Lunedì 9 Dicembre 2030

Piano di lettura

Lunedì della II settimana di Avvento

Prima Lettura

Is 35,1-10

1. Allegrerassi la regione deserta, e non battuta, e tripudierà la solitudine, e fiorirà come giglio. 2. Ella germoglierà grandemente, ed esulterà piena di contentezza, e canterà laude: a lei è data la gloria del Libano, la vaghezza del Carmelo, e di Saron; ei vedranno la gloria del Signore, e la grandezza del nostro Dio. 3. Fortificate le braccia languide, e le ginocchia deboli rinfrancate. 4. Dite ai pusillanimi: fatevi coraggio, e non temete: ecco che il vostro io menerà vendetta di uguaglianza; Dio verrà egli stesso, e vi salverà. 5. Allora gli occhi de' ciechi si apriranno, e si spalancheranno le orecchie de' sordi. 6. Allora lo zoppo salterà come un cerbiatto, e sarà sciolta la lingua dei mutoli; perocché le acque sgorgano nel deserto, e i torrenti nella solitudine. 7. E la terra, che già fu arida, sarà uno stagno, e la terra sitibonda sarà ricca di sorgive. Dove prima erano covili di dragoni, nascerà la verzura della canna, e del giunco. 8. E vi sarà un sentiero, e una strada, e la via sarà detta santa: l'immondo per essa non passerà, e sarà questa per voi la dritta strada, talmente che gl'ignoranti non erreranno seguendola. 9. Non saravvi lione, né la bestia feroce vi camminerà, né vi si troverà: ma vi cammineranno que', che saran liberati. 10. E i redenti dal Signore ritorneranno, e verranno a Sionne cantando laude, coronati di eterna letizia: avran gaudio, e consolazione, e il dolore, ed il pianto da lor fuggirà.

Salmo Responsoriale

Sal 84,8-13

8. Fa ch'io ascolti quello, che meco parlerà il Signore Dio, perocché egli parlerà di pace col popol suo, 9. E co' suoi santi, e con quelli, che al cuor loro ritornano. 10. Certamente la salute di lui è vicina a color, che lo temono: e abiterà nella nostra terra la gloria. 11. La misericordia, e la verità si sono incontrate insieme: si son dato il bacio la giustizia, e la pace. 12. La verità spuntò dalla terra, e dal cielo ci ha mirati la giustizia. 13. Perocché darà il Signore la sua benignità, e la nostra terra produrrà il suo frutto.

Vangelo

Lc 5,17-26

17. E avvenne, che un giorno egli sedeva insegnando. Ed eranvi a sedere dei Farisei, e dei dottori della legge, venuti da tutti i castelli della Galilea, e della Giudea, e da Gerusalemme: e la virtù del Signore era per dare ad essi salute. 18. Quand'eccoti degli uomini, che portavano sopra un letticciuolo un paralitico, e cercavano di metterlo dentro affine di presentarlo a lui. 19. E non trovando la via di introdurvelo a causa della turba, salirono sul tetto, e scoperte le tegole, lo calarono giù in mezzo col suo letticciuolo dinanzi a Gesù. 20. De' quali veduta la fede, egli disse: O uomo, sono a te rimessi i tuoi peccati. 21. E gli Scribi, e i Farisei cominciarono a pensare, e dire: Chi è costui, che dice delle bestemmie? Chi può rimettere i peccati fuori del solo Dio? 22. Ma Gesù, conosciuti i lor pensamenti, rispose ad essi, e disse: Che andate voi pensando in cuor vostro? 23. Che è più facile il dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati; ovvero il dire: Sorgi, e cammina? 24. Or affinchè sappiate, che il Figliuolo dell'uomo ha podestà sopra la terra di rimettere i peccati, (disse al paralitico): Io tel comando, sorgi, prendi il tuo letticciuolo, e vattene a casa tua. 25. E subitamente alzatosi in presenza di essi, prese il letticciuolo, in cui giaceva: e andossene a casa sua, glorificando Dio. 26. E tutti restarono stupefatti, e glorificavano Dio. E furon ricolmi di timore, dicendo: Mirabili cose abbiamo vedute quest'oggi.

