Giovedì 7 Marzo 2030

Piano di lettura

Giovedì dopo le Ceneri

Prima Lettura

Dt 30,15-20

15. Ripensa come io oggi ho proposto dinanzi a te la vita, e il bene, e d'altra parte la morte, e il male: 16. Affinché tu ami il Signore Dio tuo, e cammini nelle sue vie, e osservi i suoi comandamenti, e le cerimonie, e le leggi: e abbi la vita, ed ei ti moltiplichi, e ti benedica nella terra, di cui tu entrerai al possesso. 17. Ma se il cuor tuo si volgesse indietro, e tu non volessi obbedire, e sedotto da errore adorassi gli dei stranieri, e a questi rendessi culto: 18. Io ti profetizzo oggi che tu andrai in ruina, e in poco tempo non sarai più nella terra, di cui, passato il Giordano, entrerai in possesso. 19. Io chiamo in testimoni il cielo, e la terra, come io ti ho oggi proposta la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Eleggi adunque la vita, affinché la vita abbi tu, e i tuoi figliuoli; 20. E ami il Signore Dio tuo, e alla voce di lui obbedisca, e con lui resti unito (perocché egli è la tua vita, e la lunghezza dei giorni tuoi) affinché tu abiti nella terra, la quale il Signore giurò di dare ai padri tuoi Abramo, Isacco, e Giacobbe.

Salmo Responsoriale

Sal 1,1-4.6

1. Beato l'uomo, che non va dietro ai consigli degli empj, e non si ferma nella via de' peccatori, né si pone a sedere sulla cattedra di pestilenza: 2. Ma suo diletto ell'è la legge del Signore; e la legge di lui egli medita di giorno, e di notte. 3. Ed ei sarà come arbore piantato lungo la corrente delle acque, il quale darà a suo tempo il suo frutto; E foglia di lui non cadrà: e tutto quello, che egli farà, avrà prospero effetto. 4. Non così sarà degli empj, non così; ma ei saran come loppa, cui sperge il vento dalla superficie della terra. 6. Perocché conosce il Signore la via de' giusti, e la strada degli empj finirà nella perdizione.

Vangelo

Lc 9,22-25

22. Dicendo: Fa d'uopo, che il figliuolo dell'uomo patisca molto, e sia riprovato dagli anziani, e dai principi de' sacerdoti, e dagli Scribi, e sia ucciso, e risusciti il terzo giorno. 23. Diceva poi a tutti: Se alcuno vuole tenermi dietro, rinneghi se stesso, e prenda dì per dì la sua croce, e mi seguiti. 24. Imperocché chi vorrà salvare l'anima sua, la perderà: e chi perderà l'anima sua per causa mia, la salverà. 25. Imperocché che giova all'uomo il guadagnare tutto il mondo, ove perda se stesso, e di se faccia scapito?

