Giovedì 18 Agosto 2022

Piano di lettura

Giovedì della XIX settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Ez 12,1-12

1. Parlommi il Signore, dicendo: 2. Figliuolo dell'uomo, tu abiti in mezzo di una famiglia contumace, che hanno occhi per vedere, e non veggono e orecchie per udire, e non odono; perocché ella è una contumace famiglia. 3. Tu adunque, figliuolo dell'uomo, fa bagaglio per cangiare di paese, e tramenerai (il tuo bagaglio) di giorno alla loro presenza, e passerai da dove sei in altro luogo a vista di essi, se a sorte vi badassero, perchè sono una contumace famiglia. 4. E porterai fuori il tuo bagaglio di giorno sotto i loro occhi, come per cangiar di paese: tu poi partirai alla sera a vista di essi, come uno, che se ne va altrove. 5. Sugli occhi loro fa una apertura nella tua muraglia, ed esci per essa. 6. A vista di essi tu sarai portato su gli omeri altrui, sarai menato via al buio: velerai la tua faccia, e non vedrai la terra: perocché io ti ho fatto portento alla casa d'Israele: 7. Io feci adunque come avea comandato a me il Signore, portai fuori di giorno il mio bagaglio, come chi vuol cambiar di paese, e la sera feci colla mano un'apertura nel muro, e al buio me n'andai, portato sulle altrui spalle veggenti loro. 8. E il Signore parlommi la mattina, e disse: 9. Figliuolo dell'uomo, la famiglia d'Israele, la famiglia contumace non ti ha ella detto: Che è quel, che tu fai? 10. Dì loro: Queste cose dice il Signore Dio: Questo duro annunzio è pel capo, che sta in Gerusalemme, e per tutta la casa dì Israele, che sta nel suo recinto. 11. Dì loro: Io son per voi un portento: come ho fatto io, così sarà fatto a loro: cangeran di paese, e saran fatti schiavi. 12. Il capo, che è tra di loro, sarà portato sugli omeri altrui, uscirà al buio, romperanno la muraglia per metterlo fuora, la faccia di lui sarà velata, affinché non vegga la terra.

Salmo Responsoriale

Sal 118,89-92.95.142

89. LAMED. Stabile in eterno ell'è, o Signore, la tua parola nel cielo. 90. La tua verità per tutte le generazioni: tu fondasti la terra, ed ella sussiste. 91. In virtù del tuo comando continua il giorno: perocché le cose tutte a te ubbidiscono. 92. Se mia meditazione non fosse stata la tua legge, allora forse nella mia afflizione sarei perito. 95. Mi preser di mira i peccatori per ruinarmi: mi studiai di intendere i tuoi insegnamenti. 142. La tua giustizia è giustizia eterna, e la tua legge è verità.

Vangelo

Mt 18,21-19,1

21. Allora accostatosi a lui Pietro gli disse: Signore, fino a quante volte peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette volte? 22. Gesù gli rispose: Non ti dico fino a sette volte; ma fino a settanta volte sette volte. 23. Per questo il regno de' cieli si assomiglia ad un re, il quale volle fare i conti co' suoi servi. 24. E avendo principiato a riveder la ragione, gli fu presentato uno, che gli andava debitore di dieci mila talenti. 25. E non avendo costui il modo di pagare, comandò il padrone, che fosse venduto lui, e sua moglie, e i figliuoli, e quanto aveva, e si saldasse il debito, 26. Ma il servo prostrato lo supplicava cui dire: Abbi meco pazienza, e ti soddisfarò interamente. 27. Mosso il padrone a pietà di quel servo lo liberò condonandogli il debito. 28. Ma partito di li il servo trovò uno de' suoi conservi, che gli doveva cento danari: e presolo per la gola, lo strozzava dicendo: Pagami quello, che devi. 29. E il conservo prostrato ai suoi piedi lo supplicava, dicendo: Abbi meco pazienza, e io ti soddisfarò interamente. 30. Ma quegli non volle; e andò a farlo mettere in prigione, fino a tanto che l'avesse soddisfatto. 31. Ma avendo gli altri conservi veduto tal fatto, grandemente se ne attristarono: e andarono, e riferirono al padrone tutta quel, che era avvenuto. 32. Allora il padrone lo chiamò a se, e gli disse: Servo iniquo, io ti ho condonato tutto quel debito, perché ti sei a me raccomandato: 33. Non dovevi adunque anche tu aver pietà d'un tuo conservo, come io ho avuto pietà di te? 34. E sdegnato il padrone lo dette in mano de' carnefici, perfino a tanto che avesse pagato tutto il debito. 35. Nella stessa guisa farà con voi il mio Padre celeste, se di cuore non perdonerete ciascheduno al proprio fratello. 1. Or finiti che ebbe Gesù questi ragionamenti, si partì dalla Galilea, e andò verso i confini della Giudea di là, dal Giordano.

