Siracide (Ecclesiastico)

Sir 42 · 26 versetti

1Non riportare il discorso da te udito, rivelando il segreto. Così veramente non avrai onde arrossire, e troverai grazia nel cospetto di tutti gli uomini. Ma non aver rossore di tutte queste altre cose, né per riguardo a chicchessia non commetter peccato.

2(Non ti vergognare) della legge dell'Altissimo, e del suo testamento nè per giustificare l'empio in giudizio.

3Quando i tuoi soci hanno qualche affare con viandanti, e nella divisione di eredità tra gli amici.

4(Non ti vergognare) di avere stadere, e bilance giuste, né di far molto o poco guadagno,

5Né di disturbare le cabale de' negozianti nel vendere, né di contenere figliuoli con severità ne di battere fino al, sangue il servo scellerato.

6E bene il tener rinchiusa la moglie cattiva.

7Dove son molte mani, fa uso delle chiavi, e tutte le cose, che darai, contale, e pesale, e scrivi a libro quel, che dai, e quel, che ricevi.

8(Non ti vergognare) di correggere di insensati, e gli stolti, e i vecchj, che sono condannati da' giovani; così sarai saggio in tutto, e lodato da tutti i viventi.

9La figlia non maritata tiene svegliato il padre suo, perchè il pensiero, che ha di lei, toglie a lui il sonno pel timore, che dalla adolescenza non passi alla adulta età, e data a marito, non diventi spiacevole.

10Pel timore, che mentre è fanciulla, non sia macchiata la sua purità, e nella casa paterna si trovi incinta, o maritata pecchi, o almeno diventi sterile.

11La figlia sfacciata tienla sotto se vera custodia, affinché ella non ti tenda una volta lo scherno de' tuoi malevoli, e la favola della città, e l'obbrobrio del popolo, e non ti carichi di ignominia nel cospetto della moltitudine.

12Non fissar gli occhi nella bellezza di chicchessia, e non trattenerti in mezzo alle donne:

13Perocché come da' vestimenti nascono le tignuole, così dalla donna l'iniquità dell'uomo.

14Perocché è preferibile un uomo, che nuoce, a una donna, che fa de' benefizj, e che porta vergogna, e ignominia.

15Or io rammenterò le opere del Signore, e racconterò quello, che ho veduto. Per la parola del Signore sono le opere di lui.

16Il sol lucente illumina tutte le cose, e ogni opera del Signore è piena della sua magnificenza.

17Non ordinò egli il Signore ai santi di annunziare tutte le sue meraviglie, le quali il Signore onnipotente ha perpetuate, affin di rendere stabile la sua gloria?

18Egli penetra nell'abisso, e ne' cuori degli uomini, e gli astuti loro consigli conosce.

19Perocché il Signore sa tutto lo scibile, e vede i segni della distinzione de' secoli. Egli annunzia le passate cose, e quelle, che son per venire, e delle occulte scuopre la traccia.

20Nissun pensiero fugge a' suoi sguardi, e nissuna parola a lui si nasconde:

21Egli ha decorate le meraviglie di sua sapienza. Egli è prima de' secoli, e per tutti, i secoli, e nulla se gli è aggiunto,

22E in nulla egli è scemato, né de' consigli d'alcuno ha bisogno.

23Quanto sono amabili le opere di lui tutte quante! e quello, che considerar se ne può, è come una scintilla.

24Tutte queste cose sussistono, e durano perpetuamente, e tutte in ogni occasione a lui ubbidiscono.

25Tutte sono gemelle, l'una opposta all'altra, e nissuna cosa ha egli fatto imperfetta.

26Di ciascheduna egli il bene assicura. E chi si sazierà di mirare la gloria di lui?