Prima Lettura
Gal 4,22-24.26-27.31
22. Imperocché sta scritto, che Abramo ebbe due figliuoli, uno della schiava, e uno della libera. 23. Ma quello della schiava nacque secondo la carne: quello poi della libera in virtù della promessa: 24. Le quali cose sono state dette per allegoria. Imperocché questi sono i due testamenti, uno del monte Sinai che genera schiavi: questo è Agar: 26. Ma quella, che è lassuso Gerusalemme, ella è libera; e dessa è la madre nostra. 27. Imperocché sta scritto: rallegrati, o sterile, che non partorisci: prorompi in laudi, e grida tu, che non se' feconda: imperocché molti più sono i figliuoli della abbandonata, che di colei, che ha marito. 31. Per la qual cosa, o fratelli, noi non siamo figliuoli della schiava, ma della libera, e di quella libertà, a cui Cristo ci ha affrancati.
Salmo Responsoriale
Sal 97,1-4
1. Salmo dello stesso Davidde. Cantate al Signore un cantico nuovo, perché mirabili cose egli ha fatto. 2. La destra di lui, e il suo braccio santo si operarono la salute. 3. Il Signore ha manifestata la sua salute: ha rivelata la sua giustizia agli occhi delle nazioni. 4. Si è ricordato della sua misericordia, e della sua verità a favor della casa di Israele. Gli ultimi confini della terra hanno tutti veduto la salute del nostro Dio.
Vangelo
Lc 11,29-32
29. E affollandosi intorno a lui le turbe, cominciò a dire: Questa generazione è una perversa generazione: domanda un segno; ma segno non saralle concesso, fuori di quello di Giona profeta. 30. Imperocché siccome Giona fu un segno pe' Niniviti: così il Figliuolo dell'uomo sarà un segno per questa generazione. 31. La regina del mezzogiorno si leverà suso nel giudizio contro gli uomini di questa generazione, e li condannerà: perché ella venne dalle estreme parti della terra per udir la sapienza di Salomone: ed ecco qui più che Salomone. 32. I Niniviti si leveranno suso nel giudizio contro di questa generazione, e la condanneranno: perché essi fecero penitenza alla predicazione di Giona, ed ecco qui più che Giona.
Lettura Complementare
Pr 29,1-27
Piano triennale — Anno B
1. ALL'uomo di dura cervice, che disprezza chi lo corregge, sopravverrà repentina la perdizione, e non vi sarà rimedio per lui. 2. La moltiplicazione da' giusti sarà la letizia del popolo: quando gli empj prenderan le redini del principato, il popolo avrà da gemere. 3. Colui che ama la sapienza, da consolazione al padre suo: ma colui che pasce le meretrici dissiperà le sue sostanze. 4. Il re giusto felicita lo stato; l'uomo avaro il distrugge. 5. L'uomo che tiene un linguaggio finto, e di adulazione col suo amico, tende una rete a' suoi piedi. 6. L'uom peccatore, e iniquo cadrà al laccio: e il giusto canterà, e farà festa. 7. Il giusto ha a cuore la causa de' poveri: l'empio non se v'informa. 8. Gli uomini malvaggi son la rovina della città: i sapienti la salvano dall'ira. 9. L'uomo sapiente se viene a contesa collo stolto, o vada in collera, o rida, non avrà pace. 10. Gli uomini sanguinati odiano l'uomo semplice, ma i giusti cercano di salvarlo. 11. Lo stolto mette fuora tutto il suo spirito: il saggio va adagio, e si serba qualche cosa pell'avvenire. 12. Il principe che ascolta volentieri le menzogne, non ha se non empj ministri. 13. Il povero, e il suo creditore si vanno incontro l'uno all'altro: ad ambedue ha data la luce il Signore. 14. Se il re fa giustizia a poveri secondo la verità, il suo trono sarà stabile in eterno. 15. La verga, e la correzione danno saggezza; ma il fanciullo abbandonato a' suoi voleri è di rossore a sua madre. 16. Saran moltiplicate le scelleraggini colla moltiplicazione degli empj: e i giusti vedranno le loro rovine. 17. Istruisci il tuo figliuolo, ed egli ti recherà consolazione, e sarà la delizia dell'anima tua. 18. Quando la profezia verrà meno, il popolo sarà dissipato; ma colui che custodisce la legge, è beato. 19. A istruire un animo servile non bastano le parole: perocché egli intende quello, che tu dici, ma non si degna di rispondere. 20. Hai tu veduto un uomo, che corre a furia a parlare? Si può sperare, che si corregga la stoltezza piuttosto che egli. 21. Chi delicatamente nutrisce il suo servo fin dall'infanzia, lo proverà poi contumace. 22. L'uomo iracondo attizza risse, e chi è facile a dare in escandescenze sarà più proclive a peccare. 23. L'umiliazione va dietro al superbo, la gloria abbraccerà l'umile di spinto. 24. Chi fa società col ladro, odia l'anima sua: sente chi gli da il giuramento, e non confessa. 25. Chi ha timore dell'uomo caderà ben presto: chi spera nel Signore sarà esaltato. 26. Molti cercano il favore del principe: ma dal Signore dee venire il giudizio di ciascheduno. 27. I giusti hanno in abbominazione gli empj, e gli empj hanno in abominazione quelli, che sono nella buona strada. Il fanciullo, che tien conto di questa parola, sarà sicuro dalla perdizione.