Venerdì 8 Giugno 2029

Piano di lettura

Sacratissimo Cuore di Gesù

Prima Lettura

Dt 7,6-11

6. Perché tu se' un popolo consacrato al Signore Dio tuo. Ti elesse il Signore Dio tuo per essere popolo di sua proprietà tra tutti i popoli, che son sulla terra. 7. Non perché voi superaste in numero ogni altra gente, si è unito a voi il Signore, e vi ha eletti, mentre siete inferiori di numero a tutti i popoli: 8. Ma perché egli vi ha amati, e ha mantenuto il giuramento fatto a' padri vostri, per questo vi trasse con man possente, e vi riscattò dalla casa di schiavitù, dalle mani di Faraone re dell'Egitto. 9. E tu conoscerai, come il Signore Dio tuo egli è un Dio forte, e fedele, che mantiene il patto, e la misericordia con quei che lo amano, e osservano i suoi precetti, per mille generazioni: 10. E rende tosto la loro mercede a coloro, che l'odiano, onde gli sperde, e non differisce più oltre, pagando loro immediatamente quel che han meritato. 11. Osserva adunque i precetti, e le cerimonie, e le leggi, che io oggi ti ordino di osservare.

Salmo Responsoriale

Sal 102,1-4.6-8.10

1. Dello stesso Davidde. Benedici, o anima mia il Signore, e tutte le mie interiora (benedicano) il nome santo di lui. 2. Benedici, o anima mia il Signore, e non volere scordarti d'alcuno de' suoi benefizj. 3. Egli, che perdona tutte le tue iniquità, che tutte sana le tue infermità. 4. Che riscatta la tua vita da morte: e di misericordie ti circonda, e di grazie. 6. Il Signore fa misericordia, e fa ragione a tutti quei, che soffrono ingiuria: 7. fe' conoscere le sue vie a Mosè, le sue volontadi a' figliuoli d'Israele. 8. Il Signore misericordioso, e benigno: paziente, e misericordioso grandemente. 10. Non ha fatto a noi secondo i nostri peccati, nè ci ha data retribuzione secondo le nostre iniquità.

Seconda Lettura

1Gv 4,7-16

7. Carissimi amiamoci l'un l'altro: perché la carità è da Dio. E chi ama, nato di Dio, e conosce Dio. 8. Chi non ama, non ha conosciuto Dio: dappoiché Dio è carità. 9. Da questo si rendette manifesta la carità di Dio verso di noi, perché mandò Dio il suo Unigenito al mondo, affinché per lui abbiamo vita. 10. Qui sta la carità: che non come se noi avessimo amato Dio, ma che egli il primo ci abbia amati, e abbia mandato il Figliuolo suo propiziazione pe' nostri peccati. 11. Carissimi, se Dio ci ha amati in tal guisa: noi pure dobbiamo amarci l'un l'altro. 12. Nissuno ha mai veduto Dio. Se ci amiamo l'un l'altro, Dio abita in noi, e la carità di lui è in noi perfetta. 13. Da questo conosciamo, che siamo ti lui, e che egli è in noi: perché egli ha dato a noi del suo Spirito. 14. E noi abbiamo veduto, ed attestiamo, che il Padre ha mandato il suo Figliuolo Salvatore del mondo. 15. Chiunque confesserà, che Gesù è Figliuolo di Dio, Dio abita in lui, ed egli in Dio. 16. E noi abbiam conosciuto, e creduto alla carità, che Dio ha per noi. Dio è carità: e chi sta nella carità, sta in Dio, e Dio in lui.

Vangelo

Mt 11,25-30

25. Allora prese Gesù a dire: Io ti ringrazio, o Padre, Signore del cielo, e della terra, perché hai tenute occulte queste cose ai saggi, e prudenti, e le hai rivelate ai piccolini. 26. Così è, o Padre; perché così a te piacque. 27. Tutte quante le cose sono state a me date dal Padre mio: e nissuno conosce il figliuolo fuori del Padre: e nissuno conosce il Padre fuori del figliuolo, e fuor di colui, cui avrà voluto il figliuolo farlo conoscere. 28. Venite da me tutti voi, che siete affaticati, e aggravati, e io vi ristorerò 29. Prendete sopra di voi il mio giogo, e imparate da me, che son mansueto, e umile di cuore, e troverete riposo all'anime vostre. 30. Imperocché soave è il mio giogo, e leggero il mio peso.

