Sabato 9 Novembre 2030

Piano di lettura

Dedicazione della Basilica Lateranense

Prima Lettura

Ez 47,1-2.8-9.12

1. Fecemi tornare alla porta della casa, e vidi acque, che scaturivano di sotto al liminare della casa a levante; perocché la facciata della casa guardava a levante: e le acque scendevano verso il destro lato del tempio a mezzodì dell'altare. 2. E mi condusse fuori per la porta settentrionale, e fecemi fare il giro di fuori fino alla porta esteriore, che guarda l'oriente: e vidi le acque, che sgorgavano in copia dal lato destro. 8. E dissemi: Queste acque, che scorrono verso i mucchi di sabbia a oriente, e scendono alla pianura del deserto, entreranno nel mare, e ne usciranno, e le acque del mare ne saranno addolcite. 9. E ogni animai vivente, che guizza, dovunque passerà il torrente, avrà vita, e saravvi quantità grande assai di pesci dovunque arriveranno queste acque, e tutto quello, che sarà tocco da questo torrente, avrà sanità, e vita. 12. E lungo il torrente nascerà sulle sue rive dall'una parte, e dall'altra ogni sorta d'arbore fruttifero: non cadrà foglia da essi, né mancheranno mai di frutti: ogni mese spunteran fuori i primaticci, perchè le acque, che gl'innaffiano, usciranno dal santuario, e i loro frutti serviranno di cibo, e le foglie per medicina.

Salmo Responsoriale

Sal 45,1-2.4-5.7-8

1. Ai figliuoli di Core: Per gli arcani. Il nostro Dio, rifugio, e fortezza nostra; aiuto nelle tribolazioni, le quali ci hanno pur troppo assaliti. 2. Per questo non ci sbigottiremo quando sia scommossa la terra, e i monti siano trasportati nel mezzo del mare. 4. La città di Dio è rallegrata dall'impeto della fiumana: l'Altissimo ha santificato il suo tabernacolo. 5. Il Signore sta nel mezzo di lei. Ella non sarà scossa: la soccorrerà il Signore fin dalla punta del dì. 7. Con noi il Signore degli eserciti, nostro rifugio il Dio di Giacobbe. 8. Venite, e osservate le opere del Signore, e i prodigj da lui fatti sopra la terra: egli, che toglie le guerre fino a tutte le estremità della terra.

Vangelo

Gv 2,13-22

13. Ed era prossima la Pasqua dei Giudei, e Gesù si portò a Gerusalemme: 14. E trovò nel tempio della gente, che vendeva bovi, e pecore, e colombe, e banchieri, che sedevano a banco. 15. E fatta quasi una frusta di cordicelle di giunco, tutti coloro scacciò dal tempio, e le pecore, e i bovi, e gittò per terra il denaro de' banchieri, e rovesciò i loro banchi. 16. A quelli poi, che, vendevano le colombe, disse: Togliete via di qua queste cose, e non vogliate convertire la casa del Padre mio in bottega di traffico. 17. E i suoi discepoli si ricordarono, che sta scritto: Lo zelo della tua casa mi ha consumato. 18. Si rivolser però a lui i Giudei, e gli dissero: Con qual segno mostri tu a noi di poter fare queste cose? 19. Rispose loro Gesù: Disfate questo tempio, e io in tre giorni lo rimetterò in piedi. 20. Replicarono adunque i Giudei: Questo tempio fu fabbricato in quarantasei anni, e tu lo rimetterai in piedi in tre giorni? 21. Or egli parlava del tempio del suo corpo. 22. Quindi è, che allora quando fu risuscitato da morte, si ricordarono i suoi discepoli, come egli aveva detto questo, e credettero alla Scrittura, e alle parole di Gesù.

Lettura Complementare

Sir 14,1-27

Piano triennale — Anno B

1. Beato l'uomo, che non ha fatto mancamento colle parole della sua bocca, e non è punto da rimorso di peccato. 2. Felice colui, che non ha nell'animo suo tristezza, e non ha perduta la sua speranza. 3. Per l'uomo cupido, e tenace sono inutili le ricchezze; e che farà dell'oro l'uomo insidioso? 4. Chi accumula con defraudare in giustamente se stesso, accumula per altri, e un altro sguazzerà ne' beni di lui. 5. Con chi sarà egli buono chi è cattivo verso se stesso, e non ritrae veruna soddisfazione da suoi beni? 6. Nulla v'ha di più iniquo di colui, che è invidioso verso se stesso; e questa, è la mercede della sua malignità. 7. Che se egli fa qualche bene, senza saperlo lo fa, e senza volerlo: e alla fine manifesta la sua malizia. 8. Cattivo è l'occhio dell'invidioso, egli volta altrove la faccia, e disprezza l'anima propria. 9. L'occhio dell'avaro non si sazia di una porzione ingiusta: non si sazierà fino a tanto, che abbia consumata, e strutta la sua vita. 10. L'occhio maligno è inteso al male, e non si caverà la fame, ma resterà famelico, e malinconico alla sua mensa. 11. Figliuolo di quello, che hai, fattene del bene, e fanne obblazioni degne a Dio. 12. Ricorditi della morte, la quale non tarda, e della legge intimata a te di andar nel sepolcro: perocché è legge di questo secolo il morire assolutamente. 13. Fa del bene al tuo amico prima di morire, e stendi la mano liberale verso del povero secondo la tua possibilità. 14. Non ti privare di un buon giorno, e del buon dono non perderne nissuna parte. 15. Non lascerai tu i tuoi sudori, e te fatiche ad altri da dividersi a sorte tra loro? 16. Da, e ricevi, e giustifica l'anima tua. 17. Pratica la giustizia prima della tua morte; perocché non si può trovar cibo nel sepolcro. 18. Ogni carne appassisce com'erba, e come delle foglie, che spuntano da verde pianta, 19. Altre nascono, e altre cadono a terra, così delle generazioni della carne, e del sangue una finisce, e una nasce. 20. Tutte le opere soggette alla corruzione verran meno una volta, e se n'anderà con esse colui, che le ha fatte. 21. Ma tutte le opere elette saranno approvate, e chi le fece sarà per esse onorato. 22. Beato l'uomo, che è costante nella sapienza, e medita la giustizia, e colla sua mente pensa a Dio, che tutto vede all'intorno. 23. Il quale va studiando in cuor suo le vie di lei, e ne penetra gli arcani, e va dietro a lei per rintracciarla, e dalle strade di lei non esce. 24. Il quale per le finestre di lei rimira, e alla porta di lei sta a udire: 25. E presso alla casa di lei prende i suoi riposi, e fitto nette mura di essa un palo si fa un piccolo padiglione accanto a lei, e in questo piccolo padiglione avranno stanza perpetua tutti i beni. 26. Alla tutela di lei raccomanderà egli i suoi figliuoli, ed egli starà sotto i rami di lei: 27. E sotto l'ombra di lei sarà difeso dal caldo; e nella gloria di lei avrà riposo.