Lettura Complementare
Gb 42,4; 42,7-11 + Ct 1,1-16
Piano triennale — Anno B
4. Ascolta, ed io parlerò; io ti interrogherò, e tu rispondimi. 7. Or dopo che il Signore ebbe dette a Giobbe quelle parole, egli disse ad Eliphaz di Theman: Io sono altamente sdegnato contro di te, e contro i due tuoi amici, perocché non avete parlato con rettitudine dinanzi a me, come Giobbe mio servo. 8. Prendetevi adunque sette tori, e sette arieti, e andate a trovar Giobbe mio servo, e offerite olocausto per voi; e Giobbe mio servo farà orazione per voi; e in grazia di lui non sarà imputata a voi la vostra stoltezza: perocché voi non avete parlato di me con rettitudine, come Giobbe mio servo. 9. Andarono adunque Eliphaz di Theman, e Baldad di Sueh, e Sophar di Naamath, e fecero quanto avea detto loro il Signore, e si placò il Signore in grazia di Giobbe. 10. E oltre a ciò il Signore si mosse a compassione di Giobbe mentre ei pregava pe' suoi amici; e rendette il Signore a Giobbe il doppio di tutto quello, che egli avea posseduto per l'innanzi. 11. E andarono a ritrovarlo tutti i suoi fratelli, e tutte le sue sorelle, e tutti quelli, che prima l'avean conosciuto, e mangiarono con lui nella sua casa, e scuotevano il capo sopra di lui, e lo consolavano di tutte le tribolazioni mandate a lui dal Signore, e ognuno di essi diede a lui una pecora, e un orecchino di oro. 1. Ma i baci egli col bacio della sua bocca; perocché migliori sono del vino le tue mammelle, che spiran fragranza di ottimi unguenti. 2. Olio sparso è il tuo nome: per questo le fanciulle ti amarono. 3. Traimi tu dietro a te, correremo noi all'odore de' tuoi profumi. M'introdusse il Re ne' suoi penetrali: esulteremo, e ci allegreremo in te, ripensando alle tue mammelle migliori del vino: Te amano i giusti. 4. Negra son io, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Cedar, ma bella come i padiglioni di Salomone. 5. Non badate, che io sia bruna: perocché il sole mi fe' cangiar di colore. I figli della madre mia mi fecero guerra. Mi dettero a custodir delle vigne: la vigna mia non fu custodita da me. 6. Fammi sapere, o amore dell'anima mia, il luogo de' tuoi paschi, il luogo, dove in sul meriggio riposi, perch'io non cominci d'andar vagando dietro a' greggi de' tuoi compagni. 7. Se tu non conosci te stessa, o bellissima tralle donne, esci fuora, e vai dietro alle pedate de' greggi, e pasci i tuoi capretti presso ai padiglioni dei pastori. 8. A' miei destrieri nei cocchi di Faraone io ti rassomiglio, o mia Diletta. 9. Belle son le tue guance come di tortorella: il collo tuo come monili. 10. Noi ti faremo delle piccole murene a oro punteggiate d'argento. 11. Mentre il re stavasi alla sua mensa, il mio nardo spirò il suo odore. 12. Mazzetto di mirra (è) a me il mio diletto: si starà sempre al mio seno. 13. Il mio Diletto (è) a me un grappolo di cipro delle vigne d'Engaddi. 14. Bella veramente se' tu, o mia Diletta: bella veramente se' tu, gli occhi tuoi son di colomba. 15. Bello veramente se' tu, o mio diletto le pieno di grazia: il talamo nostro è fiorito: 16. Delle nostre case le travi (sono) di cedro, le soffitte di cipresso.