Sabato 13 Luglio 2030

Piano di lettura

Sabato della XIV settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Os 14,2-10

2. Convertiti, o Israele, al Signore Dio tuo; perocché per le tue scelleraggini ti sei precipitato. 3. Prendete con voi parole, e volgete vi al Signore, e ditegli: Togli tutte le iniquità, accetta questo bene, e noi ti offeriremo le ostie delle nostre labbra. 4. Non sarà nostro salvatore l'Assiro, non saliremo sopra i cavalli, non diremo mai più che nostri dii siano le opere di nostre mani, perchè tu avrai pietà del pupillo rimesso nelle tue mani. 5. Io sanerò le loro piaghe, gli amerò gratuitamente, perchè si è placato con essi il mio sdegno. 6. Io sarò come rugiada per Israele, ed egli spunterà come giglio, e getterà sue radici come una pianta del Libano. 7. Si diffonderanno i suoi rami; ei sarà bello come un ulivo, e odoroso come l'incenso. 8. Si convertiranno, e sederanno all'ombra di lui: viveranno di frumento; si propagheranno qual vite: il loro nome sarà come il vino nel Libano. 9. Ephraim (dirà): che ho io ornai da fare cogl'idoli? io l'esaudirò, io lo farò andare in alto come un verde abete: da me verranno i tuoi frutti. 10. Chi è il saggio, che tali cose comprenda? chi ha intelletto per penetrarle? perocché le vie del Signore sono diritte, e i giusti le battono, ma i prevaricatori vi ricaderanno.

Salmo Responsoriale

Sal 90,1-4.14-15

1. Lauda, o cantico di Davidde. Colui, che riposa nell'aiuto dell'Altissimo, viverà sotto la protezione del Dio del cielo. 2. Egli dirà al Signore: Mio difensore se' tu, e mio asilo: egli è il mio Dio, in lui spererò; 3. Imperocché egli dal laccio de' cacciatori, è da dure cose mi ha liberate. 4. De' suoi omeri farà ombra a te, e sotto le ali di lui avrai fidanza. 14. Perché egli ha sperato in me, io lo libererò: lo proteggerò, perché ha conosciuto il mio nome. 15. Alzerà a me la voce, e io lo esaudirò: con lui son io nella tribolazione, ne lo trarrò, e lo glorificherò.

Vangelo

Mt 10,24-33

24. Non v'ha discepolo da più del maestro, né servo da più del suo padrone. 25. Basti al discepolo di essere come il maestro; e al servo di essere come il padrone. Se hanno chiamato Beelzebub il padron di casa, quanto più i suoi domestici? 26. Non abbiate adunque paura di loro. Imperocché nulla vi è di nascosto, che non sia per essere rivelato; e niente d'occulto, che non s'abbia a sapere. 27. Dite in pieno giorno quello, che io vi dico all'oscuro, e predicate sui tetti quel, che vi è stato detto in un orecchio. 28. E non temete coloro, che uccidono il corpo, e non possono uccider l'anima; ma temete piuttosto colui, che può mandar in perdizione e l'anima, e il corpo all'inferno. 29. Non è egli vero, che due passerotti sì vendono un quattrino: e un solo di questi non cascherà per terra senza del Padre vostro? 30. Ma i capelli del capo vostro sono stati contati. 31. Non temete adunque: voi sorpassate di pregio un gran numero di passerotti. 32. Chiunque pertanto mi confesserà dinanzi agli uomini, anch'io lo confesserò dinanzi al Padre mio, che è ne' cieli. 33. E chiunque mi rinnegherà dinanzi agli uomini, lo rinnegherò anch'io dinanzi al Padre mio, che è ne' cieli.

