Prima Lettura
Tt 3,1-7
1. Rammenta loro, che siano soggetti ai principi, e alle potestà, che siano ubbidienti, che siano pronti ad ogni buona opera: 2. Che non dican male di alcuno, che non siano amanti delle liti, ma modesti, e che tutta la mansuetudine dimostrino l'uso di tutti gli uomini. 3. Imperocché eravamo una volta anche noi stolti, increduli, erranti, schiavi delle cupidità, e di varj piaceri, viventi nella malizia, e nell'invidia, degni d'odio, e odiando altrui. 4. Ma allorché apparve la benignità, e l'amore del salvatore Dio nostro; 5. Non per le opere di giustizia fatte da noi, ma per sua misericordia ci fece; salvi mediante la lavanda di rigenerazione, e di rinnovellamento dello Spirito santo, 6. cui egli diffuse in noi copiosamente per Gesù Cristo salvator nostro: 7. Affinchè giustificati per la grazia di lui siamo secondo la speranza eredi della vita eterna.
Vangelo
Lc 17,11-19
11. E avvenne, che nell'andare a Gerusalemme passava per mezzo alla Samaria, e alla Galilea. 12. E stando per entrare in un certo villaggio, gli andarono incontro dieci uomini lebbrosi, i quali si fermarono in lontananza: 13. E alzaron la voce, dicendo: Maestro Gesù, abbi pietà di noi. 14. E miratili, disse: Andate, a farvi vedere da' Sacerdoti. E nel mentre, che andavano, restarono sani. 15. E uno di essi accortosi di essere restato mondo, tornò indietro, glorificando Dio ad alta voce: 16. E si prostrò per terra a' suoi piedi, rendendogli grazie: ed era costui un Samaritano. 17. E Gesù disse: Non son eglino dieci que', che son mondati? E i nove dove sono? 18. Non si è trovato, chi tornasse, e gloria rendesse a Dio, salvo questo straniero. 19. E a lui disse: Alzati, vattene: la tua fede ti ha salvato.
Lettura Complementare
Rm 3,31; 4,9-12; 4,14-15; 6,1-2; 7,1-17
Piano triennale — Anno C
31. Distruggiamo noi adunque la legga con la fede? Mai no: anzi confermiamo, la legge. 9. Questa beatitudine adunque è ella solamente pe' circoncisi, ovvero anche per gli incirconcisi? Imperocché noi diciamo, che fu ad Abramo imputata a giustizia la fede. 10. Come adunque fu ella imputata? Dopo la circoncisione, o prima della circoncisione? Non dopo la circoncisione, ma prima di essa. 11. Ed egli ricevette il segnacolo della circoncisione, sigillo della giustizia ricevuta per la fede, prima della circoncisione: onde divenisse padre di tutti i credenti incirconcisi, affinchè sia ad essi pure imputata a giustizia (la fede): 12. E padre sia dei circoncisi, di quegli, i quali non solamente hanno la circoncisione, ma di più seguono le vestigia della fede, che fu in Abramo padre nostro non ancor circonciso. 14. Imperocché se gli eredi son quelli, che vengono dalla legge, fu inutile la fede, è abolita la promessa. 15. Conciossiachè la legge produce l'ira. Attesoché dove non è legge, non è prevaricazione. 1. Che diremo noi adunque? Rimarremo noi nel peccato, affinchè sia abbondante la grazia? 2. Dio ce ne guardi. Imperocché se noi siamo morti al peccato, come viveremo tuttora in esso? 1. Non sapete voi, o fratelli, (imperocché con persone perite della legge io parlo), che la legge all'uomo impera, Uno che egli vive? 2. Imperocché la donna soggetta ad un marito è legata per legge al marito vivente: che se questi venga a morire, è sciolta dalla legge del marito? 3. Per la qual cosa vivente il marito, sarà chiamata adultera, se stia con altro uomo: morto poi il marito, è sciolta dalla legge del marito: onde non sia adultera se stia con altro uomo. 4. Così anche voi, fratelli miei, siete morti alla legge pel corpo di Cristo: affinchè siate di un altro, il quale risuscitò da morte: onde frutti portiamo per Iddio. 5. Imperocché quando noi eravamo (uomini) carnali, le affezioni peccaminose occasionate dalla legge agivano nelle nostre membra per produr frutti di morte: 6. Ma adesso siamo sciolti dalla legge di morte, cui eravamo legati, affinchè serviamo secondo il nuovo spirito, non secondo l'antica lettera. 7. Che diremo adunque? La legge è ella un peccato? Mai no. Ma io non ho conosciuto il peccato, se non per mezzo della legge: imperocché io non conosceva la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non desiderare. 8. Ma il peccato presa occasione da quel comandamento, cagionò in me ogni cupidità. Imperocché senza la legge il peccato era morto. 9. Io poi una volta senza legge vivea. Ma venuto il comandamento, il peccato tornò a rivivere, 10. E io morii: e si trovò, che quel comandamento dato per vita fu morte per me. 11. Imperocché il peccato, presa occasione da quel comandamento, mi sedusse, e per esso mi uccise. 12. Per la qual cosa la legge (è) santa, e il comandamento santo, e giusto, e buono. 13. Una cosa adunque, che è buona, si fe' morte per me? Mai no. Bensì il peccato affinchè apparisca, come il peccato per mezzo di una cosa buona manipolò per me la morte: onde divenisse il peccato eccessivamente peccatore per ragion del comandamento. 14. Imperocché sappiamo, che la legge è spirituale: ma io sono carnale, venduto (schiavo) al peccato. 15. Imperocché quello, che io fo, non intendo: dappoiché non fo il bene, che amo: ma quel male, che odio, quello io fo. 16. Che se fo quello, che non amo: come buona approvo la legge. 17. Adesso poi non lo fo già io, ma il peccato, che abita in me.