Sabato 26 Novembre 2022

Piano di lettura

Sabato della XXXIII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Ap 11,4-12

4. Questi sono i due ulivi, e i due cancellieri posti davanti al Signore della terra. 5. E se alcuno vorrà offenderli, uscirà fuoco dalle loro bocche, che divorerà i lor nemici: imperocché in tal guisa fa d'uopo, che sia ucciso chi vorrà far loro alcun male. 6. Questi hanno potestà di chiudere il cielo, sicché non piova nel tempo del lor profetare: e hanno potestà sopra le acque, per cangiarle in sangue, e di percuoter la terra con qualunque piaga, ogni volta che vogliano. 7. Finito poi che abbian di rendere testimonianza, la bestia, che vien su dall'abisso, muoverà ad essi guerra, e gli supererà, e gli ucciderà. 8. E i corpi loro giaceranno nella piazza della città grande, che si chiama spiritualmente Sodoma, ed Egitto, dove anche il Signore di essi fu crocifisso. 9. E gente di ogni tribù, popolo, lingua, nazione vedranno i loro corpi per tre dì e mezzo: e non permetteranno, che i loro corpi siano seppelliti. 10. E gli abitanti della terra goderanno, e si rallegreranno sopra di essi: e sì manderanno vicendevolmente de' presenti, perché questi due profeti hanno dato tormento agli abitatori della terra. 11. Ma dopo tre giorni, e mezzo lo spirito di vita, che vien da Dio, entrò in essi. E si alzarono in piedi, e un timore gagliardo cadde sopra chi gli vide. 12. E udirono una gran voce dal cielo, che disse loro: salite quassù. E salirono in una nuvola al cielo: e gli videro i loro nemici.

Salmo Responsoriale

Sal 9,1-3.5

1. Te io loderò, o Signore, con tutto il mio cuore; racconterò tutte lo tue meraviglie. 2. In te mi rallegrerò, e tripudierò, canterò inni al tuo nome, o Altissimo. 3. Perché tu hai messo in fuga il mio nemico: ei diverranno impotenti, e dal tuo cospetto saran dissipati. 5. Tu hai sgridate le nazioni, e l'empio è ito in rovina: hai cancellato il nome loro in eterno, e per tutti i secoli.

Vangelo

Lc 20,27-40

27. E si fecer innanzi alcuni de' Sadducei, i quali negano, che siavi risurrezione, e gli fecero un quesito, 28. Dicendo: Maestro, ha lasciato a noi scritto Mosè, che ove venga a morire ad alcuno un fratello ammogliato, che sia senza figliuoli, il fratello sposi la moglie di lui, e dia discendenza al fratello. 29. Egli erano adunque sette fratelli: e il primo prese moglie, e morì senza figliuoli; 30. E il secondo sposò la donna, e morì anch'egli senza figliuoli. 31. E il terzo la sposò. E il simil fecero tutti gli altri, e non lasciaron figliuoli, e morirono. 32. Morì dopo di tutti anche la donna. 33. Nella risurrezione adunque chi di essi avralla in moglie? Conciossiaché ella è stata moglie di tutti sette. 34. E Gesù disse loro: Tra i figliuoli di questo secolo vi è moglie, e marito: 35. Ma coloro, che saran giudicati degni di quell'altro secolo, e di risorger da morte, né si ammogliano, né si maritano: 36. Conciossiaché non potranno più morire: perché sono simili agli Angeli, e sono figliuoli di Dio, essendo figliuoli della risurrezione. 37. Che poi siano per risuscitare i morti, dimostrollo anche Mosè presso al roveto, chiamando il Signore il Dio di Abramo, e il Dio di Isacco, e il Dio di Giacobbe. 38. Or ei non è il Dio de' morti, ma de' vivi: imperocché per lui tutti sono vivi. 39. E alcuni degli Scribi preser la parola, e gli dissero: Maestro, hai parlato bene. 40. E nissuno più ardiva di interrogarlo.

Lettura Complementare

1Cor 11,27-32; 11,34; 12,1-2; 13,1-13

Piano triennale — Anno C

27. Per la qual cosa chiunque mangerà questo pane, o berà il calice del Signore indegnamente: sarà reo del corpo, e del sangue del Signore. 28. Provi perciò l'uomo se stesso: e così mangi di quel pane, e beva di quel calice. 29. Imperocché chi mangia, e beve indegnamente, si mangia, e beve la condannazione: non distinguendo il corpo del Signore. 30. Per questo molti tra voi sono infermi, e senza forze, e molti dormono. 31. Imperocché se ci giudicassimo da noi stessi, non saremmo certamente giudicati. 32. Ma quando siam giudicati, siamo gastigati dal Signore, affinché non siamo condannati con questo mondo. 34. Se uno ha fame, mangi a casa: onde non vi raduniate per essere condannati. Alle altre cose poi, tenuto che io sia, darò ordine. 1. Riguardo poi ai doni spirituali non voglio, che voi, o fratelli, siete nell'ignoranza. 2. Or voi sapete, che essendo voi gentili, concorrevate ai muti simolacri secondo che vi eravate condotti. 1. Quand'io parlassi le lingue degli uomini, e degli Angeli, se non ho la carità, sono come un bronzo suonante, o un cembalo squillante. 2. E quando avessi la profezia, e intendessi tutti i misterj, e tutto lo scibile: e quando avessi tutta la fede, talmente, che trasportassi le montagne, se non ho la carità, sono un niente. 3. E quando distribuissi in nudrimento de' poveri tutte le mie facoltà, e quando sacrificassi il mio corpo ad esser bruciato, se non ho la carità nulla mi giova. 4. La carità è paziente, e benefica: la carità non è astiosa, non è insolente, non si gonfia, 5. Non è ambiziosa, non cerca il proprio interesse, non si muove ad ira, non pensa male, 6. Non gode dell'ingiustizia, ma fa suo godimento del godimento della verità: 7. A tutto s'accomoda, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8. La carità mai vien meno: ma le profezie passeranno, e cesseranno le lingue, e la scienza sarà abolita. 9. Imperocché imperfettamente conosciamo, e imperfettamente profetiamo. 10. Venuto poi che sia quello, che è perfetto, sarà rimosso quello, che è imperfetto. 11. Allorché io ero bambino, parlava da bambino, aveva gusti da bambino, pensava da bambino. Divenuto poi uomo, ho mandato via quelle cose, che erano da bambino. 12. Veggiamo adesso a traverso di uno specchio, per enimma: allora poi faccia a faccia. Ora conosco in parte: allora poi conoscerò in quel modo stesso, ond'io son pur conosciuto. 13. Ora poi resta la fede, la speranza, la carità, queste tre cose: la più grande però di queste è la carità.