispondergli? 15. Non fece egli me chi fece anche lui; e forse quell'uno non ci formò nel sen della madre? 16. Se negai a' poveri quello che domandavano, e se delusi l'espettazione della vedova. 17. Se il mio pane mangiai da me solo, e non ne feci parte al pupillo: 18. Perocché dall'infanzia meco crebbe la misericordia, e meco uscì dal sen, di mia madre. 19. Se disprezzai colui, che periva, perché non avea da coprirsi, e il povero, ch'era ignudo. 20. Se non mi han date benedizioni i suoi fianchi, e se egli non fu riscaldato dalla lana delle mie pecore: 21. Se la mano alzai contro il pupillo, anche quando mi vedea superiore alla porta; 22. Si stacchi il mio omero dalla sua giuntura, e il mio braccio si spezzi colle sue ossa. 23. Perocché temei sempre Dio, come una piena di acque sospesa sopra di me, e la maestà di lui non poteva io sostenere. 24. Se il poter mio credetti che consistesse nell'oro, e se all'oro fino io dissi: Confido in te. 25. Se mia consolazione riposi nelle mie molte ricchezze, e ne' molti acquisti fatti colle mie mani. 26. Se al sole alzai gli occhi quando vibrava splendori, e alla luna quand'era più chiara: 27. E si rallegrò segretamente il cuor mio, e la mia mano portai alla bocca per baciarla: 28. Lo che è delitto grandissimo, ed è un rinnegare l'altissimo Iddio. 29. Se mi rallegrai della rovina di chi mi odiava, e festeggiai pel male, in cui era caduto. 30. Perocché non permisi che la mia lingua peccasse col mandare imprecazioni contro la vita di lui. 31. Se la gente della mia casa non dicevano: Chi ci darà, a mangiare dello sue carni? 32. Non istette il pellegrino allo scoperto; la mia porta fu aperta al passaggero. 33. Se, qual suole l'uomo; io ascosi il mio peccato, e celai nel mio seno l'iniquità: 34. Se la gran turba m'intimidì, e se mi spaventò il disprezzo dei parenti, e se non piuttosto mi tacqui, e non uscii di mia casa. 35. Chi mi darà uno che mi ascolti, e che i miei desiderj esaudisca l'Onnipotente, e colui che giudica scriva egli il libello; 36. Affinchè sull'omero mio io lo porti, e me l'avvolga alla testa qual diadema? 37. Lo reciterei a parte a parte, e lo presenterei a lui, come a mio principe. 38. Se la mia terra grida contro di me, e se con lei piangono i solchi: 39. Se senza pagarne il prezzo ho io mangiati i suoi frutti, e afflissi l'anima di quelli, che la coltivano: 40. Nascano per me triboli in vece di grano, e spine in cambio di orzo.