Martedì 13 Agosto 2030

Piano di lettura

Martedì della XIX settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Ez 2,8-3,4

8. Ma tu figliuolo dell'uomo ascolta tutto quello, che io dico a te, e non esser contumace, come è contumace cotesta famiglia: apri la tua bocca, e mangia tutto quello, che io ti do. 9. E vidi, ed ecco una mano stesa verso di me, la quale teneva un libro involto; e lo spiegò a me davanti, ed egli era scritto di dentro, e di fuori, e in esso erano scritte lamentazioni, e cantici di mestizia, e di guai. 1. (Il Signore) disse a me: Figliuol dell'uomo, mangia tutto quello, che troverai, mangia questo volume, e va, e parla a' figliuoli a' Israele. 2. E apersi la mia bocca, ed ei mi fe' mangiar quel volume: 3. Ed ei disse a me: Figliuolo dell'uomo, il tuo ventre si ciberà, e le tue viscere si empieranno di questo volume, che io ti do. E lo mangiai, e fu dolce alla mia bocca come il miele. 4. Ed ei disse a me: Figliuolo dell'uomo, va alla casa d'Israele, e annunzierai loro le mie parole;

Salmo Responsoriale

Sal 118,33-37.40

33. HE. Dammi per norma, o Signore, la via di tue giustificazioni, e io sempre la seguirò. 34. Dammi intelletto, e io attentamente studierò la tua legge, e la osserverò con tatto il cuor mio. 35. Conducimi tu pel sentiero de' tuoi precetti: perché desso mi piacque. 36. Inclina il cuor mio verso di tue testimonianze, e non verso l'amore delle ricchezze. 37. Rivolgi gli occhi miei, perché non veggan la vanità: nella tua via dammi vita. 40. Ecco, ch'io ho amati i tuoi comandamenti: fammi vivere secondo la tua equità.

Vangelo

Mt 18,1-5.10.12-14

1. Nel tempo stesso si appressarono a Gesù i discepoli, e gli dissero: Chi è mai il più grande nel regno de' cieli? 2. E Gesù chiamato a se un fanciullo, lo pose in mezzo di essi. 3. E disse: In verità vi dico, che, se non vi convertirete, e non diventerete come fanciulli, non entrerete nel regno de' cieli. 4. Chiunque pertanto si farà piccolo, come questo fanciullo, quegli sarà il più grande nel regno de' cieli. 5. E chiunque accoglierà nel nome mio un fanciullo come questo, accoglie me stesso. 10. Guardatevi dal disprezzare alcuno di questi piccoli: conciossiachè io vi fo sapere, che i loro Angioli ne' cieli vedono perpetuamente il volto del Padre mio, che è ne' cieli. 12. Che ve ne pare? se un uomo ha cento pecore, e una di queste si smarrisce, non abbandona egli le altre novantanove, e sen va per li monti in cerca di quella, che si è smarrita? 13. E se gli venga fatto di ritrovarla: in verità vi dico, che più si rallegra di questa, che delle novantanove, che non si erano smarrite. 14. Così non è volere del Padre vostro, che è ne' cieli, che un solo perisca di questi piccoli.

