Martedì 23 Ottobre 2029

Piano di lettura

Martedì della XXIX settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Rm 5,12.15.17-19.20-21

12. Per la qual cosa, siccome per un sol uomo entrò il peccato in questo mondo, e pel peccato la morte, così ancora a tutti gli uomini si stese la morte, nel qual (uomo) tutti peccarono. 15. Ma non quale il delitto, tale il dono: conciossiacchè se pel delitto di uno molti perirono: molto più la grazia, e la liberalità di Dio è stata ridondante in molti in grazia di un uomo (cioè) di Gesù Cristo. 17. Imperocché se per lo delitto di un solo, per un solo regnò la morte: molto più que', che hanno ricevuto l'abbondanza della grazia, del dono, e della giustizia, regneranno nella vita pel solo Gesù Cristo. 18. Quindi è che, siccome pel delitto di un solo (la morte) sopra tutti gli uomini per dannazione: così per la giustizia di un solo (la grazia) a tutti gli uomini per giustificazione vivificante. 19. Conciossiachè siccome per la disubbidienza di un uomo molti son costituiti peccatori: così per la ubbidienza di uno molti saran costituiti giusti. 20. La legge poi subentrò, perché abbondasse il peccato. Ma dove abbondò il peccato, soprabbondò la grazia: 21. Onde siccome regnò il peccato, dando la morte, così pure regni la grazia mediante la giustizia per dare la vita eterna per Gesù Cristo Signor nostro.

Salmo Responsoriale

Sal 39,6-9.16

6. Non hai voluto sagrifizio, né obblazione: ma a me tu formasti le orecchie. Non hai richiesto olocausto, e sagrifizio per lo peccato: 7. Allora dissi: Ecco che io vengo, (Nel complesso del libro di me sta scritto) 8. Per fare la tua volontà: Dio mio. Io volli in mezzo al cuor mio aver la tua legge. 9. Ho annunziato la tua giustizia in una Chiesa grande: ecco, che io non terrò chiuse le labbra: tu lo sai, o Signore. 16. Esultino, e in te si rallegrino tutti coloro, i quali ti cercano; e quelli, che amano la salute, che vien da te, dicano in ogni tempo; Glorificato sia il Signore.

Vangelo

Lc 12,35-38

35. Siano cinti i vostri lombi, e nelle mani vostre lampane accese. 36. E fate voi, come coloro, che aspettano il loro padrone, quando torni da nozze, per aprirgli subito che giungerà, e picchierà alla porta. 37. Beati que' servi, i quali, in arrivando, il padrone troverà vigilanti: in verità vi dico, che tiratasi su la veste, li farà mettere a tavola, e gli anderà servendo. 38. E se giugnerà alla seconda vigilia, e se giugnerà alla terza, e li troverà così (vigilanti) beati sono tali servi.

Lettura Complementare

2Sam 11,11-12; 11,18-27

Piano triennale — Anno A

11. Ma Uria disse a David: L'arca di Dio e Israele, e Giuda abitano sotto le tende, e il signor mio Gioab, e i servi del mio signore dormono in piana terra, e io andrò a casa mia per mangiare, e bere, e dormir con mia moglie? per la vita, e per la salute del mio re non farò io tal cosa. 12. Disse adunque David a Uria: Fermati qui ancora per oggi, e domani ti licenzierò. Si trattenne Uria in Gerusalemme quel dì, e il seguente. 18. Gioab mandò avviso a David di tutte le cose avvenute nella battaglia: 19. E ordinò al messo, e disse: Quando avrai fatta al re tutta la relazione delle cose della guerra, 20. Se vedrai ch'egli vada in collera, e dica: per qual motivo vi siete appressati alle mura per combattere? non sapevate voi, come di sopra le mura si scagliano i dardi a furia? 21. Chi fu, che uccise Abimelech figliuolo di Jerobaal? Non fu ella una donna, la quale gettogli addosso un pezzo di macina dalla muraglia, e Io uccise in Thebes? Per qual motivo vi siete voi appressati alla muraglia? Tu dirai: È morto anche il tuo servo Uria di Heth. 22. Il messo adunque partì, e giunse, e raccontò a David tutto quello che gli avea comandato Gioab. 23. E disse il messo a David: Coloro hanno avuto del vantaggio sopra di noi, e sono usciti fuori contro di noi alla campagna: ma noi abbiam fatto forza, e gli abbiam rispinti sino alla porta della città. 24. E gli arcieri hanno lanciati i loro dardi dalle mura sopra la tua gente, e son morti alcuni de' servi del re: anzi anche il tuo servo Uria di Heth è morto. 25. E David disse al messo: Tu dirai a Gioab: Non perderti d'animo per simil cosa: perocché varii sono gli eventi della guerra: e ora questo, ora quello, è divorato dalla spada: fa coraggio a' tuoi guerrieri, e aizzali contro la città per distruggerla. 26. E la moglie di Uria seppe, come Uria suo marito era morto, e lo pianse. 27. E finito che ella ebbe il suo lutto, David la fece venire in sua casa: ed ella divenne sua moglie, e partorì a lui un figliuolo. Ma quello che avea fatto Davidde, dispiacque al Signore.