Lettura Complementare

Lv 7,1-38

Piano triennale — Anno A

1. Questa è parimente la legge dell'ostia per il delitto: ella è sacrosanta: 2. Quindi è, che dove immolasi l'olocausto, ivi s'immolerà l'ostia per il delitto: il sangue di essa si spargerà intorno all'altare; 3. Si offerirà la coda, e il grasso che cuopre le viscere, 4. I due reni, e il grasso, che è presso a' lombi, e la rete del fegato insieme co' reni: 5. E il sacerdote li farà bruciare sopra l'altare: si consuma tutto col fuoco in onor del Signore per il delitto. 6. Delle altre carni di essa mangeranno tutti i maschi di stirpe sacerdotale nel luogo santo; perché elle son sacrosante. 7. Si offerisce l'ostia per il delitto allo stesso modo, che per il peccato: l'una e l'altra ostia hanno la stessa legge: e apparterranno al sacerdote, che le ha offerte. 8. Il sacerdote, che offerisce la vittima dell'olocausto, ne avrà la pelle. 9. E ogni obblazione di farina, che si cuoca nel forno, e quella che si prepara sulla gratella, o nella padella, sarà del sacerdote, da cui viene offerta: 10. Sia ella aspersa d'olio, ovvero asciutta, sarà distribuita tra tutti i figliuoli d'Aronne, egual porzione a ognuno. 11. Questa è la legge dell'ostia pacifica offerta al Signore. 12. Se l'obblazione sarà per rendimento di grazie, si offeriranno pani non lievitati aspersi con olio, e schiacciate azzime unte con olio, e fior di farina cotta, cioè torte fritte intrise con olio: 13. E anche de' pani lievitati insieme coll'ostia di ringraziamento, che s'immola nel sacrifizio pacifico; 14. De' quali (pani) uno si offerirà al Signore per primizia, e sarà del sacerdote, che spargerà il sangue dell'ostia: 15. Le carni della quale si mangeranno lo stesso giorno, e non ne resterà nulla fino al seguente mattino. 16. Se per ragion di voto, o per libera elezione uno offerirà qualche ostia, ella sarà similmente mangiata lo stesso dì; ma quando alcuna parte ne avanzasse pel dì di poi, sarà lecito di mangiarla. 17. Ma qualunque parte ne resti al terzo giorno, sarà consunta col fuoco. 18. Se alcuno mangerà il terzo giorno delle carni della ostia pacifica, l'obblazione diverrà inutile, e non gioverà all'obblatore: anzi qualunque anima si sarà con tal cibo contaminata, sarà rea di prevaricazione. 19. La carne, che avrà toccato cosa immonda, non si mangerà, ma sarà consumata col fuoco: mangerà dell'ostia (pacifica) chi è puro. 20. L'uomo, che essendo impuro mangerà delle carni della ostia pacifica offerta al Signore, sarà sterminato dalla società del suo popolo. 21. E colui, che avrà toccato qualche cosa d'impuro sia di un uomo, sia d'un giumento, o alcuna di tutte quelle cose, che possono rendere immondo, e mangerà di esse carni, sarà sterminato dalla società del suo popolo. 22. E il Signore parlò a Mosè, e disse: 23. Tu dirai a' figliuoli d'Israele: Voi non mangerete il grasso della pecora, e del bue, e della capra. 24. Del grasso di una bestia morta da sé, ovvero uccisa da un'altra bestia, ve ne servirete pe' varii bisogni. 25. Se alcuno mangerà del grasso, che dee offerirsi bruciato al Signore, sarà sterminato dalla società del suo popolo. 26. Parimente v'asterrete dal cibarvi del sangue di qualunque animale, sia uccello, sia quadrupede. 27. Chiunque mangerà del sangue, sarà sterminato dalla società del suo popolo. 28. E il Signore parlò a Mosè, e disse: 29. Tu dirai a' figliuoli d'Israele: Colui, che offerisce al Signore un'ostia pacifica, offerisca insieme l'obblazione, vale a dire le sue libagioni: 30. Terrà nelle mani il grasso dell'ostie, e il petto: e dopo aver consacrato l'una e l'altra cosa al Signore, le darà al sacerdote, 31. Il quale farà bruciare il grasso sopra l'altare; ma il petto sarà di Aronne, e dei suoi figliuoli: 32. Similmente la spalla destra delle ostie pacifiche sarà primizia del sacerdote. 33. Colui de' figli d'Aronne, che avrà offerto il sangue e il grasso, avrà parimente la spalla destra per sua porzione. 34. Perocché il petto dopo la elevazione, e la spalla già separata, la ho io presa da' figliuoli d'Israele delle loro ostie pacifiche, e l'ho data ad Aronne sacerdote, e a' figliuoli di lui per legge perpetua a tutto il popolo d'Israele. 35. Tale è l'unzione d'Aronne, e de' suoi figliuoli riguardo a' sacrifizii del Signore, nel giorno, in cui Mosè gli offerse al servizio del Signore: 36. E queste le cose, che il Signore ordinò, che ad essi fossero date da' figliuoli d'Israele per rito sacro invariabile per tutte le loro generazioni. 37. Questa è la legge dell'olocausto, è dell'obblazione del sacrifizio pel peccato, e pel delitto, e della consacrazione, e delle ostie pacifiche. 38. Legge prescritta dal Signore a Mosè sul monte Sinai, allorché comandò a' figliuoli d'Israele, che offerissero le loro obblazioni al Signore nel deserto del Sinai.