Sabato 18 Novembre 2028

Piano di lettura

Sabato della XXXII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

3Gv 5

Salmo Responsoriale

Sal 104,2-3.36-37.42-43

2. Cantate la gloria di lui sugli strumenti di musica: raccontate tutte le sue meraviglie. 3. Gloriatevi nel santo nome di lui: sia nell'allegrezza il cuore di quelli, che cercano il Signore. 36. E menò via Israele coll'argento, e coll'oro; e nelle loro tribù non era un malato. 37. Si rallegrò della loro partenza l'Egitto, perché era sopraffatto dal timore, che avea di essi. 42. E il suo popolo trasse fuora tutto esultante, e i suoi eletti pieni di allegrezza. 43. E diede loro i paesi delle nazioni, e furon padroni delle fatiche de' popoli,

Vangelo

Lc 18,1-8

1. Oltre di ciò diceva loro una parabola intorno al dover sempre orare, né mai stancarsi. 2. Dicendo: Egli era un certo giudice in una città, il quale non temeva Dio, né aveva rispetto degli uomini. 3. Ed era in quella città una vedova, la quale andava da lui, dicendogli: Fammi ragione del mio avversario. 4. E per buona pezza di tempo quegli non volle farlo. Ma poi disse tra se: Abbenchè io non tema Dio, nè abbia riguardo agli uomini; 5. Nondimeno perché questa vedova mi importuna, le farò giustizia, affinchè non venga di continuo a rompermi la testa. 6. Avete udito (disse il Signore) le parole di questo giudice iniquo? 7. E Dio poi non farà giustizia a' suoi eletti, i quali lo invocano dì, e notte, e sarà lento in lor danno? 8. Vi dico, che presto li vendicherà. Ma quando verrà il figliuolo dell'uomo, credete voi, che troverà fede sopra la terra?

Lettura Complementare

Rm 12,3-4; 12,17-21; 13,1-7; 14,1-6

Piano triennale — Anno C

3. Dico adunque per la grazia, che mi è stata data, a quanti son tra di voi: che non siano saggi più di quel, che convenga esser saggi, ma di essere moderatamente saggi, e secondo la misura della fede distribuita da Dio a ciascheduno. 4. Imperocché siccome in un sol corpo abbiam molte membra, e non tutte le membra hanno la stessa azione: 17. Non rendendo male per male: avendo cura di ben fare non solo negli occhi di Dio, ma anche in quelli di tutti gli uomini. 18. Se è possibile, per quanto da voi dipende, avendo pace con tutti gli uomini: 19. Non vendicandovi da voi stessi, o carissimi, ma date luogo all'ira; imperocché sta scritto: A me la vendetta; io farò ragione, dice il Signore. 20. Se pertanto il nemico tuo ha fame, dagli da mangiare: se ha sete, dagli da bere: imperocché così facendo, ragunerai carboni ardenti sopra la sua testa. 21. Non voler esser vinto dal male, ma vinci col bene il male. 1. Ogni anima sia soggetta alle podestà superiori: imperocché non è podestà, se non da Dio, e quelle, che sono son da Dio ordinate. 2. Per la qual cosa chi si oppone: alla podestà, resiste alla ordinazione di Dio. E que', che resistono, si comperano la dannazione: 3. Imperocché i principi sono il terrore non delle opere buone, ma delle cattive. Vuoi tu non aver paura della podestà? Opera bene; e da essa avrai lode: 4. Imperocché ella è ministra di Dio per te per il bene. Che se fai del male, temi: conciossiachè non indarno porta la spada. Imperocché ella è ministra di Dio vendicatrice per punire chiunque mal fa. 5. Per la qual cosa siate soggetti, come è necessario, non sol per tema dell'ira, ma anche per riguardo alla coscienza. 6. Imperocché per questo pure voi pagate i tributi: conciossiachè sono ministri di Dio, che in questo stesso lo servono. 7. Rendete adunque a tutti quel, che è dovuto: a chi il tributo, il tributo: a chi la gabella, la gabella: a chi il timore, il timore: a chi l'onore, l'onore. 1. Porgete la mano a colui, che è debole di fede, non disputando delle opinioni. 2. Imperocché uno crede di mangiare qualunque cosa: quegli poi che è debole, mangi degli erbaggi. 3. Colui, che mangia, non dispregi colui, che non mangia: e colui che non mangia, non condanni uno, che mangia: perché Dio lo ha preso per se. 4. Chi se' tu, che condanni il servo altrui? Egli sta ritto, o cade pel suo padrone: ma egli starà ritto: perché potente è Dio per sostenerlo. 5. Imperocché uno distingue tra giorno, e giorno: un altro poi tutti i giorni confonde: ognuno segua il proprio parere. 6. Chi tien conto di un giorno, ne tien conto per amor del padrone. E chi mangia, mangia pel padrone: imperocché rende grazie a Dio. E chi non mangia, non mangia pel padrone, e a Dio rende grazie.