Lettura Complementare

1Mac 11,57-74; 12,1-28

Piano triennale — Anno B

57. E il giovanetto Antioco scrisse a Gionata in questi termini: Io ti confermo nel sacerdozio, e ti fo signore delle quattro città, e ti do luogo tra gli amici del re. 58. E mandogli de' vasi di oro per suo servizio, e diegli potestà di bere nell'oro, e di portare la porpora, e di avere la fibbia d'oro: 59. E creò il suo fratello Simone governatore da' confini di Tiro sino a quelli di Egitto. 60. E Gionata si mosse, e andava attorno per le città, che sono di là dal fiume: e tutto l'esercito della Siria venne in suo soccorso: e arrivò ad Ascalon, e gli uscirono incontro quelli della città con onore. 61. E di li andò a Gaza: e quei di Gaza chiusero le porte, ed egli l'assediò e saccheggiò, e diede alle fiamme i luoghi intorno alla città. 62. Ma que' di Gaza si raccomandarono a lui, ed egli porse loro la destra, e prese in ostaggio i loro figliuoli, e mandogli a Gerusalemme, e andò attorno pel paese sino a Damasco. 63. Ma Gionata intese come i capitani di Demetrio con grosso esercito avean fatto ribellare Cades, che è nella Galilea, affine di ritrarlo dagli affari del regno: 64. Ed egli si mosse contro di essi; ma lasciò nella provincia Simone suo fratello. 65. E Simone si avvicinò a Bethsura e l'assediò lungamente, e teneva rinchiusi quei cittadini. 66. E gli domandaron la pace, ed egli la concesse loro; e mandatili via di lì, prese possesso della città, e vi pose presidio. 67. Ma Gionata col suo esercito si avvicinò alle acque di Genesar, e prima del far del dì giunsero nella campagna di Asor: 68. E si vide davanti il campo degli stranieri, i quali gli avean tesa un'imboscata sulla montagna: ed egli andò di fronte per combatterli. 69. E quelli, che erano nell'imboscata venner fuori dai loro posti, e attaccaron la zuffa. 70. Allora quei di Gionata si dieder tutti a fuggire, né alcun rimase di essi, se non Mathathia figliuolo di Absalom e Giuda figliuolo di Calphi capo dell'esercito. 71. E Gionata si straccia le vesti, e si gettò della terra sul capo, e fece orazione. 72. Indi tornò Gionata sopra i nemici, e gli sbaragliò e li mise in fuga. 73. E la gente di lui, che fuggiva, veduto questo, tornarono a lui, e inseguirono tutti insieme il nemico sino a Cades, dove questi avea gli alloggiamenti, e arrivarono sin colà. 74. E degli stranieri perirono in quel giorno tre mila, e Gionata tornò a Gerusalemme. 1. E Gionata vedendo, che il tempo era favorevole, elesse deputati per mandargli a Roma a stabilire e rinnovar l'amicizia. 2. Similmente agli Sparziati e ad altri potentati scrisse lettere dello stesso tenore. 3. E quegli andarono a Roma, ed entrati nella Curia, dissero: Gionata sommo Sacerdote e la nazione dei Giudei ci hanno mandati a rinnovare l'amicizia e la confederazione, quale ella è stata per la passato. 4. E (i Romani) diedero ad essi lettere pe' loro presidi d'un luogo all'altro, affinché li facesser condurre con sicurezza nella terra di Giuda. 5. Or ecco la copia della lettera scritta da Gionata agli Sparziati: 6. Gionata sommo Sacerdote e i seniori della nazione e i sacerdoti e tutto il popolo dei Giudei, agli Sparziati fratelli, salute. 7. È già tempo, che fu scritta lettera da Ario, che regnava tra voi a Onia sommo Sacerdote, nella quale si dicea come voi siete nostri fratelli, come lo dimostra la copia, che qui sotto si riferirà. 8. E Onia accolse onorevolmente il messo e le lettere, nelle quali si trattava di fare amicizia e confederazione. 9. Noi non avendo bisogno di nissuna di queste cose, perchè abbiamo per nostra consolazione i libri santi a che sono nelle nostre mani, 10. Abbiam voluto nulladimeno mandar a voi deputati per rinovellare la fraternità e l'amicizia, affinché non accada, che noi diventiamo stranieri a voi; perocchè gran tempo è trascorso dopo che voi mandaste a visitarci. 11. Noi però in ogni tempo non abbiam mai tralasciato nè giorni solenni e negli altri tempi quando convien di farlo, di far commemorazione di voi nè sacrifizj; che da noi sono offerti, e nelle orazioni, come è giusto e convenevole di aver memoria de' fratelli. 12. Or noi ci rallegriamo della vostra gloria. 13. Ma noi siamo stati circondati da molte tribolazioni e guerre; e i re circonvicini ci hanno vessati. 14. Noi adunque non abbiam voluto in queste guerre recar molestia a voi, né agli altri confederati e amici nostri: 15. Perocchè noi abbiam ricevuto soccorso dal cielo, e siamo stati liberati, e son rimasi svergognati i nostri nemici. 16. Ma avendo noi eletto Numenio figliuolo' di Antioco, e Antipatro figliuolo di Giasone per mandargli ai Romani a rinnovar con essi l'amicizia e la confederazione antica, 17. Abbiam data ad essi commissione di venir anche da voi a salutarvi, e a portarvi questa nostra lettera, che ha per fine di rinnovellare la nostra fraternità. 18. Or voi ben farete rispondendo a noi sopra tali cose. 19. E questa è la copia della lettera scritta ad Onia: 20. Ario re degli Sparziati, ad Onia sommo Sacerdote, salute. 21. Si è trovato in certa scrittura, che gli sparziati e i Giudei sono fratelli, e sono della stirpe d'Abramo. 22. Or dacchè noi abbiamo scoperta tal cosa, voi farete bene a scriverci, se siate in pace. 23. E noi pure scriviamo a voi: I nostri bestiami e le nostre possessioni sono vostre, e nostre sono le vostre: queste cose adunque abbiamo dato commissione di far sapere a voi. 24. Or Gionata seppe come i capitani di Demetrio eran tornati con esercito maggior di prima per assalirlo: 25. Ed egli parti da Gerusalemme, e andò ad incontrarti nel paese di Amath; perocchè non avea dato loro il tempo di metter piede nel suo paese. 26. E mandò delle spie nel loro campo, le quali tornarono a dirgli, che quelli avean risoluto di coglierlo all'improvviso quella notte. 27. Or tramontata che fu il sole, Gionata ordinò ai suoi di vegliare, e di stare coll'armi in ordine per la battaglia tutta la notte, e pose sentinelle intorno al quartiere. 28. Ma i nemici avendo risaputo come Giornata era colla sua gente in ordine per la battaglia, ebber timore, e perderon coraggio, e acceser de' fuochi nel loro campo.