Lettura Complementare

Ef 4,31; 5,1-7; 6,21-24 + Fil 1,12-17; 1,28-30; 2,19-30

Piano triennale — Anno C

31. Qualunque amarezza, e scandescenza, e ira, e clamore, e maldicenza sia rimossa da voi con ogni sorta di malvagità. 1. Siate adunque imitatori di Dio, come figliuoli benamati: 2. E camminate nell'amore, conforme anche Cristo ha amato noi, e ha dato per noi se stesso a Dio oblazione, e ostia di soave odore. 3. E non si senta neppur nominare tra voi fornicazione, o qualsisia impurità, o avarizia, come a' santi si conviene: 4. Né oscenità, né sciocchi discorsi, o buffonerie, che son cose indecenti; ma piuttosto il rendimento di grazie. 5. Imperocché voi siete intesi, come nissun fornicatore, o impudico, o avaro, che vuoi dire idolatra, sarà erede nel regno di Cristo, e di Dio. 6. Niuno vi seduca con vane parole: imperocché per tali cose viene l'ira di Dio sopra i figliuoli contumaci. 7. Non vogliate adunque aver società con essi. 21. Or affinchè voi pur siate informati delle cose mie, di quel, ch'io mi faccia, il tutto saravvi notificato da Tichico carissimo fratello, e ministro fedele nel Signore: 22. Il quale ho spedito a voi a questo stesso fine, perché siate informati delle cose mie, ed egli consoli i vostri cuori. 23. Pace a' fratelli, e carità, e fede da Dio Padre, e dal Signore Gesù Cristo. 24. La grazia con tutti coloro, i quali incorrotti amano il Signor nostro Gesù Cristo. Così sia. 12. Or io voglio, che voi sappiate, o fratelli, come le cose avvenutemi si sono maggiormente rivolte in profitto del vangelo: 13. Di modo, che le catene mie per Cristo sono diventate note a tutto il pretorio, e a tutti gli altri. 14. E molti de' fratelli nel Signore preso coraggio dalle mie catene, hanno avuto maggior ardimento di annunziare senza timore la parola di Dio. 15. Alcuni veramente per invidia, e per picca, alcuni poi ancora con buona volontà predicano Cristo; 16. Alcuni per carità sapendo, com'io sono stato collocato alla difesa del vangelo; 17. Altri poi per picca annunziano Cristo, non sinceramente, credendo di aggiungere afflizione alle mie catene. 28. Nè per cosa alcuna siate atterriti dagli avversari; quel, che è per essi causa di perdizione, lo è di salute per voi, e questo è da Dio: 29. Imperocché per mezzo di Cristo a voi è stato dato il dono non solo di credere in lui, ma anche di patire per lui: 30. Sostenendo lo stesso conflitto, che vedeste in me, e ora avete udito di me. 19. Spero nel Signore Gesù di mandare speditamente da voi Timoteo: affine che io pure stia di buon animo, informato che io sia delle cose vostre. 20. Imperocché non ho nessuno così unanime, che con sincera affezione si affanni per voi. 21. Imperocché tutti pensano alle cose loro, non a quelle di Gesù Cristo. 22. Or è a voi noto il saggio, che egli sia dato di se, mentre, come un figliuolo col padre, ha servito con me al vangelo. 23. Lui adunque spero di mandare da voi subito, che avrò veduto lo stato delle cose mie. 24. Confido poi nel Signore, che verrò io pure speditamente da voi. 25. Ma ho creduto necessario di mandarvi Epafrodito fratello, e cooperatore, e della stessa milizia con me, e vostro Apostolo, ed il quale ha sovvenuto alle mie necessità: 26. Conciossiachè bramava ardentemente di riveder tutti voi: ed era afflitto, perché si fosse saputo da voi, come egli era stato malato. 27. Imperocché veramente è stato malato fino a morte: ma Dio ha avuto compassione di lui; né solamente di lui, ma anche di me, affinchè non avessi dolore sopra dolore. 28. Lo ho adunque mandato più speditamente affinchè vedutolo, di nuovo vi rallegriate, e io sia fuori di pena. 29. Accoglietelo adunque nel Signore con ogni allegrezza, e tenete in onore tali persone: 30. Conciossiachè per servigio di Cristo si è avvicinato sino alla morte, facendo getto della propria vita per supplire al difetto degli ufficj vostri verso di me.