Mercoledì 7 Febbraio 2029

Piano di lettura

Mercoledì della V settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Gen 2,4-9.15-17

4. Tale fu la origine del cielo, e della terra, quando l'uno, e l'altra fu creata nel giorno, in cui il Signore Dio fece il cielo, e la terra. 5. E tutte le piante de' campi, prima che nascessero sulla terra, e tutte l'erbe della terra, prima che (da essa) spuntassero: imperocché il Signore non avea mandato pioggia sopra la terra; e uomo non era, che la coltivasse. 6. Ma saliva dalla terra una fonte ad inaffiare la superficie della terra. 7. Il Signore Dio adunque formò l'uomo di fango della terra, e gl'ispirò in faccia un soffio di vita: e l'uomo fu fatto anima vivente. 8. Or il Signore avea piantato da principio un paradiso di delizie; dove collocò l'uomo, che avea formato. 9. E il Signor Dio avea prodotto dalla terra ogni sorta di piante belle a vedersi, e di frutto dolce a mangiare, e l'albero eziandio della vita in mezzo al paradiso, e l'albero della scienza del bene e del male. 15. Il Signore Dio adunque prese l'uomo, e lo collocò nel paradiso di delizie, affinché lo coltivasse e lo custodisse. 16. E gli fe' comando, dicendo: Mangia di tutte le piante del paradiso. 17. Ma del frutto dell'albero della scienza del bene e del male non mangiarne: imperocché in qualunque giorno tu ne mangerai, indubitatamente morrai.

Salmo Responsoriale

Sal 103,1-2.27-30

1. Dello stesso Davidde. Benedici il Signore, o anima mia: Signore Dio mio, tu ti se' glorificato potentemente. 2. Ti se' rivestito di gloria, e di splendidezza: cinto di luce come di veste. 27. Ivi quel dragone, cui tu formasti perché vi scherzi: tutte le cose aspettan da te, che tu dia loro sostentamento nel tempo opportuno. 28. Tu lo dai, ed elleno lo raccolgono: quando tu allarghi la mano tutte le cose son ricolme di bene. 29. Ma quando tu rivolgi altrove la faccia, tutte le cose sono in turbamento: tu le privi di spirito, e vengon meno, e ritornano nella lor polvere. 30. Manderai lo spirito tuo, e saranno create, e l'innovellerai la faccia della terra.

Vangelo

Mc 7,14-23

14. E chiamata a se nuovamente la turba, dicevate: Ascoltatemi tutti, e imparate. 15. Nissuna cosa vi è esteriore all'uomo, la quale entrando in esso possa renderlo immondo; ma quelle, che procedono dall'uomo, quelle sono, che rendono impuro l'uomo. 16. Chi ha orecchie da intendere, intenda. 17. Ed entrato che egli fu nella casa sciolto dalla turba, i discepoli lo interrogarono intorno a quella parabola. 18. Ed egli disse loro: Anche voi adunque siete tanto ignoranti? Non intendete, che tutto quello, che di fuora entra nell'uomo, non può renderlo impuro? 19. Perché non entra nel cuore di lui; ma passa nel ventre, donde va nel secesso, lo spurgo di tutti i cibi. 20. Ma quello, diceva egli, che esce dall'uomo, rende immondo l'uomo. 21. Imperocché dal di dentro, dal cuore degli uomini procedono i cattivi pensieri, gli adulterj, le fornicazioni, gli omicidi, 22. I furti, le avarizie, le malvagità, le frodi, le impudicizie, l'invidia, le bestemmie, la superbia, la stoltezza. 23. Tutti questi mali procedono, dal di dentro e impuro rendono l'uomo.

