Mercoledì 26 Giugno 2030

Piano di lettura

Mercoledì della XII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

2Re 13,14-25

14. Or Eliseo era malato di quella malattia, di cui morì, e Gioas re d'Israele andò a trovarlo, e piangeva dinanzi a lui, e diceva: Padre mio, padre mio, cocchio, e cocchiere d'Israele. 15. Ed Eliseo disse: Porta qua un arco con delle frecce: e quando quegli ebbe portato l'arco, e le frecce, 16. Egli disse al re d'Israele: Metti la tua mano sull'arco. E quando il re vi ebbe posta la mano, Eliseo pose le sue mani sulle mani del re, 17. E disse: Apri la finestra a levante. E quando quegli la ebbe aperta, disse Eliseo: Tira la freccia. Ed ei la tirò, ed Eliseo disse: Freccia di salute del Signore, freccia di salute contro la Siria: tu metterai in rotta la Siria ad Aphec fino all'esterminio. 18. E disse: Prendi delle frecce. E quand'ei le ebbe prese, gli disse di bel nuovo: Percuoti colle tue frecce la terra. E quegli la percosse tre volte, e si fermò: 19. E l'uomo di Dio si adirò contro di lui, e disse: Se tu avessi dato cinque, o sei, o sette colpi, tu avresti sconfitta la Siria fino all'ultimo esterminio: ora poi tu la porrai in rotta tre volte. 20. Eliseo di poi si morì, e lo seppellirono. Or lo stesso anno i ladroni di Moab entrarono nel paese. 21. E certuni, che portavano a seppellire un uomo, videro i ladroni, e gettarono quel cadavere nel sepolcro di Eliseo; e toccate che ebbe le ossa di Eliseo, quell'uomo risuscitò, e si alzò su' suoi piedi. 22. Hazael re di Siria straziò Israele tutto il tempo del regno di Joachaz. 23. Ma il Signore ebbe pietà di essi, e torno a loro a causa del patto fatto da lui con Abramo, e Isacco, e Giacobbe: e non volle sperderli, né rigettarli affatto sino a questo tempo. 24. Or Hazael re di Siria morì, e gli succedette nel regno Benadad suo figliuolo. 25. Ma Gioas figliuolo di Joachaz ritolse a Benadad figliuolo di Hazael le città, che questi avea tolte in guerra a Joachaz suo padre. Gioas tre volte lo sconfisse, ed egli rendè ad Israele quel le città.

Salmo Responsoriale

Sal 33,7-12

7. Calerà l'Angelo del Signore intorno a color, che lo temono, e li libererà. 8. Gustate, e fate sperienza, come soave sia il Signore: beato l'uomo, che spera in lui. 9. Santi tutti del Signore, temetelo; imperocché non manca nulla a color, che lo temono. 10. I ricchi si trovarono in bisogno, e patiron la fame: ma a coloro, che temono il Signore non mancherà nissun bene. 11. Venite, o figliuoli, ascoltatemi, vi insegnerò a temere il Signore. 12. Chi è colui, che ama la vita; e desidera di vedere de' buoni giorni?

Vangelo

Mt 7,15-20

15. Guardatevi da' falsi profeti, che vengono da voi vestiti da pecore: ma al di dentro son lupi rapaci. 16. Li riconoscerete da' loro frutti. Si coglie forse uva dalle spine, o fichi da' triboli? 17. Così ogni buon albero porta buoni, frutti: e ogni albero cattivo fa frutti cattivi. 18. Non può un buon albero far frutti cattivi; né un albero cattivo far frutti buoni. 19. Qualunque pianta, che non porti buon frutto, si taglia, e si getta nel fuoco. 20. Voi li riconoscerete adunque dai frutti loro.