Lettura Complementare

Ez 34,18-31; 35,1-15

Piano triennale — Anno C

18. Non bastava egli a voi di consumare i buoni pascoli? Voi di più gli avanzi di vostra pastura avete ancor pestati co' vostri piedi, e bevuto avendo acqua purissima, quella, che ne lasciaste, la intorbidaste co' vostri piedi, 19. E le mie pecorelle di quello pascevansi, che avevate voi pestato co' piedi vostri, e l'acqua beveano intorbidata da' vostri piedi. 20. Per questo così dice a voi il Signore Dio: Ecco, che io fo giudizio trai pingue bestiame, e il magro; 21. Perocché voi urtavate co' fianchi, e cogli omeri vostri le deboli pecorelle, colle vostre corna le gettavate per aria, fino a tanto che fosser cacciate fuora, e disperse; 22. Io salverò il mio gregge, ed ei non sarà più depredato: ed io farò giudizio tra bestiame, e bestiame, 23. E susciterò ad esse l'unico Pastore, che le governi, Davidde mio servo: egli le pascerà, ed ei sarà il loro pastore. 24. Ed io il Signore sarò loro Dio, e il mio servo Davidde sarà principe in mezzo di esse: io il Signore ho parlato. 25. E con esse farò alleanza di pace, e sterminerò dalla lor terra le fiere crudeli, e quegli, che abitano nel deserto, dormiranno quietamente pei boschi. 26. E li farò benedizione intorno al mio monte, e manderò a suo tempo la pioggia: le pioggie saran di benedizione, 27. E gli alberi della campagna produrranno il lor frutto, e la terra i suoi germi, e nella terra loro staranno senza timore, e conosceran, ch'io sono il Signore, quando avrò spezzate le catene del giogo loro, e gli avrò sottratti al poter di coloro, che li dominavano. 28. E non saran più preda delle nazioni, né li divoreranno le bestie della terra; ma riposeranno tranquillamente senza verun timore. 29. E farò nascer per essi il germe rinomato, e non saran più consunti dalla fame nella lor terra, e più non porteranno l'obbrobrio delle nazioni. 30. E conosceranno, che io il Signore Dio loro sarò con essi, ed eglino, casa d'Israele, saran mio popolo, dice il Signore Dio. 31. E voi, o uomini, voi siete i miei greggi, greggi pasciuti da me, ed io il Signore Dio vostro, dice il Signore Dio. 1. E IL Signore parlommi, dicendo: 2. Figliuolo dell'uomo, volgi la tua faccia verso il monte di Seir, e profeterai intorno ad esso, e gli dirai: 3. Queste cose dice il Signore Dio: Eccomi a te, o monte di Seir, ed io stenderò la mia mano sopra di te, e ti renderò desolato, e deserto. 4. Io demolirò le tue città, e tu sarai disabitato, e conoscerai, ch'io sono il Signore. 5. Perchè tu se' stato nemico eterno, e colla spada alla mano chiudesti a' figliuoli di Israele lo scampo nel tempo della loro afflizione, e nel tempo di estrema calamità; 6. Per questo io giuro (dice il Signore Dio), che io ti abbandonerò al sangue, e il sangue ti perseguiterà, e, avendo tu odiato il sangue, il sangue ti perseguiterà, 7. E renderò desolato, e deserto il monte di Seir, e farò, che non vi sia più chi vada, e chi venga. 8. E i monti di lei empierò de' suoi uccisi: su' tuoi colli, e pelle tue valli, e pe' torrenti caderanno uccisi di spada. 9. Ti ridurrò in solitudini eterne, e le tue città non saranno abitate; e conoscerete, ch'io sono il Signore Dio: 10. Perchè tu dicesti: Due genti, e due regioni saranno mie, ed io le possederò in retaggio, quando ivi si stava il Signore; 11. Per questo io giuro, dice il Signore Dio, io ti tratterò come merita la tua ira, e la tua invidia, e l'odio contro di essi; ed io sarò conosciuto per mezzo di essi, quando avrò fatto giudizio di te. 12. E conoscerai, che io il Signore ho uditi tutti gli obbrobri, che tu hai detti contro i monti d'Israele, dicendo: Sono in abbandono, sono dati a noi, perchè li divoriamo. 13. E vi siete alzati contro di me colla vostra lingua, e gettaste contro di me le vostre parole: io le udii. 14. Queste cose dice il Signore Dio: Con giubilo di tutta la terra io ti ridurrò in solitudine. 15. Siccome tu facesti festa sopra l'eredità della casa d'Israele, perchè era dissipata, così io farò a te: tu, o monte di Seir, sarai devastato, e tu, Idumea, tutta quanta: e conosceranno, ch'io sono il Signore.