Lettura Complementare

Rt 4,1-12 + Es 1,1-7; 1,15-21

Piano triennale — Anno A

1. Andò adunque Booz alla porta, e ivi si pose a sedere. E avendo veduto passare quel parente, di cui si è già parlato, gli disse, chiamandolo per suo nome: Vieni un po' qua, e siedi qui. Ed egli si appressò, e si pose a sedere. 2. E Booz prese dieci uomini de' più vecchi della città, e disse loro: Sedete qui. 3. E mentre quelli sedevano, egli disse al parente: Noemi, che è tornata dal paese di Moab, venderà una parte del podere di Elimelech nostro fratello. 4. La qual cosa io ho voluto che tu sapessi per dirti dinanzi a tutti questi che seggono e a' seniori del popolo. Se tu vuoi farne acquisto in virtù del diritto di parentela, compralo, e prenditelo: ma se a te ciò non piace, fammelo sapere, affinchè io vegga quel che debbo fare: perocché non havvi altro parente, eccettuato tu, che sei avanti a me, e io, che sono il secondo. E quegli rispose: Comprerò io il campo. 5. Dissegli Booz: Quando avrai comprato il campo da quella donna, tu dei ancora sposare Ruth di Moab, la quale è stata moglie del defunto, per risuscitare il nome del tuo parente nella sua eredità. 6. Rispose quegli: Cedo le ragioni di propinquità: perocché non debbo io estinguere la posterità della mia famiglia: serviti tu del mio privilegio, del quale io dichiaro che volentieri mi privo. 7. Or era antica in Israele questa usanza tra' parenti, che se alcuna volta l'uno cedeva all'altro il proprio diritto, affinchè fosse valida la rinunzia, quegli si cavava la sua scarpa, e la dava al suo parente; questo era il segno della cessione in Israele. 8. Disse perciò Booz al suo parente: Cavati la scarpa. E quegli tosto se la cavò dal piede. 9. Ed egli disse a' seniori, e a tutto il popolo: Voi siete oggi testimoni, come io fo acquisto di tutto quello che spettava ad Elimelech, e a Chelion, e a Mahalon dalle mani di Noemi: 10. E prendo per moglie Ruth di Moab moglie di Mahalon, affin di risuscitare il nome del defunto nella sua eredità, affinchè il suo nome non venga meno nella sua famiglia, e tra' fratelli, e nel popolo. Voi, dico, siete di ciò testimoni. 11. Risposero tutto il popolo che era alla porta, e i seniori: Siam testimoni; il Signore faccia che questa donna, la quale entra in casa tua, sia come Rachele, e Lia, le quali fondarono la casa d'Israele: ch'ella sia esempio di virtù in Ephrata, ed abbia un nome celebre in Bethlehem; 12. E sia la tua casa, come la casa di Phares (il quale fu partorito a Giuda da Thamar) in virtù della discendenza che il Signor ti darà da questa giovane. 1. Questi sono i nomi dei figliuoli d'Israele, che entrarono in Egitto con Giacobbe: ciascheduno vi andò colla sua famiglia: 2. Ruben, Simeon, Levi, Giuda, 3. Issachar, Zabulon, e Beniamin, 4. Dan, e Nephthali, Gad, e Aser. 5. Erano adunque tutte le anime di coloro, che eran nati di Giacobbe, settanta: Giuseppe poi era in Egitto. 6. Dopo la morte del quale, e de' fratelli di lui, e di tutta quella generazione, 7. I figliuoli d'Israele crebbero, e come l'erba moltiplicarono; e rinforzatisi oltre ogni credere riempierono quella terra. 15. E il re d'Egitto parlò alle levatrici degli Ebrei, delle quali l'una chiamavasi Sephora, l'altra Phua, 16. E fece loro questo comando: Quando assisterete le donne Ebree nel tempo del parto, se sarà un maschio, uccidetelo; se una femmina, salvatela. 17. Ma le levatrici temettero Dio, e non obbedirono al comando del re d'Egitto; ma salvavano i maschi. 18. E chiamatele a sé il re disse loro: Che è quello che voi avete voluto fare in salvando i bambini? 19. Risposer quelle: Non sono le donne Ebree, come l'Egiziane: perocché elle sanno aiutarsi ne' loro parti, e partoriscono prima che noi andiamo ad assisterle. 20. Dio pertanto fece del bene alle levatrici: e il popolo cresceva e diventava possente formisura. 21. E perché le levatrici temettero Dio, egli stabilì le case loro.