14. Per la qual cosa, diletti miei, fuggite l'idolatria: 15. Parlo come a persone intelligenti, giudicate voi di quel, ch'io dico. 16. Il calice della benedizione, cui noi benediciamo, non è egli comunicazione del sangue di Cristo? E il pane, che noi spezziamo, non è egli comunicazione del corpo del Signore? 17. Dappoiché un pane solo, un solo corpo siamo noi molti, quanti di quel solo pane partecipiamo. 18. Mirate Israele carnale: non è egli vero, che quegli, che mangiano dell'ostia, hanno comunione coll'altare? 19. Che dico io adunque? Che sia qualche cosa l'immolato agli idoli? o che qualche cosa sia l'idolo? 20. Ma quello, che le genti immolano, lo immolano ai demonj, e non a Dio. Non voglio che voi siate consorti de' demonj: voi non potete bere il calice del Signore, ed il calice de' demonj. 21. Non potete partecipare alla mensa del Signore, e alla mensa de' demonj. 22. Provochiam noi a emulazione il Signore? Siamo forse di lui più forti? Tutto mi è permesso, ma non tutto è spediente.
Salmo Responsoriale
Sal 112,1-5.7-8
1. Alleluia: lodate Dio. Fanciulli, lodate il Signore, lodate il nome del Signore. 2. Sia benedetto il nome del Signore, da questo punto fino ne' secoli. 3. Dall'oriente fino all'occaso ha da lodarsi il nome del Signore. 4. Il Signore è eccelso presso tutte le genti: e la gloria di lui fin sopra de' cieli. 5. Chi è come il Signore Dio nostro, che abita nell'alto, e delle basse cose tiene cura in cielo, e in terra? 7. Per metterlo a sedere trai principi, tra' principi del suo popolo. 8. Egli la donna sterile fa, che abiti nella casa lieta madre di figli.
Vangelo
Lc 6,43-49
43. Imperocché non è buon albero quello, che fa i frutti cattivi: né cattivo quello, che fa buon frutto. 44. Imperocché ogni albero distinguesi dal suo frutto. Dappoiché nè fichi si colgono dalle spine; né uva vendemmiasi da un roveto. 45. L'uomo dabbene dal buon tesoro del cuor suo cava fuora del bene: e il cattivo uomo da un cattivo tesoro mette fuori del male. Imperocché dall'abbondanza del cuore parla la bocca. 46. Ma e perché dite voi a me, Signore, Signore: e non fate quel, che io vi dico? 47. Chiunque viene a me, e ascoltale mie parole, e le mette in opera, vi spiegherò io, a che rassomigli: 48. Ei rassomiglia a un uomo, che fabbricò una casa, il quale fece scavo profondo, e gettò i fondamenti sul sasso: e venuta l'inondazione, la fiumana andò a urtare la casa, e non potè smuoverla: perché era fondata sopra la pietra. 49. Ma colui, che ascolta, e non fa è simile a un uomo, il quale fabbricò una casa sul suolo senza fondamenti: nella qual (casa) urtò la fiumana, ed ella andò subito giù: e fu grande la rovina di quella casa.
Lettura Complementare
Os 6,7-11; 7,1-16
Piano triennale — Anno C
7. Ma costoro han violato il patto a imitazione di Adamo, ivi hanno prevaricato contro di me. 8. Galaad città di fabbricatori di simulacri inondata di sangue: 9. Sue fauci son come quelle di uomini ladroni, si è unita co' sacerdoti, che uccidono la gente, che si muove da Sichem: scellerate cose hanno fatte. 10. Orribil cosa ho veduta nella casa d'Israele; ivi le fornicazioni di Ephraim: Israele è contaminato. 11. E anche tu, o Giuda: preparati alla messe, finchè io riconduca dalla cattività il mio popolo. 1. Mentre io volea risanare Israele, si scoperse l'iniquità di Ephraim, e la malvagità di Samaria; perocché hanno data opera alla menzogna; i ladri vanno in casa, e gli spogliano, e fuora gli assassini. 2. E non istiano a dire in cuor loro, che io rappello la memoria di tutte le loro malvagità; di presente son essi circondati dalle loro empie invenzioni; queste sono sotto i miei occhi. 3. Colla loro perversità hanno dato piacere al re, e a' principi colle loro menzogne. 4. Son tutti adulteri, son come un forno acceso dal fornaio: la città fu per un poco tranquilla dopo mescolato il lievito, finché il tutto non fu lievitato. 5. È il giorno del nostro re: cominciarono i principi ad impazzire pel troppo bere; ed egli porse la mano a que' buffoni. 6. Apersero a lui il cuor loro come un forno, mentre egli ad essi tendeva insidie: egli riposò tutta notte, quand'ei si cuocevano, la mattina egli fu acceso come ardente fiamma. 7. Furono tutti ardenti come un forno, e divorarono i loro giudici: tutti i loro regi cadder per terra: non havvi tra loro chi alzi la voce verso di me. 8. Ephraim si mescolò colle nazioni. Ephraim diventò come un pane messo sotto la cenere, e non rivoltato. 9. Divorarono gli stranieri le sue ricchezze, ed ei non se n'è accorte, anzi è venuta ben presto a lui la canizie, ed egli non vi pon mente. 10. E Israele co' proprj occhi vedrà umiliata la sua superbia: e non torneranno al Signore Dio loro, e dopo tutte queste cose non cercheranno di lui. 11. Ephraim è divenuto come stolta colomba priva d'intelletto. Invocarono gli Egiziani, andarono a trovare gli Assiri. 12. E quando saranno andati, io stenderò la mia rete sopra di essi, e li trarrò abbasso come un uccello dell'aria, ne farò strage come hanno udito a dire nelle loro adunanze. 13. Guai a costoro, che si son ritirati da me, saran distrutti, perchè hanno peccato contro di me: io fui il loro liberatore, ed eglino proferiron menzogne contro di me. 14. E non alzarono verso di me la voce del loro cuore, ma urlavano nei loro letti; ruminavano sul grano, e sul vino. Son'iti lungi da me. 15. Ed io fui loro istitutore, e io alle braccia loro diedi vigore, ed eglino pensarono a mal fare contro di me. 16. Tornarono a voler essere senza giogo, simili ad un arco infedele. I loro principi periranno di spada, colpa della furiosa lor lingua. Tali furono i loro scherni nella terra di Egitto.