Sabato 7 Settembre 2030

Piano di lettura

Sabato della XXII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

1Cor 4,6-15

6. Or queste cose, o fratelli, le ho in figura trasportate sopra di me, e di Apollo per riguardo a voi: affinchè per mezzo di noi impariate, onde di là da quel, che si è scritto, non si levi in superbia l'uno sopra dell'altro per cagion di un altro. 7. Imperocché chi è, che le differenzia? E che hai tu, che non lo abbi ricevuto? E se lo hai ricevuto, perché ne fai tu boria, come se non lo avessi ricevuto? 8. Già siete satolli, già siete arricchiti: senza di noi regnate: e voglia Dio, che regniate, affinchè noi pure con voi regniamo. 9. Imperocché io mi penso, che Dio ha esposti noi ultimi Apostoli, come destinati alla morte: conciossiachè siamo fatti spettacolo al mondo, agli Angeli, ed agli uomini. 10. Noi stolti per Cristo: e voi prudenti in Cristo: noi deboli, e voi forti: voi gloriosi, e noi disonorati. 11. Fino a questo punto noi soffriamo la fame, e la sete, e siamo ignudi, e siamo schiaffeggiati, e non abbiamo dove star fermi. 12. E ci affanniamo a lavorar colle nostre mani: maledetti benediciamo: perseguitati abbiamo pazienza: 13. Bestemmiati porgiamo suppliche: siamo divenuti come la spazzatura del mondo, la feccia di tutti sino a questo punto. 14. Non per fare a voi vergogna, scrivo queste cose, ma come miei figliuoli carissimi vi ammonisco. 15. Imperocché quando voi aveste dieci mila precettori in Cristo, non avete però molti padri. Conciossiachè in Cristo Gesù io vi ho generati per mezzo del Vangelo.

Salmo Responsoriale

Sal 61,1-2.5-6.8

1. Per Idithun: salmo di David. Non sarà ella soggetta a Dio l'anima mia; mentre da lui dipende la mia salute? 2. Imperocché ed egli è mio Dio, e mio Salvatore, mia difesa, non sarò più in agitazione. 5. Ma tu, anima mia, sii soggetta a Dio: imperocché da lui (viene) la mia pazienza. 6. Perché egli è il mio Dio, e il mio Salvatore: egli mio aiuto, e io non vacillerò. 8. Confidate in lui, o popoli quanti voi siete: spandete dinanzi a lui i vostri cuori: Dio nostro aiuto in eterno.

Vangelo

Lc 6,1-5

1. E avvenne, che nel sabato secondo - primo passando egli pe' seminati, i suoi discepoli coglievano delle spighe, e stritolatele colle mani, mangiavano. 2. E allora alcuni dei Farisei disser loro: Perché fate voi quello, che non è permesso in giorno di sabato? 3. E Gesù rispose, e disse loro: Non avete voi dunque letto neppure quel, che fece Davidde, trovandosi affamato egli, e i suoi compagni? 4. Come entrò nella casa di Dio, e prese i pani della proposizione, e ne mangiò, e ne diede ai suoi compagni: de' quali (pani) non è lecito di mangiare se non a' soli sacerdoti? 5. E diceva loro: o padrone il Figliuolo dell'uomo anche del sabato.

Lettura Complementare

2Mac 12,29-46

Piano triennale — Anno B

29. Indi andarono alla città degli Sciti, distante secento stadj da Gerusalemme. 30. Ma protestando i Giudei, che dimoravano tra gli Scitopolitani, come essi erano trattati da quelli benignamente, e anche nei tempi della calamità, aveano trovata presso di loro molta umanità, 31. I Giudei rendettero grazie a quelli, è gli esortarono a continuare nel loro buon animo verso la loro nazione: e partiron per Gerusalemme, essendo imminente il dì solenne delle settimane. 32. E dopo la Pentecoste si mossero contro Gorgia governatore dell'Idumea. 33. E si mossero in viaggio in numero di tre mila fanti, e quattrocento cavalli. 34. E attaccata la zuffa alcuni pochi Giudei rimasero uccisi. 35. Ma un certo Dositheo soldato a cavallo di quei di Bacenore, uomo valoroso, avea messe le mani addosso a Gorgia; ma volendo egli prenderlo vivo, un soldato a cavallo, Trace di nazione, andò sopra di lui, e gli tagliò la spalla; e in tal modo Gorgia si fuggì a Maresa. 36. Ma combattendo per lunga pezza di tempo i soldati che eran sotto il comando di Esdrin, ed essendo già stanchi, Giuda invocò il Signore, affinchè egli fosse lor protettore, e condottiere nella battaglia: 37. E avendo cominciato a cantare ad alta voce degli inni nel linguaggio natìo messe in fuga i soldati di Gorgia. 38. E Giuda, riunito l'esercito, giunse alla città di Odollam, e venuto il settimo giorno purificatisi secondo il rito, celebrarono il sabato in quel medesimo luogo. 39. E il dì seguente Giuda andò colla sua gente a prendere i corpi degli uccisi per riporli co' loro parenti nei sepolcri de' loro nazionali. 40. E in seno degli uccisi trovarono delle cose donate agli idoli, che erano già in Jamnia, le quali sono cose proibite pe' Giudei secondo la legge; e tutti conobbero evidentemente, che per questo quegli eran periti. 41. E tutti benedissero i giusti giudizi del Signore, il quale avea manifestato il male nascosto. 42. E perciò rivoltisi all'orazione, pregarono, che fosse posto in dimenticanza il delitto commesso. Ma il fortissimo Giuda esortava il popolo a conservarsi senza peccato, mentre avean veduto co' proprj occhi quel che era avvenuto a causa del peccato di quelli, che rimasero uccisi. 43. E fatta una colletta mandò a Gerusalemme dodici mila dramme d'argento, perchè si offerisse sagrifizio pei peccati di quei defunti, rettamente, e piamente pensando intorno alla risurrezione, 44. (Perocché s'ei non avesse avuto speranza, che que' defunti avessero a risuscitare, superflua cosa, e inutile sarebbe paruta a lui l'orazione pei morti), 45. E considerando, che per quelli si erano addormentati nella pietà, serbavasi una grande misericordia. 46. Santo adunque, e salutare è il pensiero di pregare pei defunti, affinchè siano sciolti da' loro peccati.