Siracide (Ecclesiastico)

Sir 25 · 36 versetti

1Tre cose son secondo il mio cuore, le quali sono approvate da Dio, e dagli uomini.

2La concordia de' fratelli, e l'amore de' prossimi, e un marito, e una moglie ben uniti tra loro.

3Tre specie di persone sono in odio all'anima mia, e mi stomacano i loro costumi.

4Il povero superbo, il ricco mendace, e il vecchio stolto, e senza prudenza.

5Quello, che tu non raunasti nella tua gioventù, come tel troverai nella tua vecchiezza?

6Quanto bell'ornamento per la canizie è il saper giudicare, e pe' vecchi il saper dare consigli!

7Quanto bene sta la sapienza all'età avanzata, ed a que', che sono in dignità, l'intelligenza, e il consiglio!

8Corona de' vecchi è la molta sperienza, e la loro gloria il timore di Dio.

9Nove cose ho io stimato assai, e di esse nissuno avrà cattivo concetto in cuor suo, e la decima la annunzierò agli uomini colla mia lingua.

10Un uomo, il quale ha consolazione da' figliuoli, e uno che vive, e vede la ruina de' suoi nemici.

11Beato colui, che convive con una donna assennata, e quegli, che non ha peccato colla sua lingua, e quegli, che non è stato servo di persone indegne di lui.

12Beato chi trova un vero amico, e chi espone la giustizia a un orecchio, che ascolta.

13Quanto è beato chi trova la sapienza, e la scienza! ma nissuno supera colui, che teme Dio:

14Il timore di Dio si alza sopra tutte le cose.

15Beato l'uomo, a cui è stata dato il dono del timore di Dio: chi n'ha il possesso a qual cosa mai lo paragoneremo!

16Il timore di Dio è il principio dell'amore di lui, ma a lui dee congiungersi il principio della fede.

17La tristezza del cuore è piaga somma; e la malvagità della donna è la somma malizia.

18L'uomo tollererà qualunque piaga, ma non la piaga del cuore.

19E qualunque malvagità, ma non la malvagità della donna:

20E qualunque afflizione, ma non quella, che viene da quelli, che odiano:

21E qualunque pena, ma non quella, che danno i nemici.

22Non v'ha testa peggiore della testa del serpente:

23E non è sdegno peggiore di quel della donna. Vorrei piuttosto coabitare con un lione, e con un dragone, che con una donna malvagia.

24La malignità della donna cangia il suo volto, e rende fosco il suo visaggio come di un orso, ed ella diventa del colore di un sacco da duolo.

25Il marito di lei in mezzo a' suoi vicini geme, e ascolta, e sospira pian piano.

26Leggera è qualunque malizia in paragone della malizia della donna, tocchi ella in sorte a un peccatore.

27Quello, che è ai piedi di un vecchio il salire un monte di sabbia, lo è all'uomo tranquillo una donna linguacciuta.

28Non badare alla beltà della donna, e non desiderare la donna per la sua bellezza.

29Grande è l'ira della donna, e l'inverecondia, e la ignominia.

30Se la donna ha il comando, è ribelle al marito.

31La mala donna affligge il cuore, attrista il volto, e impiaga il cuor del marito.

32La donna, che non fa il marito felice, gli snerva le braccia, e gli indebolisce le ginocchia.

33Dalla donna ebbe principio il peccato, e per lei muojamo tutti.

34Non lasciare un foro nemmen piccolo alla tua acqua, né alla donna malvagia la permissione di andar fuori.

35Se ella non cammina sotto la tua direzione, ella ti svergognerà in faccia a' tuoi nemici.

36Separala dal tuo convitto, affinchè non si prenda sempre giuoco di te.