Lettura Complementare

Est 11,1-12; 12,1-6; 13,1-18

Piano triennale — Anno B

1. L'anno quarto del regno di Tolomeo, e di Cleopatra, Dositheo, il quale si diceva sacerdote, e della stirpe di Levi, e Tolomeo suo figliuolo portarono questa lettera del Phurim, la quale dissero essere stata traslatata in Gerusalemme da Lisimaco figliuolo di Tolomeo. 2. L'anno secondo del regno di Artaserse il massimo, il dì primo del mese di Nisan, Mardocheo figliuolo di Jair, figliuolo di Semei, figliuolo di Cis, della tribù di Beniamin vide un sogno: 3. Egli fu Giudeo, e abitava in Susa, e l'i. uomo grande, e de' primi della corte del re. 4. Ed era del numero de' prigionieri traportati in Gerusalemme con Jeconia re di Giuda da Nabuchodonosor re di Babilonia: 5. E il suo sogno fu questo: Parvegli di sentire delle voci, de' tumulti, de' tuoni, e de' tremuoti, e sconvolgimenti sopra la terra: 6. Ed ecco due grandi dragoni in atto di venir tra loro a battaglia. 7. Alle strida de' quali tutte si mossero le nazioni per assalire la nazione dei giusti. 8. E quello fu giorno di tenebre, e di pericolo, di tribolazione, e di all'anno, e di timori grandi per la terra. 9. E la nazione de' giusti fu in scompiglio pel timore dei mali suoi, e si preparava alla morte. 10. E alzaron le grida al Signore, e mentre gridavano un piccol fonte crebbe in grandissimo fiume ridondante di acque. 11. Un lume, e un sole spuntò fuori, e i piccoli furono esaltati, e divorarono i grandi. 12. Veduto ciò Mardocheo, alzatosi dal letto andava pensando quel, che Dio far volesse: e portava ciò fisso nella mente, bramoso di saper quel, che volesse dire il sogno. 1. Or egli in quel tempo stava nella corte del re con Bagatha, e Thara eunuchi del re, che erano uscieri del palazzo. 2. Ed egli avendo penetrati i loro pensieri, e diligentemente investigati i loro disegni, si assicurò, che ei cercavano di metter le mani addosso ad Artaserse, e lo rivelò al re. 3. Il quale, fatto il processo ad ambedue, e quegli essendo confessi, ordinò, che fosser condoni alla morte. 4. E il re fece scrivere nel Diario questo avvenimento; e anche Mardocheo lo descrisse per conservarne memoria. 5. E il re ordinò, che egli stesse nel palazzo, e gli furon dati dei doni per la scoperta fatta. 6. Ma Aman figliuolo di Amadathi, Bugeo, era in grandissima riputazione presso del re, e voleva far del male a Mardocheo, e al suo popolo a causa dei due eunuchi del re puniti di morte. 1. Artaserse re massimo dall'India sino all'Etiopia, ai principi, e governatori delle cento ventisette provincie soggette al suo impero, salute. 2. Comandando io a moltissime nazioni, e avendo al mio dominio soggettata tutta la terra, non ho voluto abusare della mia gran possanza, ma governare con clemenza, e bontà i sudditi, affinchè senza timore alcuno menando tranquillamente la vita loro godessero della pace bramata da tutti i mortali. 3. Or cercando io da' miei consiglieri in qual modo ciò potesse ottenersi, uno, che tutti gli altri sorpassava in saggezza, e fedeltà, ed era il secondo dopo del re, di nome Aman, 4. Mi significò, esservi un popolo disperso per tutta la terra, vivente con leggi inusitate, e avverso ai costumi di tutte le genti, il quale disprezzava i comandi dei re, e colle sue dissensioni alterava la concordia di tutte le genti. 5. Ciò avendo noi inteso, veggendo come una sola nazione contraria ad ogni specie d'uomini segue leggi perverse, e disubbidisce ai nostri ordini, e turba la concordia, e la pace delle provincie soggette a noi, 6. Abbiam comandato, che tutti quelli, che saranno indicati da Aman (che ha la soprintendenza di tutte le provincie, ed è il secondo dopo del re, e il quale noi come padre onoriamo) siano sterminati da' loro nemici insieme colle mogli, e figliuoli ai quattordici del mese duodecimo Adar, di questo anno, e nissuno abbia di essi pietà: 7. Affinchè questi uomini scellerati scendendo lo stesso dì nell'inferno, rendano al nostro impero la pace, che aveano turbata. 8. E Mardocheo fece preghiera al Signore, rammentandosi tutte le opere fatte da lui, 9. E disse: Signore, Signore, Re onnipotente, dapoichè in tuo dominio sono tutte le cose, e non havvi chi al tuo volere resister possa, quando tu abbi risoluto di salvare Israello. 10. Tu facesti il cielo, e la terra, e tutto quello, che nel giro de' cieli contiensi. 11. Tu se' il Signore di tutte le cose, e alla maestà tua nissuno resiste. 12. Tu sai ogni cosa, e sai, che non per superbia, né per ispregio, né per qualche desiderio di gloria ho fatto questo, di non adorare il superbissimo Aman; 13. Perocché volentieri per salvare Israele sarei pronto a baciare le orme de' suoi piedi; 14. Ma ho temuto di trasportare ad un uomo L'onor del mio Dio, e di adorar qualcheduno oltre il mio Dio. 15. Ora tu, o Signore Re, Dio d'Abramo, abbi pietà del tuo popolo, perocché i nostri nemici vogliono sterminarci, e distruggere la tua eredità. 16. Non disprezzare il tuo retaggio da te riscattato dall'Egitto. 17. Esaudisci la mia preghiera, e sii propizio al popolo, che è tua porzione eletta a sorte, e converti in allegrezza i gemiti nostri, affinchè vivendo diamo lode, o Signore, al tuo nome, e non chiuder la bocca a quei, che cantano le tue glorie. 18. Tutto ancora Israele unanimamente orando alzava le grida al Signore; sovrastando ad essi indubitata la morte.