Sapienza

Sap 11 · 27 versetti

1Ella diresse i loro passi sotto il governo del santo Profeta.

2Viaggiarono per deserti disabitati, e alzaron capanne in luoghi deserti.

3Si affrontarono co' lor nemici, e di vendicarci de' loro avversari.

4Erano assetati, e ti invocarono, e sgorgò acqua per essi da altissimo masso, e il ristoro alla sete da dura pietra.

5Perocché in quella guisa, che furon puniti i lor nimici rimasi senza acqua da bere, mentre i figliuoli di Israele godevano per averne abbondanza;

6Così quando questi ne mancavano, ricevettero insigne favore.

7Conciossiachè in vece delle acque del fiume perenne tu desti agli ingiusti il sangue umano.

8E laddove quelli perivano in pena dell'uccisione de' bambini, tu desti a' tuoi inaspettatamente acqua copiosa,

9E colla sete, che fu allora, tu facesti conoscere in qual modo li tuoi tu esaltassi, e facessi scempio de' loro nemici.

10Conciossiachè quando essi furon tentati, e afflitti, benché con misericordia, vennero ad intendere quai tormenti patissero gli empj puniti con ira.

11E gli uni tu li provasti qual padre per ammonirli, gli altri poi qual re inesorabile li mettesti alla tortura per condannarli.

12Or eglino e in assenza, e in presenza erano tormentati egualmente.

13Imperocché erano punti da doppia tristezza, e crepacuore colla memoria delle cose passate.

14Mentre udendo come i loro tormenti divenivano argomento di felicità per quelli, conobber la man del Signore, stupefatti dell'esito delle cose;

15Imperocché alla fine de' fatti ammiraron colui, del quale si burlavano come di uomo gettato a perire in quella crudele esposizione, mentre non come i giusti avean essi patita la sete.

16E in pena degli stolti, ed iniqui lor pensamenti, secondo i quali eglino adoravano muti serpenti, e bestie vili, tu mandasti contro di loro una turba di muti animali a farne scempio:

17Affinchè conoscessero come per quelle cose, pelle quali uno pecca, per le medesime è tormentato;

18Imperocché alla onnipotente tua mano, la quale da informe materia avea creato il mondo, non era difficile il mandar contro di loro una moltitudine di orsi, o de' feroci lioni;

19O fiere di nuova specie, ed ignote, piene di furore, o spiranti fiato di fuoco, o che spandessero odor di fumo, o vibrasser dagli occhi scintille orrende:

20Delle quali non solo i morsi avrebbon potuto sterminarli, ma anche la sola vista farli morir di paura.

21Ma anche senza nulla di questo potevano essere uccisi in un fiato, per seguitati dalle proprie loro azioni, e dispersi ad un soffio di tua possanza: ma tu le cose tutte disponi con misura numero, e peso.

22Perocché tu solo hai sempre potere d'avanzo, e chi può resistere al robusto tuo braccio?

23Perocché il mondo tutto dinanzi a te è come il tratto della bilancia, e come una goccia di rugiada, che cade sulla terra al mattino.

24Ma tu hai misericordia di tutti, perché tutto puoi, e dissimuli i peccati degli uomini per amore della penitenza;

25Perocché tu ami tutte le cose, che esistono, e non ne odj veruna di quelle, che da te furon fatte; conciossiachè se tu odiata l'avessi, noll'avresti ordinata, né fatta.

26E come durar potrebbe una cosa se tu noi volessi, o conservarsi quello, che non fosse stato voluto da te?

27Ma tu se' buono verso tutte le cose, perché sono tue, o amatore dell'anime.