Venerdì 1 Dicembre 2028

Piano di lettura

Venerdì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Ap 20,1-4.11

1. E vidi un Angelo scender dal cielo, che aveva la chiave dell'abisso, e una gran catena in mano. 2. Ed egli afferrò il dragone, quel serpente antico, che è il diavolo, e Satanasso, e lo legò per mille anni: 3. E cacciollo nell'abisso, e lo chiuse, e sigillò sopra di lui, perché non seduca più le nazioni, sino a tanto che siano compiti i mille anni: dopo i quali debbe egli essere disciolto per poco tempo. 4. E vidi de' troni, sederono su questi, e fu dato ad essi di giudicare: e le anime di quegli, che furono decollati a causa della testimonianza (renduta) a Gesù, e a causa della parola di Dio, e quegli, i quali non adoraron la bestia, né l'immagine di essa, né il carattere di lei ricevettero nella fronte, o nelle mani loro, e vissero, e regnarono con Cristo per mille anni. 11. E vidi un trono grande, e candida, e uno, che sopra di esso sedeva, dalla vista del quale fuggì la terra, e il cielo, nè più comparirono.

Salmo Responsoriale

Dn 3,75-81

75. Monti, e colline benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 76. Cenni, che dalla terra spuntate, benedite tutti quanti il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 77. Fontane, benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 78. Mari, e fiumi benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 79. Balene, e pesci tutti, che guizzate pelle acque, benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli. 80. Uccelli dell'aria, benedite tutti il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose po' secoli. 81. Bestie tutte, e selvagge, e domestiche, benedite il Signore, laudatelo, ed esaltatelo sopra tutte le cose pe' secoli.

Vangelo

Lc 21,29-33

29. E disse loro una similitudine: Osservate il fico, e tutte le piante: 30. Quando queste hanno già buttato, sapete, che la state è vicina; 31. Così pure voi quando vedrete tali cose succedere, sappiate, che il regno di Dio è vicino. 32. In verità vi dico, che non passerà questa generazione, fino a tanto che tutto si adempia. 33. Il cielo, e la terra passeranno: ma le mie parole non passeranno.

Lettura Complementare

2Cor 4,17-18; 5,11-13; 6,11-18; 7,1-16

Piano triennale — Anno C

17. Imperocché quella, che è di presente momentanea, e leggera tribolazione nostra, un eterno sopra ogni misura smisurato peso di gloria opera in noi. 18. Non mirando noi a quel, che si vede, ma a quello, che non si vede. Imperocché le cose, che si veggono, sono temporali: quelle poi, che non si veggono, sono eterne. 11. Sapendo adunque, come è da temersi il Signore, ne persuadiamo gli uomini, ma siamo cogniti a Dio. E spero, che siamo cogniti anche alle vostre coscienze. 12. Noi non ci lodiamo di nuovo presso di voi, ma diamo a voi occasione di gloriarvi per riguardo a noi: affinchè abbiate che dire a coloro, i quali si gloriano nella faccia, e non nel cuore. 13. Conciossiachè se siamo fuori di noi, (lo siamo) per Iddio: se siamo di mente sana, (lo siamo) per voi. 11. La nostra bocca è aperta pur voi, o Corinti, il cuor nostro è dilatato. 12. Voi non siete allo stretto dentro di noi: ma siete in istrettezza nelle vostre viscere: 13. Ma per egual contraccambio (parlo come a' figliuoli) dilatatevi anche voi. 14. Non vogliate unirvi a uno stesso giogo con gl' infedeli. Imperocché qual consorzio della giustizia con la iniquità? O qual società della luce con le tenebre? 15. E qual concerto di Cristo con Belial? O che ha di comune il fedele con l'infedele? 16. E qual consuonanza ha il tempio di Dio co' simolacri? Imperocché voi siete tempio di Dio vivo, come dice Dio: abiterò in essi, e camminerò tra di loro, e sarò loro Dio, ed eglino saranno mio popolo. 17. Per la qual cosa uscite di mezzo ad essi, e separatevene (dice il Signore) e non toccate l'immondo: 18. Ed io vi accoglierò: e sarovvi padre, e voi mi sarete figli, e figlie, dice il Signore onnipotente. 1. Avendo adunque queste promesse, o dilettissimi, mondiamoci da ogni bruttura di carne, e di spirito, conducendo a fine la (nostra) santificazione nel timor di Dio. 2. Dateci luogo. Noi non abbiamo offeso nissuno, non abbia corrotto nissuno, non abbiamo messo in mezzo nissuno. 3. Noi dico per condannarvi: imperocché dissi già, che voi siete ne' nostri cuori per insieme vivere, e insieme morire. 4. Molta fidanza ho io con voi, molto mi glorio di voi, son ripieno di consolazione, sono inondato dall'allegrezza in mezzo a tutte le nostre tribolazioni. 5. Imperocché arrivati pur che noi fummo nella Macedonia, alcun ristoro non ebbe la nostra carne, ma patimmo d'ogni tribolazione: battaglie al di fuori, paure al di dentro. 6. Ma colui che consola gli umili, consolò noi Iddio coll'arrivo di Tito. 7. Né solamente coll'arrivo di lui, ma anche con la consolazione, che egli aveva ricevuta da voi, riportando egli a noi il vostro desiderio, il vostro pianto, il vostro ardente affetto per me, ond'io maggiormente mi rallegrassi. 8. Dappoiché sebbene vi rattristai con quella lettera, non me ne pento: e se me ne fossi pentito, al vedere, che quella lettera (quantunque per poco tempo) vi rattristò, 9. Godo adesso: non perché vi siete rattristati, ma perché vi siete rattristati a penitenza. Conciossiachè vi siete rattristati secondo Dio talmente, che in nissuna cosa avete ricevuto danno da' noi. 10. Imperocché la tristezza, che è secondo Dio, produce una penitenza stabile per la salute: la tristezza poi del secolo produce la morte. 11. Imperocché ecco, questo stesso essere stati voi rattristati secondo Dio quanta ha prodotto in voi sollecitudine: anzi apologia, anzi sdegno, anzi timore, anzi desiderio, anzi zelo, anzi vendetta? Per tutti i versi avete fatto conoscere, che voi siete innocenti in quell'affare. 12. Sebbene adunque vi scrissi, noi feci per riguardo a colui, che fece l'ingiuria, né per riguardo a colui, che la patì: ma per far palese la sollecitudine nostra, che abbiamo per voi 13. Dinanzi a Dio: per questo siamo stati consolati. Ma nella nostra consolazione ci siamo anche più grandemente rallegrati dell'allegrezza di Tito, perché è stato ristorato lo spirito di lui da tutti voi: 14. E se alcun poco mi era gloriato di voi con esso, non son rimaso confuso: ma come in tutte le cose abbiamo detta a voi la verità, così il vanto, ch'io mi era dato con Tito, è stato una verità, 15. Ed egli più svisceratamente vi ama, mentre si sovviene della ubbidienza di tutti voi, e come lo accoglieste con timore, e tremore. 16. Mi rallegro adunque della totale fidanza, che ho in voi.