Lunedì 18 Novembre 2030

Piano di lettura

Lunedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Ap 1,1-4; Ap 2,1-5

1. Rivelazione di Gesù Cristo, la quale diè a lui Dio per far conoscere a' suoi servi le cose, che debbon tosto accadere: ed ei mandò a significarla per mezzo del suo Angelo al suo servo Giovanni, 2. Il quale rendette testimonianza alla parola di Dio, e testimonianza di tutto quello, che vide di Gesù Cristo. 3. Beato chi legge, e chi ascolta le parole di questa profezia: e fa conservi delle cose, che sono in essa scritte imperocché il tempo è vicino. 4. Giovanni alle sette Chiese, che sono in Asia. Grazia a voi, e pace da colui, il quale è, il quale era, e il quale è per venire: e dai sette spiriti, i quali sono dinanzi al trono di lui; 1. All'Angelo della Chiesa Efesina scrivi: dice così quegli, che tiene nella sua destra le sette stelle, e cammina in mezzo a' sette candellieri d'oro: 2. So le opere tue, e le tue fatiche, e la tua pazienza, e come non puoi sopportare i cattivi: ed hai messo alla prova coloro, che dicon di essere Apostoli, e nol sono: e gli hai trovati bugiardi: 3. E se' paziente, ed hai patito pel nome mio, e non cedesti. 4. Ma ho contro di te, che hai abbandonata la primiera tua carità. 5. Ricordati pertanto, donde tu sii caduto; e fa' penitenza, e opera come prima. Altrimenti vengo a te, e tonò dal suo posto il tuo candeliere, se non farai penitenza.

Salmo Responsoriale

Sal 118,53.61.134.150.155.158

53. Mancommi il cuore per cagione de' peccatori, che abbandonano la tua legge. 61. Mi cinsero d'ogni parte i lacci de' peccatori, ed io non mi scordai della tua legge. 134. Liberami dalle calunnie degli uomini, affinchè io osservi i tuoi precetti. 150. Si sono accostati i miei persecutori all'iniquità, e si son dilungati dalla tua legge 155. La salute è lungi da' peccatori: perché non hanno ricercato le tue giustificazioni. 158. Vidi i prevaricatori, e mi consumava di pena: perché non hanno osservate le tue parole.

Vangelo

Lc 18,35-43

35. Ed avvenne, che avvicinandosi egli a Gerico, un cieco se ne stava presso della strada, accattando. 36. E udendo la turba, che passava, domandava quel, che si fosse. 37. E gli dissero, che passava Gesù Nazareno. 38. Esclamò, e disse: Gesù figliuolo di David, abbi pietà di me. 39. E quelli, che andavano innanzi, lo sgridavano, perché si chetasse. Ma egli sempre più sclamava: Figliuolo di David, abbi pietà di me. 40. E Gesù soffermatosi, comandò, che gliel menasser dinanzi. E quando gli fu vicino, lo interrogò, 41. Dicendo: Che vuoi tu, ch'io ti faccia? E quegli disse: Signore, ch'io vegga. 42. E Gesù dissegli: Vedi; la tua fede ti ha fatto salvo. 43. E subito quegli vide, e gli andava dietro glorificando Dio. E tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio.

Lettura Complementare

Sir 22,1-33

Piano triennale — Anno B

1. Il pigro è lapidato con sassi coperti di fango: e tutti parleranno di lui con dispregio. 2. Il pigro è lapidato collo sterco di bue: tutti quelli, che ne toccano, scuotono le loro mani. 3. Il figliuolo mal educato è la vergogna del padre, e la figlia sarà poco stimata. 4. La fanciulla prudente è un'eredità pel suo marito: ma quella, che reca disdoro, è l'obbrobrio del genitore. 5. Quella, che è sfacciata, disonora il padre, e il marito, e non la cederà agli empj, e sarà vilipesa dall'uno, e dall'altro. 6. Un ragionamento fuor di tempo è come la musica del duolo: ma la sferza, e l'istruzione in ogni tempo sono saggezza. 7. CUi ammaestra uno stolto è come chi vuol rimettere insieme un vaso di terra rotto. 8. Chi fa parole con uno, che non ascolta, fa come chi vuole svegliare il dormiente dal suo letargo. 9. Chi collo stolto ragiona di sapienza, parla con un, che dorme; e questi alla fine del ragionamento dice: chi è costui? 10. Piangi il morto, che è privato della luce, e piangi lo stolto perché è privo di senno. 11. Ma piangi per poco un morto, dapoichè egli ha riposo. 12. Ma la pessima vita dell'empio stolto è peggiore della morte. 13. Il morto si piange per sette giorni; ma lo stolto, e l'empio per tutto il tempo della loro vita. 14. Non parlar molto coll'empio, e non andar insieme coll'insensato. 15. Guardati da lui per non avere inquietudini, e affinchè non ti si attacchi macchia dal suo peccato. 16. Schivalo, e sarai tranquillo, e non soffrirai il tedio di sua stoltezza. 17. Qual altra cosa si nominerà, che pesi più del piombo, fuorché lo stolto? 18. E più facile a portarsi l'arena, il sale, e una massa di ferro, che un imprudente, uno stolto, un empio. 19. Un legamento di travi unite insieme nel fondamento di un edilizio non si scompagina; così un cuore appoggiato a ben pensato consiglio. 20. Le risoluzioni dell'uom sensato non saranno alterate dal timore in nissun tempo. 21. Come i pali piantati in luogo alto, e le muraglie a secco non resistono all'urto dei venti; 22. Così parimente il cuor dello stolto, timido ne' suoi pensieri non resisterà all'impeto del timore. 23. Siccome il cuor dello stolto, che paventa ne' suoi pensieri, non in ogni tempo temerà; così colui, che sta saldo ne' comandamenti di Dio è sempre senza timore. 24. Chi punge l'occhio ne spreme le lagrime, e chi punge il cuore, ne tragge fuori gli affetti. 25. Chi scaglia un sasso contro gli uccelli, li fa scappare, così pure chi parla male dell'amico, scioglie l'amicizia. 26. Quand'anche tu avessi tirata fuori la spada contro l'amico, non di sperare; perocché puoi tornare in grazia con esso. 27. Se avrai dette all'amico parole d'ira, non temere, v'è luogo alla pace, purché non vi sia stata maldicenza, né rimprovero, né superbia, né manifestazione del segreto, nè colpo di tradimento; per queste cose tutte l'amico si fuggirà. 28. Serba fede all'amico nella sua povertà, affin di godere delle sue prosperità. 29. Mantienti fedele a lui nel tempo della tribolazione, affin di essere chiamato a parte della sua eredità. 30. Il vapore, e il fumo si alza dalla fornace prima che il fuoco, così le maldicenze, le contumelie, e le minacce precedono lo spargimento del sangue. 31. Io non mi vergognerò di salutare l'amico, non mi nasconderò da lui, e se mi verrà del male da lui, lo sopporterò. 32. Ma chiunque ne sarà informato, si guarderà da lui. 33. Chi porrà una guardia alla mia bocca, e un sigillo inviolabile alle mie labbra, perch'io non cada per loro colpa, e la mia lingua con sia la mia perdizione?