Bibbia Martini
1. Salmo di Asaph. Quanto è mai buono Iddio con Israele; con quelli, che son di cuor retto!
2. Ma poco mancò, che i miei piedi non vacillassero, e che non uscisser di strada i miei passi.
3. Perché io fui punto da zelo verso gli iniqui, in osservando la pace de' peccatori:
4. Perché non pensano alla loro morte, e non son di durata le loro piaghe.
5. Non hanno parte alle afflizioni degli uomini, e con gli uomini non son flagellati.
6. Per questo la superbia li prese: son ricoperti della loro iniquità, ad empietà.
7. Dalla grassezza in certo modo scaturì la loro iniquità: si sono abbandonati agli affetti del loro cuore.
8. Pensano, e parlano malvagità: da luogo sublime ragionano di far del male.
9. Han messa in cielo la loro bocca: e la loro lingua va scorrendo la terra.
10. Per questo il popolo mio a tali cose si rivolge: e giorni trova di piena afflizione.
11. E hanno detto: Come mai Iddio sa questo? e l'Altissimo ne ha egli notizia?
12. Ecco che i peccatori medesimi, e i fortunati del secolo han raunate ricchezze.
13. E io dissi; Senza motivo adunque purificai il mio cuore, e lavai le mani mie cogli innocenti:
14. E fui tutto dì flagellato, e fui sotto la sferza di gran mattino.
15. Se io pensassi di ragionare così: ecco che io condannerei la nazione de' tuoi figliuoli.
16. Mi studiava di intender questo: cosa laboriosa è questa, che mi si pone davanti:
17. Per sino a tanto ch'io entri nel santuario di Dio, e intenda qual sia la fine di coloro.
18. Peraltro in ingannevole felicità gli hai posti: tu gli hai gettati a terra nell'atto, che si levavano in alto.
19. Come mai son eglino ridotti in desolazione; son venuti meno a un tratta; sono andati in perdizione per la loro iniquità.
20. Come il sogno di un che si sveglia, così tu nella tua città, o Signore, ridurrai nel nulla l'immagine di costoro.
21. Ma perché il mio cuore fu in tormento, ed ebber tortura gli affetti miei, ed io fui annichilato senza sapere il perché;
22. E fui qual giumento dinanzi a te, e mi tenni sempre con te;
23. Mi prendesti per la mia destra, e secondo la volontà tua mi conducesti, e con onore mi accogliesti.
24. Imperocché qual cosa havvi mai per me nel cielo, e che volli io da te sopra la terra?
25. La carne mia, e il mio cuore vien meno, o Dio del mio cuore, e mia porzione, o Dio, nell'eternità.
26. Imperocché ecco che coloro, che da te si allontanano, periranno: tu manderai in perdizione tutti coloro, che a te rompon la fede.
27. Ma per me buona cosa ell'è lo star unito con Dio: il porre in Dio Signore la mia speranza:
28. Affinchè tutte le tue laudi io annunzi alle porte della figliuola di Sion.