Siracide (Ecclesiastico)

Sir 43 · 37 versetti

1Bellezza dell'altissimo cielo egli è il firmamento; nell'ornato del cielo si vede la gloria.

2Il sole uscendo fuora, col suo aspetta annuncia (il giorno), strumento ammirabile, opera dell'Altissimo.

3Nel mezzogiorno egli abbrugia la terra, e chi è, che possa reggere in faccia a' suoi ardori? Come chi mantiene una fornace pe' lavori, che si fanno a fuoco ardente:

4Il sole tre volte tanto brugia i monti, vibrando raggi di fuoco, e col fulgore de' suoi raggi abbacina gli occhi.

5Grande è il Signore, che la creò, per comando del quale egli accelera la sua corsa.

6La luna con tutte le fasi, e col suo periodo indica i tempi, e segua gli anni.

7La lana da il segno de' giorni festivi; luminare, il quale arrivato alla sua pienezza, decresce.

8Il mese ha preso il nome da lei; ella cresce mirabilmente fino alla pienezza.

9Un esercito è nell'eccelso, nel firmamento celeste, il qual esercito gloriosamente risplende.

10Lo splender delle stelle è la gloria del cielo: il Signore è quegli, che illumina il mondo lassù dall'alto.

11Alla parola del Santo elle son pronte a' suoi ordini, né mai si stancano nello loro stazioni.

12Mira l'arcobaleno, e benedici colui, che lo ha fatto: egli è molto bello nel suo splendore.

13Egli il cielo cinge con cerchio glorioso, le mani dell'Altissimo sono quelle, che lo han disteso.

14Dio col suo comando fa subito venire la neve, e con celerità spedisce le folgora secondo il suo giudizio.

15Per questo si aprono i tesori, e le nubi volano come gli uccelli.

16Colla sua potenza grande egli addensa le nuvole, e ne stacca pietre di grandine.

17A uno sguardo di lui si scuotono i monti, e per volere di lui soffia lo scirocco.

18Il rumor del suo tuono sbatte la terra: la bufera aquilonare, e i turbini di vento,

19Spandono la neve, la quale vien già a guisa di uccelli, che calano a riposarsi, o come locuste, che si gettano sulla terra, e la ricuoprono.

20L'occhio ammira il bel candore di lei, e la sua quantità cagiona spavento ne' cuori.

21Egli spande sopra la terra la brina come sale, la quale quand'è agghiadata si fa simile alle punte de' triboli.

22Al soffio del freddo aquilone l'acqua si congela in cristallo, il quale sopra ogni massa di acque si posa, e mette indosso alle acque quasi una corazza.

23Egli divora i monti, e brugia i deserti, e secca ogni verdura al pari del fuoco.

24Il rimedio a tutto questo si è una nuvola, che tosto comparisca; e una molto calda rugiada, che gli venga contro lo fa dar giù.

25Una parola di lui fa tacere i venti, e un suo volere mette in calma il mar profondo, e in esso il Signore pianta delle isole.

26Quelli, che scorrono il mare, ne raccontino i pericoli; e noi all'udirli co' nostri orecchi rimarremo stupefatti.

27Ivi opere grandi, e ammirabili: vari generi di animali, e bestie di ogni sorta, e mostruose creature.

28Per lui fu stabilito (ad ogni cosa) il fine del suo viaggio, e tutto ha posto in buon ordine col suo comando.

29Diremo molto, e ci mancherà la parola: ma la somma di quel, che può dirsi, si è, che egli è in tutte le cose.

30Che potrem far noi per glorificarlo? perocché egli l'onnipotente di tutte le opere sue è più grande.

31Il Signore è terribile, e grande oltre modo, ed è mirabile la sua possanza.

32Lodate il Signore quanto mai potrete; perocché egli sarà sempre al di sopra, e la magnificenza di lui è prodigiosa.

33Benedite il Signore, ed esaltatelo quanto potete; perocché egli è maggior d'ogni laude.

34Armatevi di valore per esaltarlo, e non vi stancate; perocché non ne ver rete a capo giammai.

35Chi lo ha veduto, affin di poterlo descrivere? E chi spiegherà la sua grandezza qual ella è ab eterno?

36Molte sono le opere nascoste maggiori di queste; perocché poco è quel, che veggiamo delle opere di lui.

37Ma tutto è stato fatto dal Signore, ed egli a que', che vivono piamente dì la sapienza.