Lettura Complementare

Gdt 7,1-25

Piano triennale — Anno B

1. E Il dì seguente Oloferne comando alle sue schiere di incamminarsi verso Betulia. 2. Or egli avea cento ventimila fanti agguerriti, e ventidue mila cavalli, oltre quelli, che avea levati per forza, e oltre tutta la gioventù condotta dalle provincie, e dalle città. 3. Tutti si posero egualmente in ordine per combattere contro i figliuoli d'Israele, e si avanzarono per la parte inferiore del monte fino all'altura, che domina (sopra) Dothain dal luogo detto Belma fino a Chelmon, che è dirimpetto ad Esdrelon. 4. Ma i figliuoli d'Israele quando ebber veduta quella moltitudine si prostraron boccone per terra, coprendosi la testa di cenere pregando tutti insieme il Dio d'Israele a di mostrare la sua misericordia verso il suo popolo. 5. E prendendo le loro armi si piantarono nei luoghi, i quali davan l'accesso ad angusti sentieri per mezzo ai monti; e li custodivano di giorno, e di notte. 6. Ma Oloferne mentre andava attorno girando osservò, che la fontana, la quale sboccava in città, vi era condotta per mezzo di un acquidotto, che era fuori dalla parte di mezzodì, e ordinò, che quell'acquidotto fosse tagliato. 7. Eranvi nondimeno in poca distanza dalle mura delle sorgenti, dalle quali vedeansi attignere furtivamente dell'acqua più per ristorarsi, che per bere. 8. Mai figliuoli di Jommon, e di Moab andarono, e dissero ad Oloferne: I figliuoli d'Israele ripongono la loro speranza non nelle loro lance, nè nelle loro frecce, ma loro difesa son le montagne, e i ripidi colli li rendono sicuri. 9. Perchè adunque tu possa superarli senza venir alle mani, metti della gente a custodir le sorgenti, affinchè non ne attingano acqua, e gli ucciderai senza spada, o almeno non potendone più ti daran nelle mani la loro città creduta da essi inespugnabile per esser posta sui monti. 10. E Oloferme, e i suoi uffiziali approvarono queste parole, ed egli pose cento uomini di guardia intorno a ciascheduna sorgente. 11. Or dopo che per venti giorni vi furono state in tal guisa le guardie, vennero a mancare le cisterne e i serbatoi di acque a tutti gli abitanti di Betulia talmente che non vi era nella città abbastanza da dissetarsi per un sol giorno; imperocchè davasi di per dì alla gente l'acqua a misura. 12. Allora si affollarono intorno ad Ozia tutti gli uomini, e le donne, e i giovani, e i ragazzi, e dissero ad una voce: 13. Sia giudice Dio tra noi, e te; perocchè tu ci hai fatti questi mali, non volendo trattare la pace cogli Assiri, e per questo Dio ci ha abbandonati nelle loro mani. 14. E per questo siamo privi di soccorso nel tempo, che sotto gli occhi loro siam prostrati a terra per la sete, e per la miseria grande. 15. Su via convocate tutti quei, che si trovano nella città, e arrendiamoci volontariamente all'esercito di Oloferne. 16. Perocchè è meglio, che prigionieri benediciamo il Signore, che perire, ed esser l'obbrobrio di tutti gli uomini, quando vedremo le nostre mogli, e i nostri bambini morire sotto gli occhi nostri. 17. Noi prendiamo oggi per testimoni il cielo, e la terra, e il Dio de' padri nostri, il quale ci punisce secondo i nostri peccati: rendete omai la città alle schiere di Oloferne, e il nostro penare sia breve sotto la spada, il quale ora è lungo oltre modo nell'arsura della sete. 18. E quando ebbero dette tali cose si levarono gran gemiti, e urli in tutta l'adunanza, e per molte ore ad una voce gridavano, e dicevano al Signore: 19. Abbiam peccato noi, e i padri nostri, siamo stati ingiusti, abbiam commesso iniquità. 20. Tu, perchè se' pio, abbi misericordia di noi, o punisci co' tuoi flagelli le nostre iniquità, ma non abbandonare in potere di un popolo, che non ti conosce, coloro che ti onorano. 21. Affinchè tralle nazioni non abbia a dirsi: Dov'è il loro Dio? 22. Or quando, stanchi di gridare, e di gemere, ebber fatto silenzio. 23. Si levò Ozia tutto bagnato di lacrime, e disse: Fratelli fatevi cuore, e aspettiamo ancora per cinque giorni la misericordia del Signore: 24. Perocchè forse egli taglierà il corso all'ira sua, e glorificherà il suo nome: 25. Che se passati i cinque giorni niun soccorso verrà, faremo come voi avete detto.