Lettura Complementare

Sap 12,1-12; 12,14-15; 12,20-27; 13,10-19

Piano triennale — Anno B

1. Quanto è benigno, e soave, o Signore, il tuo spirito in tutte le cose! 2. Onde tu gli erranti appoco appoco correggi, e de' loro falli gli ammonisci, e parli loro, affinchè messa da parte la malizia credano in te, o Signore. 3. Imperocché tu avevi in abbominazione quelli abitatori antichi della tua terra santa, 4. Perché orrende cose facevano contro di te co' lor veneficj, e sagrifizj scellerati, 5. Che uccidevano senza pietà i propri figliuoli, e divoravano le viscere degli uomini, e beveano il sangue in mezzo alla sacrata tua terra. 6. Questi genitori, autori della strage di quelle creature abbandonate, tu volesti distruggerli per le mani de' padri nostri, 7. Affinchè la terra cara a te più, che tutte le altre, accogliesse la degna colonia de' figliuoli di Dio. 8. Ma anche a questi come uomini avesti riguardo, e mandasti quai battitori del tuo esercito le vespe, le quali appoco appoco gli sterminassero. 9. Non perché tu non potessi soggettare amano armata gli empj ai giusti, o tutti sterminarli per mezzo di bestie feroci, o con una dura parola: 10. Ma gradatamente punendoli lascia vi luogo alla penitenza, benché non ignorassi tu come quella nazione era scellerata, e connaturale a quelli era la malizia, e come non potevan cangiarsi i loro pensieri giammai. 11. Perocché eran quelli una progenie maledetta fin da principio; e tu risparmiando i loro peccati non facevi per timore di alcuno. 12. Imperocché chi dirà a te: Che è quello, che tu hai fatto? O chi si opporrà a' tuoi giudizj? o chi verrà a te davanti in difesa di uomini iniqui? o chi a te imputerà lo sterminio delle nazioni create da te? 14. Né re alcuno, né principe domanderà conto davanti a te di quelli, che avrai fatto perire. 15. Ma essendo tu giusto con giustizia ordini tutte le cose, e il condannare colui, che non debbe essere punito, il giudichi tu cosa aliena da tua possanza. 20. Imperocché se i nemici de' servi tuoi già rei di morte gastigasti con tanto riguardo, dando loro tempo, e comodità, perché potessero rinunziare alla malizia, 21. Con quanta cautela hai tu giudicati li tuoi figliuoli, a' padri de' quali facesti le buone promesse pattuite, e giurate? 22. Quando adunque noi tu correggi, molto più tu flagelli i nostri nemici, affinchè noi ripensiamo, e siamo attenti alla tua bontà, e quando si fa giudizio di noi, nella tua misericordia speriamo. 23. Per la qual cosa eziandio a quelli, che nella loro vita si diportarono da insensati, ed ingiusti, desti tu sommi tormenti per mezzo di quelle cose, che aveano adorate. 24. Perocché eglino per lungo tempo camminarono traviati per la via dell'errore, credendo dei que', che sono i più vili tra gli animali, e vivendo da ragazzi senza ragione. 25. Per questo come a ragazzi insensati tu desti loro gastigo di scherno: 26. Ma quelli, che agli scherni, e alle grida non si emendarono, provaron gastigo degno di Dio: 27. Imperocché da quello stesso, che con indignazione soffrivano per mezzo di quelle cose, ch'ei credevano dei, da questo nel tempo, che erano straziati, si accorsero, e riconobbero vero Dio esser quello, che una volta negavano di conoscere; per la qual cosa piombò sopra di loro la finale condannagione. 10. Ma sgraziatissimi sono, e la loro speranza hanno in cose morte coloro, che danno il nome di dei alle opere delle mani degli uomini, all'oro, all'argento lavorato con arte, e alle immagini di animali, o ad un vil sasso, opera di antica mano. 11. Come quando un legnaiuolo perito tronca una diritta pianta dal bosco, e con buon modo tutta ne rade la corteccia, e dell'arte sua ne forma un mobile atto a servire per le bisogne della vita, 12. E degli avanzi di tal lavoro ne fa uso per farsi da mangiare; 13. E un pezzo di questi non buono a farne nulla, bischenco, e pieno di nodi, a tempo avanzato lo lavora diligentemente collo scalpello, e secondo le regole dell'arte sua gli da figura, e lo fa simile all'immagine di un uomo, 14. Ovver gli dà somiglianza ad alcuno animale; e lo liscia col minio, e gli dà color rosso col belletto, e lo pulisce da tutte le sue macchie, 15. E degna stanza a lui prepara, e lo colloca alla muraglia, dove lo assicura col ferro, 16. Affinchè non vada per terra, usando per esso tal diligenza, perché sa, ch'ei non può da se aitarsi, perché è un simolacro, ed ha bisogno di aiuto: 17. E a lui porge voti, e lo consulta intorno alle sue facoltà, e intorno a' figliuoli, e intorno ad un matrimonio; e non si vergogna di parlare con uno, che è senz'anima: 18. E da un invalido chiede con suppliche la sanità, e da un morto la vita, e in suo aiuto invoca un impotente: 19. E per fare un viaggio si raccomanda a chi non può muoversi, e per far degli acquisti, o qualche lavoro, e pel felice evento di qualsisia cosa, fa preghiere a chi non è buono a nulla.